Road to Avengers: Infinity War – Segreti e curiosità di Captain America: The Winter Soldier

Di Andrea "Geo" Peroni
17 febbraio 2018

[PREMESSA] Road to Avengers: Infinity War è una iniziativa che andrà avanti ogni sabato da qui fino al 25 aprile 2018, data in cui uscirà il più atteso blockbuster della storia dei Marvel Studios. Ogni settimana ripercorreremo virtualmente uno dei film insieme a voi, svelandovi anche retroscena e curiosità che potrebbero esservi sfuggite nel corso della visione. I film verranno affrontati in ordine cronologico di uscita. Se vi siete persi gli appuntamenti precedenti potrete trovarli tutti sul nostro sito.

Dopo Iron Man 3 e Thor: The Dark World, tocca all’ultimo dei tre più importanti Avengers, nel 2014, fare il suo ritorno sul grande schermo con il nuovo film da solista. Captain America: The Winter Soldier prometteva bene nelle sue intenzioni iniziali, con il ritorno non solo di Cap ma anche di Vedova Nera, Nick Fury, Maria Hill e l’arrivo di nuovi importanti alleati e villain, ma mai, e dico mai, ci saremmo aspettati di trovarci di fronte ad un cinecomic così ben confezionato e riuscito.

Del resto, per Anthony e Joe Russo questo era un primo banco di prova, importantissimo ma pur sempre primo. I due fratelli sceneggiatori e registi, alla prima esperienza con i Marvel Studios, erano quasi dei debuttanti nel mondo del cinema, avendo diretto solo due commedie nel 2002 e 2006 e dedicandosi poi solamente al mondo della TV. La loro prova, invece, fu talmente ricca di significato e soddisfacente da ricevere non solo una candidatura ai Saturn Awards per la miglior regia ma anche una fiducia immensa da parte di Kevin Feige e dei Marvel Studios, che affidarono ai due la regia del progetto più ambizioso dello studio: Avengers: Infinity War.

LA TRAMA IN PILLOLE

Dopo la disfatta di Loki, Steve Rogers (Chris Evans) lavora adesso per lo S.H.I.E.L.D. come componente della squadra speciale S.T.R.I.K.E. insieme a Natasha Romanoff (Scarlett Johansson). La sua ultima operazione è quella che riguarda il recupero della nave Lemurian Star, presa d’assalto dal terrorista Georges Batroc (Georges St-Pierre). Il recupero della nave, compreso l’agente SHIELD Jasper Sitwell (Maximiliano Hernandez), va a buon fine, ma la Vedova Nera sembra più interessata a recuperare alcuni dati informatici, piuttosto che a portare a termine l’operazione affidata a Rogers e alla squadra STRIKE. Confidatosi con Nick Fury (Samuel L. Jackson), Rogers scopre che la Vedova ha dovuto recuperare per conto di Fury alcune informazioni sul progetto Insight, una grossa iniziativa dello SHIELD che permetterà, tramite tre Helicarrier di nuova generazione costruiti al di sotto del Triskelion a Washington, di monitorare qualsiasi persona sul globo e porre fine istantaneamente alle minacce.

Fury, in viaggio per raggiungere Maria Hill (Cobie Smulders) viene attaccato da uno squadrone ignoto, tra cui troviamo anche un uomo dal volto coperto e con un braccio metallico. Sopravvissuto per miracolo, il capo dello SHIELD corre a casa di Rogers per informarlo che l’attacco non era casuale e che c’è una talpa all’interno dell’organizzazione, dicendogli inoltre di non fidarsi di nessuno. Prima però che possa finire il discorso, Fury viene trafitto da vari colpi al petto, sparati dal famigerato Soldato d’Inverno, una figura quasi mitologica che ha a che fare con il KGB e che ha operato più volte nel corso degli ultimi 60 anni, come conferma la Vedova a Rogers. Alexander Pierce (Robert Redford) dello SHIELD intanto convoca il Capitano per farsi raccontare quanto accaduto a Fury, ma Rogers decide di seguire il consiglio del suo ex-capo deceduto e di non fidarsi di nessuno. Pierce invia così la squadra STRIKE capitanata da Rumlow (Frank Grillo) a fermare Captain America, ma a seguito di uno scontro questi riesce a fuggire dal Triskelion a bordo della sua moto.

Il Capitano si riunisce a Vedova Nera, e insieme decidono di partire per New York dopo aver scoperto l’origine di una strano segnale cifrato. L’origine è situata al di sotto del vecchio campo di addestramento dell’esercito, lo stesso che al termine della Seconda Guerra Mondiale divenne la brima base operativa del S.S.R., quello che oggi viene chiamato S.H.I.E.L.D.. Nei sotterranei della struttura, i due trovano un computer senziente che risponde al nome, incredibilmente, di Armin Zola (Toby Jones): l’ex-scienziato dell’HYDRA, dopo essersi ammalato gravemente, decise infatti di trasferire tutta la sua conoscenza in questo supercalcolatore, che è in grado di dialogare anche con le persone. Interrogato su ciò che sta accadendo e sul progetto Insight, Zola svela che dietro a tutto c’è l’HYDRA, che non è mai stata sconfitta e che ha continuato a proliferare all’interno dello SHIELD come un virus, continuando nel loro scopo di dominare il mondo e causando incidenti, guerre e disfandosi dei bersagli scomodi come Howard Stark e sua moglie.

Intenzionato a capire cosa sta accadendo e ormai alla stregua di un fuggiasco, insieme a Natasha decide di fare visita a Sam Wilson (Anthony Mackie), un ex-soldato speciale che Rogers ha conosciuto pochi giorni prima. A casa di Wilson, i tre elaborano un piano per tendere un agguato all’agente Jasper Sitwell, che si trovava a bordo della Lemurian Star e che quindi deve sapere qualcosa. Sitwell è infatti un affiliato dell’HYDRA, ma prima che possa spifferare tutto viene catturato e ucciso dal Soldato d’Inverno, che ingaggia una lotta contro i tre fuggiaschi. Dopo uno scontro fisico, la maschera del Soldato cade a terra svelando il suo vero volto, quello di James “Bucky” Barnes (Sebastian Stan), il vecchio migliore amico di Rogers dei tempi della gioventù. Grazie all’aiuto di Maria Hill, Wilson, Rogers e Romanoff riescono a fuggire e si rintanano in una vecchia diga, dove trovano a sorpresa Nick Fury he ha solo finto la sua morte per poter agire indisturbato. Decidono quindi di elaborare un piano per riuscire a penetrare nello SHIELD, interrompere il progetto Insight (che porterebbe l’HYDRA ad avere un potere mostruoso) e a fermare Alexander Pierce, il nuovo “Teschio Rosso” dell’HYDRA.

I tre Helicarrier del progetto Insight vengono lanciati, ma il Capitano riesce a raggiungerli per sabotarli, questo a seguito di un duro scontro contro il Soldato d’Inverno che è sotto l’influenza mentale dell’HYDRA. La Vedova Nera, intanto, riesce a fermare Pierce, e Wilson ha la meglio su Rumlow all’interno del Triskelion. Lo SHIELD, però, è stato completamente smantellato: l’organizzazione segreta non ha più punti di riferimenti e lo scandalo HYDRA è stata solamente la goccia che ha fatto traboccare i vaso. Fury continuerà ad agire in clandestinità, mentre Steve, in compagnia di Falcon, inizia la ricerca del disperso Bucky per fermarlo e redimerlo.

LE SCENE POST-CREDITI

Durante la prima scena dopo i titoli di coda di Captain America: The Winter Soldier, ci vengono presentati personaggi completamente nuovi. La scena è infatti ambientata in Sokovia (anche se ancora non lo sapevamo, all’epoca), nella base HYDRA sotto il comando del barone Von Strucker (Thomas Kretschmann) nella quale gli scienziati della società ancora quindi in vita nonostante i fatti del film stanno studiando un oggetto molto particolare. Si tratta dello scettro di Loki, recuperato dallo SHIELD al termine di The Avengers e finito quindi in qualche modo nelle mani dell’HYDRA, che sta svolgendo esperimenti su di esso per carpirne il potere. Non solo, a quanto pare, perché Von Strucker ha avviato anche una serie di esperimenti su test umani per verificare la comparsa di superpoteri. Gli unici due sopravvissuti, in celle adiacenti, sono due gemelli, maschio e femmina. Il primo ha acquisito il dono della supervelocità e risponde al nome di Pietro Maximoff (Aaron Taylor-Johnson), mentre la ragazza, di nome Wanda (Elizabeth Olsen), è in possesso di poteri telecinetici davvero spaventosi.

Nella seconda e ultima scena post-crediti, Bucky è ancora in clandestinità, ma è alla ricerca della sua vera identità. Nel suo peregrinare, ripensando alle parole di Steve Rogers durante il loro ultimo scontro, visita il museo di Captain America e degli Howling Commandos, scoprendo che il suo vero nome è James Barnes da una foto che lo ritrae in compagnia del suo plotone nella Seconda Guerra Mondiale.

CURIOSITÀ

Farcito come sempre di easter egg dal MCU, Captain America: The Winter Soldier è ispirato alla miniserie Secret Warriors degli anni 2000, quando Nick Fury dello SHIELD scoprì uno dei più grandi complotti della storia del mondo Marvel: l’HYDRA, organizzazione terroristica celebre per aver combattuto contro Captain America nella Seconda Guerra Mondiale, non era mai stata sconfitta, e anzi continuava a crescere tra le file dei suoi antichi nemici. A differenza della miniserie a fumetti, però, qui i protagonisti non sono i giovani supereroi scelti da Fury e guidati da Daisy Johnson a ribaltare il piano dell’HYDRA, per ovvie ragioni di protagonista, storia da raccontare e cast. Inoltre, nel fumetto era assente la figura di Bucky come Soldato d’Inverno. Il personaggio è naturalmente esistente nei fumetti della Casa delle Idee, ma il Soldato era già apparso molti anni prima, e anzi nell’epoca di Secret Warriors Bucky, già rinsavito dall’influenza mentale, aveva preso il posto di Rogers, rimasto ucciso dopo Civil War, come nuovo Capitan America.

Più volte alcuni Vendicatori vengono nominati, o direttamente (come Stark, che ha visionato alcune delle tecnologie che avrebbero utilizzato gli Helicarrier di nuova generazione) o indirettamente, ma tra i nomi citati ci furono delle sorprese. L’agente Sitwell, messo alle strette da Rogers, Romanoff e Wilson, cita infatti alcune delle minacce considerate importanti per l’HYDRA, e che il progetto Insight avrebbe messo a tacere. Tra questi nomi c’è anche quello di Stephen Strange, il talentuoso chirurgo che gli spettatori conosceranno solamente vari anni dopo nel film a lui dedicato, Doctor Strange. Non è però ancora chiaro come mai l’HYDRA considerasse Strange una minaccia già a quell’epoca; forse ci sono alcuni misteri ancora irrisolti della timeline del MCU che potrebbero spiegare la cosa, ma evitiamo di lanciarci in fantasiose teorie senza prima avere risposte certe da Feige e soci. Il film è anche l’occasione per mostrare alcuni volti conosciuti come Peggy Carter (Hayley Atwell), ormai anziana e molto malata, il senatore Stern (Garry Shandling) che scopriamo essere affiliato all’HYDRA e che spiega ora il grande interesse per l’armatura di Tony in Iron Man 2, e Howard Stark (Dominic Cooper), anche se solamente in foto. Durante la confessione di Zola, che spiega la proliferazione dell’HYDRA in tutti quegli anni e le sue malefatte, il dottore racconta di come la società si sia resa protagonista di famosi omicidi, come appunto quello dei coniugi Stark. Gli appassionati di Quentin Tarantino, inoltre, hanno avuto una bella sorpresa alla fine del film. Samuel L. Jackson e Chris Evans visitano la tomba di Fury, che, ritenuto morto, ha avuto un funerale con tanto di lapide commemorativa. Su di essa, i registi hanno fatto incidere la frase “Ezechiele, 25:17. Il cammino dell’uomo timorato è minacciato”. Si tratta di un evidente riferimento ad una frase entrata nella storia del cinema e pronunciata sempre da Jackson in uno dei suoi più celebri film, Pulp Fiction. E pensate che neppure Jackson era a conoscenza di questo easter egg inserito dai Russo: la lapide, infatti, al momento delle riprese era completamente spoglia, e il riferimento al film di Tarantino venne inserito solamente in post-produzione con effetti speciali.

UN GIUDIZIO SUL FILM

Captain America: The Winter Soldier è stata la più grande sorpresa del Marvel Cinematic Universe, a mio avviso anche più di quel Guardiani della Galassia di cui parleremo nella prossima parte della nostra retrospettiva. I due debuttanti del MCU, Joe e Anthony Russo, furono in grado di confezionare un cinecomic che quasi voleva non essere un cinecomic, un thriller di spionaggio e azione che basava tutta la sua trama sul più grande complotto della storia della Casa delle Idee. L’HYDRA, antico nemico, torna più forte che mai insieme alla persona più inaspettata, Bucky, e questo permette a Captain America di riabilitare totalmente il suo nome dopo un primo film non proprio esaltante. Di The Winter Soldier piace tutto, dalla fotografia alla sceneggiatura non priva di colpi di scena, dai soliti stupefacenti effetti speciali fino all’interpretazione degli attori, ognuno al proprio posto e con la propria caratura ben definita. Dimenticando per un momento il solito problema dei film della Fase Due, ossia la quasi estraneità dei prodotti per il MCU (l’attacco al Triskelion e la caduta dello SHIELD non interessa in alcun modo eroi come Iron Man o Occhio di Falco? Molto strana come cosa), si respira davvero qualcosa di inedito nel primo blockbuster che portò la firma dei fratelli Russo, un film che li consacrò notevolmente negli uffici di casa Disney e che permise loro di essere messi a capo delle menti creative della Fase 3, affidandogli inoltre l’intera gestione del franchise degli Avengers. Captain America: Civil War e i prossimi due film sui Vendicatori, infatti, portano e porteranno la loro firma. Quasi una sicurezza, visti i precedenti.

IL CAMEO DI STAN LEE

Stan Lee è, in questo film, la guardia notturna del museo intitolato a Captain America e gli Howling Commandos. Lo vediamo nella sequenza nella quale scopre che il costume originale di Cap, quello indossato nella WWII, è stato rubato dallo stesso Rogers, che lo indosserà nella missione di sabotaggio del progetto Insight.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.