Road to Avengers: Infinity War – Segreti e curiosità di Captain America: The First Avenger

Di Andrea "Geo" Peroni
20 gennaio 2018

[PREMESSA] Road to Avengers: Infinity War è una iniziativa che andrà avanti ogni sabato da qui fino al 25 aprile 2018, data in cui uscirà il più atteso blockbuster della storia dei Marvel Studios. Ogni settimana ripercorreremo virtualmente uno dei film insieme a voi, svelandovi anche retroscena e curiosità che potrebbero esservi sfuggite nel corso della visione. I film verranno affrontati in ordine cronologico di uscita. Se vi siete persi gli appuntamenti precedenti potrete trovarli tutti sul nostro sito.

L’esordio di Capitan America nel MCU era già stato suggerito più volte nel corso dei film della Fase Uno. Un prototipo di uno scudo in Iron Man e Iron Man 2, una fugace apparizione in una scena (poi tagliata) de L’Incredibile Hulk, e naturalmente l’esistenza del Cubo Cosmico, storicamente legato alla nemesi di Steve Rogers e che è stato mostrato per la prima volta nella scena finale di Thor. Gli indizi c’erano tutti, e infatti nell’estate del 2011 ecco che Chris Evans fa il suo esordio nel Marvel Cinematic Universe in Captain America: The First Avenger.

Tra i supereroi più longevi della carta stampata, su cui la sua prima apparizione è datata 1941 su Timely Comics, Steve Rogers rappresentava il simbolo della guerra, della lotta e della totale supremazia americana nei confronti del grande nemico della Seconda Guerra Mondiale: il nazismo. Come America e Germania si davano lotta sul campo di battaglia in una sanguinosa guerra che costerà la vita a milioni di soldati e innocenti, anche le loro due icone a fumetti divenivano nemesi per la vita, nella metafora che da sempre accompagnava il sogno americano. Il Teschio Rosso, spietato  leader della divisione scientifica del Terzo Reich, era un uomo intelligente, scaltro, indingardo e potente, mentre Steve Rogers, mingherlino ragazzo che sognava con tutto il cuore di servire il proprio Paese in guerra, rappresentava quella che ora erano diventati gli USA, ossia una potenza mondiale che non trema davanti a niente e nessuno. Riesumato dai Vendicatori e dalla Marvel Comics molti anni più tardi, Capitan America diventerà uno dei membri più importanti del gruppo a partire dal #2 (la VERA formazione originaria degli Avengers, a fumetti, comprendeva infatti Iron Man, Hulk, Thor, Ant-Man e Wasp), e il suo percorso nel MCU sarà altrettanto fondamentale.

LA TRAMA IN PILLOLE

Dopo un brevissimo prologo ambientato ai giorni nostri, dove un gruppo di esploratori rinviene in Groenlandia un aereo abbattuto e il corpo congelato di Captain America, ci spostiamo istantaneamente nel 1943. L’Europa e il mondo sono in guerra, ma sebbene la minaccia più grande appaia Adolf Hitler e il suo spietato regime del Terzo Reich, c’è ben altro che sta macchinando dietro le quinte per scopi ben più pericolosi. Johann Schmidt (Hugo Weaving), capo della divisione scientifica dei nazisti nota come HYDRA, è infatti alla ricerca di un potentissimo manufatto che secondo le leggende è stato creato dagli dei norreni. Nella cittadina di Tønsberg, in Norvegia, Schmidt, conosciuto anche con il nome di Teschio Rosso, irrompe con l’HYDRA e trova finalmente il suo grande obiettivo che potrebbe portare ad uno sconvolgimento nel futuro della guerra: il Tesseract.

L’America, intanto, cerca giovani aitanti pronti a servire il proprio Paese in guerra. Tra i ragazzi desiderosi di arruolarsi ci sono anche Steven Rogers (Chris Evans) e James “Bucky” Barnes (Sebastian Stan), ma c’è una piccola differenza tra loro: mentre il secondo è un giovane alto e forte, Rogers è un ragazzo basso, mingherlino, con un grande senso del dovere e della giustizia ma pur sempre inadatto ad andare in guerra. Durante la visita alla Stark Expo 1943, una grande esposizione scientifica diretta dal genio Howard Stark (Dominic Cooper), c’è per Rogers la possibilità di arruolarsi nuovamente, anche se la sua domanda si prepara ad essere respinta per l’ennesima volta. Prima che questo accada, però, il dottor Abraham Erskine (Stanley Tucci) si accorge di qualcosa dentro Steven, una personalità che merita una chance. Erskine è infatti al centro di un grande progetto scientifico per conto dell’esercito americano, e decide di convincere il colonnello Chester Phillips (Tommy Lee Jones) e l’agente Peggy Carter (Hayley Atwell) a far unire Rogers alla propria divisione per testarlo. I risultati non sono incoraggianti, ma Erskine è convinto che quello sia il ragazzo giusto,  che si dimostrerà più volte furbo e scaltro e molto più preparato di altri suoi compagni di addestramento. Erskine, Phillips e Carter decidono quindi di rendere ufficialmente Rogers la cavia dell’esperimento che porterà alla creazione del Supersoldato, un uomo incredibilmente potenziato che avrebbe fatto la fortuna dell’America in guerra. Il siero ideato da Erskine, e l’utilizzo dei Vita-Rays sotto la supervisione di Stark, danno quindi vita ad un “nuovo” Steve Rogers, che fuoriesce dal macchinario utilizzato molto più alto e muscoloso. Durante l’esperimento, però, si è infiltrato nella struttura un agente dell’HYDRA, che vuole mettere le mani sul siero. L’agente uccide Erskine e ruba l’ultima fiala intatta del siero del Supersoldato, ma al termine di un lungo inseguimento in città (nel quale Rogers lo rincorre a piedi, facendosi notare per le sue acrobazie e coraggio), andrà distrutta anche l’ultima fiala, e l’agente deciderà di suicidarsi dopo aver pronunciato il celebre motto dell’HYDRA: “Tagli una testa, ne spuntano altre due”.

Contenti del successo dell’operazione Supersoldato ma abbattuti dalla perdita di Erskine e di tutte le altre fiale di siero, i vertici dell’esercito americano promuovono Rogers a capitano ma mantenendolo come il simbolo della guerra in corso, facendolo sfilare ed esibire per tenere alto il morale degli uomini e del popolo. Ma a Steve questo sta stretto, e l’occasione per dimostrare quanto vale si presenta durante uno dei suoi tour sul campo: in Italia viene infatti a sapere che Bucky e il suo commando sono stati catturati dall’HYDRA, e grazie alla collaborazione con Howard Stark e Peggy Carter, donna della quale è segretamente innamorato, decide di fare breccia nel complesso per liberare il suo migliore amico e gli altri soldati. Dopo un’operazione di salvataggio magistrale, ci sarà per Steve e Bucky anche il tempo di conoscere di persona il malvagio dottor Armin Zola (Toby Jones) e  l’uomo che si nasconde dietro all’HYDRA, il Teschio Rosso, chiamato così per un esperimento fallito su un primordiale prototipo del siero del Supersoldato che il dottor Erskine aveva creato per lui. I due riescono a fuggire dal complesso prima che questo si distrugga, portando con loro il Tesseract, mentre Steve, Bucky e i soldati tornano al loro campo base. Qui Phillips, dopo averlo rimproverato, capisce che il fenomeno conosciuto ormai in tutto il mondo come Captain America è troppo importante per essere segregato in spettacoli musicali e teatrali, e inizia la vera vita nell’esercito per lui. Con un nuovo costume e uno scudo nuovo di zecca fatto in vibranio e creato da Howard Stark, Rogers mette in piedi gli Howling Commandos, una divisione speciale guidata da lui e al cui interno opereranno alcuni dei soldati più valorosi di sempre, impegnati nella lotta all’HYDRA per scombinare i piani di Schmidt. In una di queste, durante un attacco ad un treno in Russia, gli Howling Commandos riusciranno anche ad arrestare il dottor Zola nonostante le fantascientifiche armi a disposizione dell’HYDRA grazie alla tecnologia del Tesseract, ma questo costerà la vita a Bucky, che precipiterà dal treno in corsa in un burrone.

Pressato da Phillips, Zola decide di collaborare e rivela l’ubicazione della base HYDRA dove si trovano Schmidt e il Tesseract. Rogers e gli altri si dirigono quindi lì per fermare il Teschio Rosso, che è pronto a partire a bordo di un bombardiere per sterminare la Costa Est degli USA. Steve, che riesce a salire a bordo dell’Ala volante prima che questa si alzi da terra, ha un duro scontro con Schmidt, il quale però inavvertitamente aziona il Tesseract e viene risucchiato in un misterioso portale spaziotemporale, che lo catapulta nel cosmo. Al termine del lampo di luce, il Tesseract, incandescente, cade a terra fondendo l’acciaio dell’aereo, e precipiterà nell’oceano Atlantico. Rogers, intanto, cerca di disattivare il pilota automatico che punta gli USA, ma capisce che l’unico modo per fermare l’aereo è sacrificarsi facendolo schiantare nell’Artico, non prima di aver salutato per sempre l’amore della sua vita Peggy Carter via radio. Nei mesi successivi, l’esercito onorerà la scomparsa di Rogers, ma Howard Stark non si darà per vinto continuando le ricerche. E finendo col recuperare, in qualche parte sperduta dell’oceano, il Cubo Cosmico…

Steve Rogers si risveglia improvvisamente in una stanza d’ospedale, arredata come una qualsiasi stanza d’ospedale del 1943. Alla radio, una partita di quell’anno di football, ma Steve, che alla partita aveva partecipato da spettatore allo stadio, capisce che c’è qualcosa che non va: una volta fuggito dalla camera, scopre infatti di essere in una  New York completamente moderna, e di essere stato scongelato recentemente dopo essere stato ritrovato nei ghiacciai. Nel bel mezzo di Times Square, infatti, lo SHIELD e il colonnello Nicholas J. Fury (Samuel L. Jackson) fermano uno spaesato Captain America, che si rende conto che il suo mondo è completamente perduto. Ma che capisce anche che quello attuale potrebbe essere in grave pericolo.

LA SCENA POST-CREDITI

La scena conclusiva di Captain America: Il primo Vendicatore è una sorta di anticipazione/teaser trailer di The Avengers, il mega-crossover dei Marvel Studios che sarebbe uscito l’anno successivo. La scena di cui sono protagonisti Fury e Rogers è la stessa che ritroveremo anche nella pellicola diretta da Joss Whedon, una clip di pochi secondi nella quale il capo dello SHIELD informa Steven, intento ad allenarsi in una palestra di New York, che è ora di tornare a servire il mondo per salvarlo. A seguito di questo brevissimo estratto di The Avengers, parte anche il primo trailer del film evento del 2012, nel quale il Capitano si sarebbe per la prima volta unito ad Iron Man, Vedova Nera, Occhio di Falco, Thor e Hulk per dare vita al supergruppo dei Vendicatori.

CURIOSITÀ

Farcito come tutti gli altri film del Marvel Cinematic Universe di easter egg, in Captain America: The First Avenger, l’appetito dei fan viene stuzzicato sin dalle prime battute. Nella chiesa di Tønsberg, che il Teschio Rosso visita per recuperare il Tesseract, possiamo vedere incisioni e bassorilievi dedicati a Yggdrasil, i Nove Regni e tutta la mitologia norrena, esplorata solamente poco prima nel MCU grazie al film Thor che abbiamo già commentato insieme nelle puntate precedenti di Road to Avengers: Infinity War. Nello stesso film venne introdotto il Tesseract, che i fan dei fumetti meglio conoscono come Cubo Cosmico, una vecchia conoscenza del Teschio Rosso che anche nelle sue scorribande cartacee sfruttava per utilizzarlo come potentissima arma. In realtà, questo Cubo e quello dei fumetti sono molto differenti tra loro, ma solo i prossimi film ce ne daranno conferma. Continuiamo a parlare di easter egg e citiamo la curiosa scena che vede protagonista il dottor Armin Zola, che ad un certo punto viene inquadrato attraverso un vetro che ne ingrandisce il volto. Si tratta di un riferimento neanche troppo velato alla condizione “moderna” di Zola. Sopravvissuto alla caduta dell’HYDRA, nei fumetti Zola ha infatti trasferito la sua coscienza e intelligenza all’interno di un robot, sul cui petto è inserito uno schermo dove viene visualizzato il viso del dottore. Un destino che chi ha già visto Captain America: The Winter Soldier conosce molto bene, in quanto accadrà qualcosa di molto simile anche nel MCU.

Alla Stark Expo di Howard Stark, poi, possiamo ritrovare altri importanti riferimenti all’universo cartaceo e cinematografico. In una delle teche di vetro dell’esposizione possiamo infatti osservare la cosiddetta Torcia Umana originale, un androide che insieme a Rogers e Namor costituiva la potente squadra degli Invasori ai tempi dei fumetti di Timely Comics. Non ha nulla a che vedere con Johnny Storm, l’attuale Torcia Umana dei Fantastici Quattro, ma ne condivide i poteri e le abilità. Nel film non abbiamo visto nessuno dei membri del gruppo, a parte ovviamente Captain America, e questo forse a causa di alcune controversie legali sui diritti di sfruttamento. Namor, ad esempio, è di proprietà della Universal, mentre la scelta di non inserire la Torcia Umana originale potrebbe essere stata una decisione del team creativo per non disperdere troppo l’attenzione su quello che doveva essere il film, ossia la rappresentazione delle azioni di un eroe terribilmente terreno rispetto ai suoi futuri alleati. Sempre alla Stark Expo possiamo vedere il prototipo di un’auto volante, di colore rosso. Un prototipo forse di Lola, la macchina volante di proprietà di Phil Coulson (Clark Gregg) e che abbiamo visto in Agents of SHIELD varie volte? Forse, ma non è ufficiale. C’è però da sottolineare un altro legame tra il film e la TV, in particolare con la serie Agent Carter, dove compariranno nuovamene gli Howling Commandos ormai privi della loro guida ma sempre pronti all’azione. E ora, come sempre, qualche curiosità sugli attori. Dominic Cooper interpreta qui un giovane Howard Stark, quando la parte in passato fu assegnata a John Slattery in Iron Man 2. Un recast? No, semplicemente la Marvel decise di utilizzare due attori per il ruolo, uno per la sua versione giovanile e uno per quello più anzianotto. Entrambi, infatti, appariranno più volte nei film del MCU. Sempre parlando degli Howling Commandos, tra essi troviamo l’attore Kenneth Choi che ritroveremo in un altro film Marvel del 2017: in Spider-Man: Homecoming, infatti, Choi interpreta il preside della scuola di Peter Parker, e ci viene fatto capire che si tratta di uno dei discendenti proprio del soldato visto in Captain America: Il Primo Vendicatore. Fa inoltre una piccola apparizione anche Laura Haddock, attrice che avrà una parte ben più sostanziosa in Guardiani della Galassia come madre di Peter Quill.

 

UN GIUDIZIO SUL FILM

Joe Johnston, già conosciuto per aver diretto film come Jumanji, Jurassic Park III o The Rocketeer, che con Captain America: Il primo Vendicatore condivide l’ambientazione storica, si diletta in un blockbuster di pregevole fattura che deve però fare i conti con il maltrattamento estremo di un personaggio a dir poco fondamentale. Mentre viene resa giustizia alla (forse) più grande icona Marvel della storia, l’eroe che durante la Seconda Guerra Mondiale teneva anche nella realtà alto il morale delle truppe e del popolo, grazie ad una grande interpretazione del coraggioso Evans alla sua terza apparizione in un cinecomic (era già stato la Torcia Umana in I Fantastici 4 e I Fantastici 4 e Silver Surfer), la sua nemesi giurata compare poco e senza incidere. Non per colpa certamente di Hugo Weaving, che nei panni del Teschio Rosso suscita terrore e paura sia per l’aspetto che per la meschinità, la cattiveria e la sete di potere. Quanto per il suo minutaggio a schermo e per le intenzioni, rispettivamente pochissimo e troppo banali per elevare il villain alla fama che gli dovrebbe competere. La necessità di raccontare le origini di un personaggio come Steve Rogers poneva inoltre obbligatorio il ritorno al setting della WWII, e questo potrebbe essere costato “il posto” proprio al buon vecchio Teschio, che da allora, dopo l’incidente col Tesseract, non si è più fatto vedere dalle parti del MCU. Sorte ben differente quella avuta da Hayley Atwell e la sua Peggy Carter, ma i risultati non sono stati certamente sempre dei migliori. La pellicola di Johnston, comunque, si concentra sulla crescita dell’icona di Captain America e del suo fondamentale passaggio da soldato a simbolo, dando il risalto che meritano anche altre figure chiave della storia Marvel come Howard Stark, eterno donnaiolo e playboy a sottolineare le incredibili somiglianze col figlio, il dottor Erskine “mentore” della nascita dell’eroe che tutti noi conosciamo e naturalmente Bucky Barnes, per il quale i piani nel MCU erano a lungo termine. Sulle questioni puramente tecniche della regia, ci permettiamo di sottolineare solo un aspetto del quale Johnston ha abusato: i lens flare. D’accordo nello sfruttare la tecnica in presenza del Tesseract e della maestosa luce emessa dal cubo, ma davvero serviva posizionarli così spesso?

IL CAMEO DI STAN LEE

Dopo aver liberato lo squadrone di Bucky dalle prigioni naziste, l’esercito americano decide di conferire una medaglia al valore al Capitano Steve Rogers. Alla premiazione, però, Captain America non si presenta, essendo impegnato già a Londra insieme a Stark e Peggy Carter per pianificare le prossime mosse contro l’HYDRA, lasciando così il presentatore in imbarazzo. Alla platea in ascolto non resta che rimanere a bocca asciutta per non aver visto dal vivo Rogers, anche se uno dei generali pluridecorati presenti lo scambierà per uno dei portavoce presenti sul palco. Chi interpreta il generale? Ma Stan Lee, ovviamente!



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.