Maleficent, com’è? Ecco perché vi piacerà

Di Andrea White Mezzelani
30 maggio 2014

Spesso, per gli appassionati di cinema e per i fruitori occasionali, si incappa in remake cinematografici di vecchie storie o leggende che nel più delle volte avevano già preso vita attraverso il grande schermo. Quante volte questi rifacimenti sono risultati deludenti o, perlomeno, non all’altezza?

Cari lettori, se siete critici, come lo ero io, verso questo genere di film, non abbiate timore: Maleficent non vi deluderà.

maleficent recensione

Parliamo sicuramente di un film che avrebbe potuto essere più accurato e più profondo, ma considerato che si tratta di una storia globalmente conosciuta e soprattutto già vista e rivista non posso non dirmi colpito positivamente della pellicola.

malefica-disneyTutti conoscono la storia de “La Bella Addormentata” ma quanti conoscono veramente tutti i personaggi intorno?
Le fiabe spesso ci regalano l’illusione che le storie si possano raccontare con semplicità (caratteristica per cui noi adoriamo anche solo il concetto di “fiaba”) tuttavia questo aspetto racchiude il mancato racconto delle sfaccettature dei personaggi che, se raccontate a dovere, possono arricchire la narrazione oltre ogni limite. In concreto, i personaggi vengono semplicemente differenziati in buoni o cattivi, ma spesso non viene raccontato cosa c’è dietro.

“Perché un cattivo è cattivo?”

La risposta a questa domanda è il “contatto elettrico”, la scintilla, che da vita ad una storia che altrimenti sarebbe ancorata alla narrazione originale o al più al film d’animazione più popolare (quello del ’59 della Walt Disney).
Intendiamoci il film travolge ma non sconvolge. Viene mantenuta una certa linearità con il racconto originale ma la trama è stata rivista in un’ottica moderna, o se vogliamo, da un’altra prospettiva. E’ questo che stupisce di Maleficent; la capacità di restare ancorata alla fiaba pur mandando messaggi completamente diversi da quelli “classici”. Non si tratta più della banale principessa “sfortunata” che subisce la maledizione ma bensì l’attenzione degli sceneggiatori si sposta su Malefica, la strega cattiva.

Una spolverata alla trama

[può contenere spoiler]

Secondo la rivisitazione del film diretto da Robert Stromberg (già vincitore di Oscar con Avatar e Alice in Wonderland) Malefica era originariamente una fata come tante altre fatta eccezione per la sua “stazza”. Era la fata più forte e potente di tutte; le sue ali, le più grandi del regno, la aiutavano nella difesa della brughiera (ossia il mondo magico) dal mondo degli umani, un luogo corrotto dal potere e dall’avidità. Da giovane la fata commise l’errore più grande, si innamorò di un uomo che poi la tradì tagliandole le ali dopo averla avvelenata.

Angelina-Jolie-Maleficent Con questo gesto Stefano riuscì ad ottenere il trono ma successe l’inaspettato. Alla nascita della sua primogenita, Aurora, Malefica accecata dalla vendetta porge i suoi “omaggi” alla neonata condannandola ad un “sonno simile alla morte” cercando di ferire il suo oramai ex amore.
Re Stefano convinto di poter salvare la figlia tenendola nascosta decise di affidare Aurora alle fate buone. Queste, incapaci di accudirla, sempre secondo la ricostruzione cinematografica di Maleficent, lasciano più volte la fanciulla nelle grinfie di Malefica. E’ così che la strega si affezionò alla “bestiolina” fino a voler eliminare la maledizione che essa stessa pronunciò.
Il vero colpo di scena però non è questo ma bensì l’amore (quello vero) che Malefica dimostra, attraverso un bacio ad Aurora, ridestandola dal sonno eterno mentre un giovane, apparente innamorato principe, fallisce.

L’importanza del “perché”

Cosa c’è di più bello del perché? Cosa c’è di più importante del motivo che spinge una persona, un essere o un personaggio ad essere quello che è? Non è il quando, il come o il dove che fa la differenza ma il perché. Ora abbiamo una versione finemente raccontata del perché “Malefica diventa malefica“. Lo stravolgimento conseguente alla rinnovata sceneggiatura della fiaba può non piacere a tutti. D’altronde una rivisitazione classica avrebbe fallito senza ombra di dubbio. Inoltre a tutti gli amanti del classico un po’ polemici ricorderei che il titolo è “Maleficient” e non “La bella Addormentata” o “Sleeping Beauty” (in risposta alle diverse critiche presenti sul web).

Riflessioni finali

La scelta dell’attrice protagonista, Angelina Jolie, è sublime. La Jolie risulta perfetta in ogni silenzio, in ogni sguardo, nella sofferenza e nell’entusiasmo della scoperta di Aurora. La principessa contadina, infatti, le ricorda una parte di lei, quella parte che ricorda dei periodi più belli, quando la sorprendeva ogni cosa bella di questo mondo e il dolore e la tristezza non l’avevano ancora trascinata nell’ombra. Gli altri attori sembrano tuttavia oscurati; risulta sottotono Sharlto Copley e un po’ troppo classica Elle Fanning. Si sarebbe potuto fare di meglio con la scelta degli altri attori principali. Gli effetti speciali ovviamente non mancano e sono notevoli anche se fanno solo da contorno (fortunatamente! Un film non è solo effetti speciali, ma piuttosto una storia ben raccontata). Un aspetto negativo invece della rivisitazione della trama è la mancanza di un po’ del carisma tipico della strega cattiva. Per quanto sbalorditiva Angelina Jolie il suo personaggio era ed è limitato – in questa pellicola – ad essere “ingenuo” prima, “ferito e carico d’odio” nel mezzo e “desideroso di riscattare il proprio io” nel finale. Forse si sarebbe potuto giocare di più sul mistero e la complessità della fata cattiva. La colonna sonora non rapisce, anche se la versione Once Upon a Dream interpretata da Lana Del Rey non delude.

VOTO DEL FILM: 7,5 (consigliato)



Drogato di cinema e cresciuto a "pane e videogames". Nel cinema cerco qualità che troppo spesso ultimamente lascia posto ad una commercializzazione sfrenata. I videogiochi sono il futuro dell'intrattenimento; sarebbe stupido pensare altrimenti e speriamo che in Italia questa consapevolezza si espanda. La musica da sempre mi appassiona, ascolto di tutto e lego particolari momenti a delle canzoni che diventano, così, vere e proprie colonne sonore della mia vita. Adoro informarmi, conoscere e sperimentare.