Road to Avengers: Infinity War – Segreti e curiosità di Iron Man 2

Di Andrea "Geo" Peroni
6 gennaio 2018

[PREMESSA] Road to Avengers: Infinity War è una iniziativa che andrà avanti ogni sabato da qui fino al 25 aprile 2018, data in cui uscirà il più atteso blockbuster della storia dei Marvel Studios. Ogni settimana ripercorreremo virtualmente uno dei film insieme a voi, svelandovi anche retroscena e curiosità che potrebbero esservi sfuggite nel corso della visione. I film verranno affrontati in ordine cronologico di uscita. Se vi siete persi gli appuntamenti precedenti potrete trovarli tutti sul nostro sito.

L’aver portato al successo un personaggio come Iron Man, mai conosciuto al pubblico di massa prima del 2008 a differenza di altri mostri sacri in casa Marvel come Capitan America o Spider-Man, aveva galvanizzato l’ambiente in casa Disney. Fu così che poco dopo l’uscita del primo film venne subito annunciato Iron Man 2, sequel ancora una volta diretto da Jon Favreau e con protagonista l’immancabile Robert Downey Jr. nei panni di Tony Stark. Un film che cercava di diventare più grande, di espandere le storie del MCU e di introdurre nuovi personaggi chiave per il futuro del progetto cinematografico, su tutti l’arrivo di Scarlett Johansson nei panni della Vedova Nera dello SHIELD. Tanti ritorni e tante novità, ma il film si rivelerà essere un grande flop qualitativo anche a causa di villain certamente poco memorabili e di una sceneggiatura scadente e senza mordente.

Nel 2010 Iron Man 2 debutta nelle sale di tutto il mondo, unico sequel di uno dei film della Fase Uno a riuscire a farsi strada nel sempre più affollato panorama dei cinecomic, panorama che al giorno d’oggi continua inesorabilmente a crescere. Diamo dunque uno sguardo al film e a cosa andò storto in questo nuovo blockbuster dei Marvel Studios, che comunque frutterà la bellezza di 623 milioni di dollari migliorando la performance del suo predecessore.

LA TRAMA IN PILLOLE

Tony Stark (Robert Downey Jr.) ha da poco confessato al mondo di essere Iron Man, il supereroe in armatura che da un po’ di tempo agisce in tutto il mondo, e questo nonostante le indicazioni precise dell’agente dello SHIELD Phil Coulson (Clark Gregg) e del suo boss Nick Fury (Samuel L. Jackson). Spinto come sempre dal suo spirito inventivo ed egocentrico, Tony sta però già guardando al futuro, e alla Stark Expo che inaugura proprio dopo essere atterrato con la sua armatura al centro del palco della presentazione. In questa grandissima esposizione, che anche suo padre Howard (qui interpretato da John Slattery) aveva organizzato, Tony vuole spronare chiunque abbia un’idea rivoluzionaria a farsi avanti, a far progredire l’avanzata tecnologica e a mostrare le potenzialità dell’uomo in questo florido periodo per la scienza. Nonostante le apparenze, però, Tony sta facendo i conti con più di un problema: il palladio presente nel suo reattore ARC in miniatura, quello che tiene lontane le schegge metalliche dal suo cuore, sta contaminando irrimediabilmente il suo sangue; in più, il governo degli USA, rappresentato dal senatore Stern (Gerry Shandling), vuole mettere le mani sull’armatura Iron Man per potenziare il proprio arsenale bellico, cosa che Tony non è disposto a fare. All’orizzonte, inoltre, si fa avanti un pericoloso concorrente per le Stark Industries: Justin Hammer (Sam Rockwell) è diventato infatti il principale fornitore di armi per l’esercito americano dopo il drastico cambio di politiche deciso da Tony nel periodo precedente, ma i risultati non sembrano assolutamente incoraggianti come lo stesso rampollo di casa Stark dimostrerà di fronte alla giuria e al mondo mostrando prototipi ed esperimenti scadenti delle Hammer Industries.

Nel tentativo di allontanarsi completamente dai problemi e di vivere quelli che forse saranno i suoi ultimi momenti di vita, Tony Stark si concede libertà totale. Prima di tutto nomina Virginia Potts (Gwyneth Paltrow), prima sua segretaria personale, nuova presidentessa delle Stark Industries, affidandole Happy Hogan (Jon Favreau) come assistente; inoltre, assume la prorompente Natalie Rushman (Scarlett Johansson) come nuova segretaria, portandola con sé anche a Montecarlo in occasione del Gran Premio al quale Tony è stato invitato come ospite. A Monaco, però, dove Tony deciderà di prendere parte alla corsa tramite la sua scuderia, c’è un altro grande pericolo per il playboy miliardario. Ivan Vanko (Mickey Rourke), figlio di Anton Vanko (Eugene Lazarev), un ex collaboratore di Howard Stark, è voglioso di ottenere una vendetta per il suo morente padre, che a quanto pare aiutò Stark a sviluppare il reattore ARC come dimostrano i progetti che gelosamente custodisce nella sua misera abitazione. Presentatosi a Monaco con un prototipo di armatura con tanto di reattore ARC e fruste elettrificate, Vanko/Whiplash cerca di far fuori Tony Stark, ma il pronto intervento di Happy che porterà con sé una armatura portatile di Iron Man salverà la vita al suo capo e permetterà alla polizia di arrestare Vanko. Tutto questo sotto gli occhi di un interessatissimo Justin Hammer, che rimane folgorato dalle capacità di Vanko.

Sempre più in preda alla depressione, Tony finirà con lo smarrirsi e allontanare da sé i suoi più cari amici, tra cui anche James Rhodes (Don Cheadle), colonnello dell’esercito americano che ruberà anche una delle sue armature per cercare di fermarlo nel corso di una festa a Malibù particolarmente alcolica per Tony. Con l’esercito americano in possesso di una delle sue creazioni, che Hammer armerà di tutto punto per creare la War Machine Mark I, e Pepper infuriata, l’aiuto arriva dall’ultima persona che Tony si aspettava: Nick Fury si presenta nuovamente alla porta di Iron Man, intimidandolo di trovare una soluzione ai suoi problemi e confidandogli della fiducia che suo padre Howard Star, membro fondatore dello SHIELD, riservava in lui. Tony cerca così di riabilitarsi, di ristabilirsi, e capisce di essere ormai finito in qualcosa di molto più grande di lui, come dimostra anche la scoperta della vera identità di Natalie Rushman: in realtà, la ragazza è Natasha Romanoff, la temibile Vedova Nera dello SHIELD ed ex-KGB. Grazie all’involontario aiuto di suo padre, Tony riuscirà infine a creare un nuovo elemento chimico che gli permetterà di guarire il suo avvelenamento da palladio, ma dovrà ora fare i conti con Hammer che sta per presentare i suoi Droni nuovi di zecca alla Stark Expo, ideati e programmati dallo spietato Vanko che nel frattempo era stato assunto dopo essere stato fatto evadere. I Droni, infatti, si riveleranno essere una clamorosa trappola: all’arrivo di Tony alla Expo, seguito da quello di Rhodes nell’armatura War Machine, Vanko prenderà possesso dei droni e scatenerà il panico alla fiera, cercando di uccidere Iron Man.

Nonostante l’azione furtiva della Romanoff, Vanko fugge a bordo della sua armatura nuova fiammante, e incontra Tony e Rhodes per lo scontro finale. Al termine di una estenuante battaglia, i due uomini di ferro hanno la meglio su Whiplash, che come ultimo atto aveva in mente di far esplodere tutti i droni rimasti alla Stark Expo. Per fortuna dei presenti, Iron Man riesce a risolvere la situazione, e a mettere in salvo anche Pepper alla quale dichiarerà il suo amore. Justin Hammer verrà infine arrestato, e Tony verrà redarguito da un Nick Fury ben poco amichevole che non lo ritiene più adatto a far parte dell’Iniziativa Vendicatori alla luce degli ultimi avvenimenti. Per sua fortuna, Iron Man riuscirà a prendersi una piccola rivincita personale, facendosi premiare con una medaglia che gli verrà consegnata dal senatore Stern stesso.

LA SCENA POST-CREDITI

Protagonista della scena extra di Iron Man 2 è l’agente Phil Coulson, il quale ha raggiunto la sua nuova meta. Dopo aver fatto da cane da guardia a Tony Stark per volere di Fury, Coulson afferma infatti durante il film di doversi dirigere in New Mexico per una nuova missione, della quale però non sappiamo nulla. Lo scopo di questa nuova operazione ci viene svelato proprio nella scena finale del film: Coulson informa Fury di aver raggiunto l’obiettivo, e sullo schermo, al centro di un grande cratere, ci viene mostrato Mjolnir. Il martello di Thor, per intenderci.

CURIOSITÀ

Iron Man 2 è ispirato in parte a Il demone nella bottiglia, una delle più importanti saghe fumettistiche legate a Tony Stark. Come suggerisce il nome, si tratta di un momento molto particolare nella vita di Iron Man, che deve fare i conti con una depressione alla quale seguirà una forte dipendenza dall’alcool che per poco non distruggerà tutto quello che lui ha faticosamente creato negli anni. Per il film, però, la Marvel decise di non riproporre il tema dell’alcolismo, forse anche per non portare sul grande schermo un tema così delicato avendo a che fare con un pubblico molto giovane. La sceneggiatura, in mano a Justin Theroux (che lavorò con Downey Jr. ai tempi di Tropic Thunder), finì dunque per intersecare altri temi oltre alla saga fumettistica appena descritta, come il temibile Whiplash, Justin Hammer (qui in una versione molto più giovane rispetto alla controparte cartacea) e la dimensione SHIELD, qui molto più presente grazie all’introduzione di Scarlett Johansson come Vedova Nera. A tal proposito, piccola curiosità: Emily Blunt fu ad un passo dall’interpretare la letale spia dello Strategic Homeland Intervention Enforcement and Logistics Division, ma per impegni lavorativi fu costretta ad abdicare a favore dell’attrice di The Prestige e La verità è che non gli piaci abbastanza. Recasting a pochi giorni dall’inizio delle riprese, come quello, molto più importante, che ha coinvolto Terence Howard e Don Cheadle. Il ruolo di James Rhodes era stato infatti di Howard nel primo Iron Man, ma dopo le lamentele di Favreau e Downey Jr. circa l’atteggiamento dell’attore sul set, i Marvel Studios proposero prima di ridimensionare i suoi ruolo e stipendio (cosa non accettata da Howard) e poi di sostituirlo in toto con Don Cheadle, rappresentando il primo recasting ufficiale del Marvel Cinematic Universe (l’altro, come già abbiamo detto nell’episodio scorso, sarà riservato a Edward Norton e il suo Bruce Banner).

Nel film sono inoltre presenti molti easter egg riguardanti il MCU e i fumetti della Casa delle Idee. Vanko, ad esempio, ha a che fare con I Dieci Anelli, il gruppo terroristico che nel precedente film rapì Tony in Medio Oriente, e a Montecarlo assume l’identità fasulla di Boris Turgenev, che nei fumetti è un altro dei criminali che si nasconderanno dietro al nome di Whiplash nel corso della storia. Nel corso del colloquio finale con Fury, inoltre, possiamo notare altri riferimenti al mondo Marvel. Su uno degli schermi viene mostrato un servizio al TG riguardante uno scontro tra Hulk e l’esercito americano, lo stesso che avvenne al campus universitario ne L’Incredibile Hulk del 2008. Sulla mappa alle spalle del capo dello SHIELD, inoltre, compaiono alcune location molto particolari dell’universo Marvel, come Atlantide (patria di Namor) e il Wakanda di Pantera Nera. L’easter egg invece più evidente è sicuramente quello che riguarda uno scambio di battute tra Coulson e Tony mentre quest’ultimo sta cercando di costruire un acceleratore di particelle nella sua abitazione. Tra le cianfrusaglie di Howard Stark, infatti, l’agente dello SHIELD ritrova un prototipo dello scudo di Captain America, eroe della Seconda Guerra Mondiale che lavorò a stretto contatto proprio con il padre di Iron Man. Da ricordare anche i ritorni di Jon Favreau, regista e interprete di Happy Hogan, e anche di Paul Bettany, che torna a doppiare l’IA J.A.R.V.I.S. di Tony Stark. Sarà il suo secondo film per il MCU, ma non resterà una IA per sempre…

Merita una menzione particolare anche il retcon ufficializzato dalla Marvel nella primavera del 2017. Durante l’attacco dei Droni Hammer alla Stark Expo, Iron Man salva la vita di un bambino che indossava una maschera del suo eroe preferito, venendo scambiato da uno dei droni come l’obiettivo da centrare. Come affermato da Tom Holland e Kevin Feige, appunto, quel bambino non è altri che Peter Parker, colui cioè che un giorno diventerà Spider-Man. Un’operazione sicuramente non preventivata ai tempi della realizzazione di Iron Man 2, ma un esemplare modo per unire l’utile al dilettevole e fornire una presenza, seppur insignificante, di Peter Parker nel MCU anche prima dei fatti di Captain America: Civil War, film dove ha effettivamente esordito.

UN GIUDIZIO SUL FILM

L’accoppiata Robert Downey Jr./Jon Favreau sembrava perfetta per un nuovo grande film su Iron Man. E invece, contro molti pronostici, Iron Man 2 si rivelerà essere un film molto debole, con una sceneggiatura abbozzata e ricca di sottotrame inefficaci tra cui quella di uno dei villain del blockbuster, quell’Ivan Vanko interpretato da Mickey Rourke, che si rivela una debolissima figura in contrapposizione a Tony Stark. Rimangono certamente nella memoria dei fan dei cinecomic alcune importanti sequenze del film, come l’armatura in valigia durante il GP di Monaco che viene comodamente indossata poco dopo l’attacco di Whiplash, o lo spettacolare combattimento finale del duo Iron Man/War Machine, quest’ultimo altra nota positiva del film visto il bell’esordio di Don Cheadle nel ruolo, contro i droni Hammer e lo stesso Vanko nella sua nuova armatura. Il tentativo di mostrare il profondo legame mai realmente espresso tra Howard Stark e suo figlio non incide come dovrebbe, e l’intero apparato riguardo la guarigione di Tony dall’avvelenamento da palladio sembra piazzato qui solo per riempire un vuoto che non si sapeva come riempire. Ed è un peccato che il film sia così ricco di difetti, perché le premesse per bissare il successo di due anni prima c’erano eccome, vuoi per l’esperienza che i Marvel Studios stavano maturando sempre di più, vuoi per le nuove presenze come Scarlett Johansson e Sam Rockwell che hanno dato ulteriore spessore e carisma al cast. Ma se in un cinecomic, tralasciando i sempre ottimi effetti speciali, quello che manca davvero è una trama, la frittata è fatta. Senza  ombra di dubbio, si tratta del film meno riuscito della Fase Uno dell’Universo Cinematografico Marvel.

IL CAMEO DI STAN LEE

Brevissima l’apparizione di Stan “The Man” Lee in Iron Man 2, nel quale Tony Stark lo incontra nelle battute iniziali del film al termine della presentazione della Stark Expo, scambiandolo per il conduttore televisivo Larry King.



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