10 cose che non sai su Star Wars

star wars
Di Andrea "Geo" Peroni
15 novembre 2015

Popolo della rete, nerd amanti della più celebre saga fantascientifica, il tempo è ormai giunto. L’imminente Star Wars: Battlefront, videogioco sviluppato da DICE e pubblicato da EA, stuzzicherà l’appetito dei fan della serie ideata da George Lucas, che vi ricordiamo tornerà in grande stile il 16 dicembre prossimo al cinema con Star Wars – Episodio VII: Il Risveglio della Forza, diretto da J.J. Abrams. Era dunque inevitabile che anche qui su Uagna.it ci unissimo ai festeggiamenti per il ritorno di una serie cinematografica straordinaria, e per farlo andiamo a caccia di 10 curiosità che potreste non sapere sulla galassia lontana lontana!

  1. Prima della 20th Century Fox, George Lucas aveva sottoposto la sceneggiatura della sua space opera ad altre case di produzione: la Universal e la United Artists. La prima rifiutò per la grande diffidenza nei confronti di un allora sconosciuto Lucas, pur avendo intuito che il progetto si basava su una storia molto appassionante e coinvolgente. La seconda invece fu molto più decisa a bocciare il film piochè riteneva l’intera produzione troppo costosa e gli incassi troppo incerti. Quanto si sbagliavano…George-Lucas-542
  2. Per la battaglia sul pianeta Hoth in Episodio V: L’impero colpisce ancora, i Camminatori Imperiali sono stati animati grazie ad una tecnica sviluppata apposta per il film, la go-motion, che unisce gli elementi fisici della stop motion con movimenti di macchina da presa comandati da un computer. Inoltre è stato fondamentale studiare i movimenti degli elefanti per coordinare la camminata paricolare degli Snow Walkers.starwars_walkerepisodio5
  3. Il personaggio di Watto in Episodio I: La minaccia fantasma è una rivisitazione, purtroppo poco riuscita, di Sheik Ilderim, il mercante arabo che nel colossal Ben Hur affida il proprio carro e cavalli all’eroe del film, e interpretato dall’attore Hugh Griffith. Inutile evidenziare il parallelismo con la corsa degli Sgusci, ma forse non a tutti è noto che, grazie alla computer grafica, è proprio dai tratti somatici di Griffith che è stato creato il mercante di Tatooine.
  4. Nell’ormai lontano 2002, appena prima dell’uscita di Episodio II: L’attacco dei cloni, i fan italiani di Star Wars hanno combattuto strenuamente attraverso petizioni online per ottenere un doppiaggio diverso da quello tenuto nel capitolo precedente, ritenuto a tratti ridicolo, poco interpretativo e con una traduzione spesso fraintesa che inevitabilmente creava dei discorsi senza senso. Grazie alla tenacia dei fan quindi si è ottenuto un capitolo decisamente più coerente con la versione originale.
  5. La razza degli Ewok apparsa in Episodio VI: Il ritorno dello Jedi fece storcere il naso a molti fan poichè un popolo così primitivo e goffo non avrebbe mai pottuto confrontarsi con una civiltà così avanzata come l’Impero Galattico. Non molti sanno che nella prima stesura di Episodio VI gli Ewok non erano presenti, e che invece alla guerra avrebbe partecipato la razza dei Wookie (di cui fa parte Chewbecca). Alla fine, Lucas optò per un popolo più pacifico per sottolineare la drammaticità della guerra in corso.Star-Wars-countdown--Wookiees-and-Ewoks
  6. Nel numero di Rolling Stones uscito il 25 agosto 1977 George Lucas fa riferimento ad un numero imprecisato di sequel di Guerre Stellari, rinominato in seguito Episodio IV: Una nuova speranza (si vociferava all’epoca di una saga di 12 capitoli totali) che vedranno sicuramente come protagonista Luke, rivelando però di voler realizzare sicuramente dei prequel per poter raccontare la giovinezza e il lungo addestramento Jedi di uno dei suoi personaggi più cari, Obi-Wan Kenobi. La figura di Anakin Skywalker all’interno dei prequel si realizzò nella mente dell’artista solo dopo la partenza dei lavori per Il Ritorno dello Jedi. Nel corso degli anni, Lucas riuscì a sviluppare solamente i prequel (Episodi I, II e III) e molto in ritardo rispetto a quanto preventivato.
  7. Durante la lavorazione di Episodio VI, il progetto fu celato sotto il nome di Blue Harvest per poter mantenere segreti i dettagli circa la storia e rendere la produzione più tranquilla e lontana dalle folle incuriosite di media e fan. Lo stesso titolo è stato recupertato dalla serie animata I Griffin per la prima puntata della sua sesta stagione, una parodia di Una nuova speranza.blueharvest_starwars_griffin
  8. Ciò che non manca alla saga di Star Wars sono sicuramente le nuove idee, storie e personaggi: esiste infatti un universo espanso che negli anni non ha fatto altro che, appunto, espandersi. Lucas, tuttavia, durante la lavorazione dei capitoli prequel, ha attinto dai suoi vecchi appunti sul progetto, datati 1973, per ampliare la storia. Infatti secondo una prima bozza della trama tutta la saga doveva cominciare con questo incipit: “Questa è la storia di Mace Windu, un venerabile Jedi Bendu di Ophuchi che era imparentato con Usby C.J. Thape, apprendista Padawaan del celebre Jedi”; è molto interessante notare come Lucas abbia ripescato vecchie idee per raccontare le origini della sua galassia lontana lontana.
  9. R2-D2 e C3-PO, italianizzati nella trilogia classica come C1-P8 e D-3BO, sono sicuramente dei nomi azzeccatissimi per i due droidi più famosi dei film. È stato molto impegnativo trovare una sigla che rappresentasse fin da subito il carattere dei due personaggi: come possiamo ben notare, analizzando la pronuncia originale, ArToo-DeeToo non è altro che una storpiatura di Artù, il re delle leggende britanniche, che sottolinea l’umanità e la prestigiosità del droide rispetto a tutti i suoi simili, mentre Si-Tripio è un nome elegante, educato e preciso proprio come il droide protocollare spesso ama definirsi.r2d2_c3po_starwars
  10. Chi di voi, in tenera età, non ha mai agitato in aria una scopa o un qualsiasi bastone immaginando di rivivere una battaglia a colpi di spade laser, magari accompagnando qualche fendente con dei teneri «swoosh!»? L’inconfondibile arma è entrata nell’immaginario collettivo come un oggetto riservato a pochi eletti in grado di brandirla: nel film infatti solo i cavalieri Jedi e le loro controparti del lato oscuro fanno ricorso a tale strumento in battaglia. Tuttavia, secondo le prime bozze della storia, le iconiche lame di luce (traduzione letterale di lightsaber) sarebbero dovute essere le armi più comuni nella galassia. Nel corso poi della pre produzione Lucas abbandonò l’idea di un mondo tecno/medievale, riservando la nobile arte del combattimento con la potentissima spada all’ordine dei Jedi, soprattutto per creare un alone leggendario intorno ad essi.

Articolo a cura di A. De Giorgi.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato “videogioco” alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.