Road to Avengers: Infinity War – Segreti e curiosità di Spider-Man: Homecoming

Di Andrea "Geo" Peroni
7 aprile 2018

[PREMESSA] Road to Avengers: Infinity War è una iniziativa che andrà avanti ogni sabato da qui fino al 25 aprile 2018, data in cui uscirà il più atteso blockbuster della storia dei Marvel Studios. Ogni settimana ripercorreremo virtualmente uno dei film insieme a voi, svelandovi anche retroscena e curiosità che potrebbero esservi sfuggite nel corso della visione. I film verranno affrontati in ordine cronologico di uscita. Se vi siete persi gli appuntamenti precedenti potrete trovarli tutti sul nostro sito.

Non tutti erano entusiasti di vedere un nuovo Spider-Man al cinema nel 2016, a soli 2 anni di distanza dall’ultima apparizione di Andrew Garfield nei panni del più famoso supereroe ragnesco. E invece Captain America: Civil War, primo film del MCU in cui appare il personaggio, restituì grande fiducia sia sulle intenzioni dei Marvel Studios che sul nuovo attore scelto, Tom Holland, che siamo sicuri interpreterà Peter Parker per ancora molti anni. Spider-Man: Homecoming esce nell’estate del 2017 come il primo film in solitaria dell’Uomo Ragno dopo l’accordo tra Sony e Disney, qualcosa che pareva incredibile fino ad alcuni anni prima e che invece ci consegnerà un film estremamente gradevole, con un villain davvero bellissimo e inquietante dietro al volto di Michael Keaton.

LA TRAMA IN PILLOLE

A seguito della battaglia di Berlino contro la fazione di Captain America nella guerra civile dei supereroi, Peter Parker (Tom Holland) torna a New York insieme a Tony Stark (Robert Downey Jr.) che gli offre il costume hi-tech di Spider-Man in cambio di una promessa: dovrà continuare a fare il “piccolo” supereroe, senza montarsi la testa o puntare troppo in alto, verso questioni che ancora non lo competono. Aver partecipato ad una missione con gli Avengers non ha però fatto altro che far crescere in Peter la convinzione che sia ormai un vero supereroe, a cui ormai la dimensione cittadina è ristretta. Peter passa infatti le sue giornate scolastiche a non attendere altro che la campanella finale, per poter indossare il costume e compiere mirabolanti imprese, continuando a tormentare il povero Happy Hogan (Jon Favreau) chiedendogli se i Vendicatori sono in partenza per qualche missione.

Una sera Peter entra in contatto con una scapestrata banda di scassinatori che utilizzano però armi super-tecnologiche. Dopo averne parlato con l’amico Ned (Jacob Batalon), che ha scoperto la sua identità, una sera Peter si imbatte in Jackson Brice (Logan Marshall-Green) e Herman Schultz (Bokeem Woodbine), due complici di Adrian Toomes che stanno vendendo alcune delle armi hi-tech ad un certo Aaron Davis (Donald Glover). Peter interrompe la vendita, ma Toomes (Michael Keaton) irrompe sulla scena quasi uccidendo Spider-Man, gettandolo nel fiume. Solo l’intervento di Stark, che invia una delle sue armature comandate a distanza, riuscirà a salvare Peter, che rimane scosso e che comunque è intenzionato a scoprire di più sulle armi. Toomes, nel suo covo, è furioso con Brice e lo uccide, facendo di Schultz il nuovo Shocker. L’Avvoltoio, questa l’identità utilizzata da Toomes nel giro della vendita illegale di armi, sta sfruttando tecnologia dei Chitauri recuperata da New York (oltre ad altre armi ritrovate dopo le battaglie dei supereroi, come braccia robotiche di Ultron o il guanto di Crossbones, divenuto proprio l’accessorio di Shocker) per creare armi incredibili da poter vendere, per riuscire a garantire alla sua famiglia un futuro economicamente saldo.

Ned e Peter scoprono che Toomes è diretto a Washington per recuperare un nuovo carico di materiale del Damage Control, e vanno quindi lì con la squadra di decathlon accademico. Purtroppo, Peter non riesce a catturare l’Avvoltoio, ma gli impedisce di recuperare l’intero carico, e riesce anche a salvare la vita a tutti i suoi amici di decathlon accademico che stavano per morire a causa di uno dei gadget chitauriani in possesso di Ned. Qualche giorno dopo, dopo aver interrogato Davis, Peter scopre che su un traghetto si sta per tenere una grossa vendita di armi tra gli uomini di Toomes e MacDonald “Mac” Gargan (Michael Mando): Spider-Man irrompe sulla scena, ma a causa di un attacco dell’Avvoltoio rischia di far sprofondare la nave provocando molte vittime. Solo l’intervento di Iron Man, che si presenta in carne ed ossa, riesce a salvare la situazione, ma chiede indietro a Peter il costume dopo aver scoperto di aver disobbedito ai suoi ordini.

Peter decide quindi di lasciar perdere l’Uomo Ragno per un po’ e si concentra sul ballo Homecoming della sua scuola, al quale andrà insieme a Liz (Laura Harrier), che scopre però solo una sera essere la figlia proprio di Adrian Toomes. L’Avvoltoio è intenzionato, quella notte, a derubare un prezioso carico di materiale dalla Avengers Tower, che Stark ha appena venduto ad un compratore ignoto, e Peter decide di abbandonare l’Homecoming e Liz per fermarlo un’ultima volta. Dopo un rocambolesco inseguimento, Spider-Man ha la meglio su Toomes, che viene consegnato alle autorità. Stark, invece, fiero del nuovo giovane supereroe, gli offre di entrare a far parte ufficialmente degli Avengers, ma il ragazzo rifiuta dopo aver capito di voler restare un semplice e amichevole Spider-Man di quartiere.

LE SCENE POST-CREDITI

Nella prima scena, vediamo Toomes finito in galera confrontarsi faccia a faccia con Mac Gargan, che vuole vendicarsi di Spider-Man. Gargan ha sentito in giro che Toomes conosce l’identità segreta dell’Uomo Ragno, cosa che è vera. L’ex-Avvoltoio, però, afferma di non conoscere chi si nasconda dietro la maschera, confidando a Gargan che se avesse davvero saputo la sua identità lo avrebbe già ucciso.

La seconda scena dopo i titoli di coda è invece il più grande trollaggio mai realizzato dai Marvel Studios. Vediamo infatti Captain America (Chris Evans), apparso nel film in un paio di occasioni sotto forma di filmati istruttivi per gli alunni della scuola di Peter, mentre sembra rivolgersi direttamente al pubblico e affermare che una delle qualità più importanti è la pazienza. Naturalmente, è anche una presa in giro per gli appassionati, che attendono sempre pazientemente i titoli finali per scoprire qualcosa sul futuro del MCU. Questa volta però fummo gabbati da Feige e compagnia. Da te, Capitano, questo proprio non ce lo saremmo aspettati!

CURIOSITÀ

Dopo aver esplorato Norman e Harry Osborn (per due volte), Rhino, Lizard, Electro, l’Uomo Sabbia, Venom e Doc Octopus, il regista Jon Watts e gli sceneggiatori del MCU optarono per andare a pescare un altro dei più celebri villain di Spidey. L’onore è toccato ad Avvoltoio, che curiosamente doveva essere tra i main villain di Spider-Man 4 di Sam Raimi e interpretato da John Malkovich, prima che il film venisse cancellato. Le differenze con i fumetti, almeno a livello di antagonisti e di costruzione delle loro storie, sono però parecchio differenti, sia per Avvoltoio che per il Riparatore e Shocker. Desta curiosità anche l’apparizione di Aaron Davis, nome che forse ai più non dice nulla ma che nasconde una grande storia su carta stampata. Davis è infatti lo zio di Miles Morales, quello che nell’Universo Ultimate diventa il nuovo Spider-Man dopo la morte di Peter Parker. Davis, per un curioso scherzo del destino, è anche la nemesi del suo stesso nipote, un supervillain dal nome Prowlers che darà parecchio filo da torcere al ragazzo. Una piccola anticipazione di quella che sarà l’apparizione di Morales nel MCU, rumoreggiata peraltro già ai tempi dell’accordo Sony-Disney?

Oltre ai più evidenti riferimenti alle storie del MCU, come la nascita del Damage Control per la supervisione dei lavori di recupero dei materiali speciali (pensate che la ABC stava sviluppando una comedy sul Damage Control, senza poi avere un vero seguito) o i continui riferimenti agli Avengers (la battaglia nella banca, ad esempio, che è anche un richiamo ad una scena di Ultimate Spider-Man n.42), ci sono anche dei piccoli riferimenti nascosti ad altri personaggi o vecchie storie di Spider-Man. Nella scuola di Peter possono ad esempio essere viste foto di Bruce Banner, Howard Stark e Abraham Erskine, tre delle più geniali menti scientifiche del MCU. Il preside della scuola (Kenneth Choi), addirittura, fa Morita di cognome, ed è il nipote di Jim Morita, uno dei membri degli Howling Commandos di Captain America nella WWII. Tra le curiosità, citerò anche Jennifer Connelly, moglie di Paul Bettany, che interpreta KAREN, l’intelligenza artificiale del costume di Spidey. Insomma, essere IA è di famiglia! E ancora oggi, per chiudere, desta scalpore la vendita della Avengers Tower da parte di Stark, dopo che i Vendicatori si sono trasferiti nel nuovo HQ fuori città. Chi mai l’avrà acquistata?

UN GIUDIZIO SUL FILM

Forse, in Sony, neanche ci credevano nella riuscita di questo film. Un po’ di malcontento popolare per il terzo Peter Parker nel giro di 10 anni al cinema, alcune mosse assurde come la pianificazione di spin-off di Spider-Man ma non ambientati nel MCU (perché?) e una serie di differenze di non poco conto con i fumetti classici, come l’assenza di Mary Jane e Gwen Stacy. Contro ogni previsione, invece, Spider-Man: Homecoming si rivela essere un validissimo prodotto d’intrattenimento, un film perfettamente negli standard del MCU e condito da un villain, Michael Keaton, che mostra davvero gli attributi quando serve e divenendo, almeno secondo il mio modesto parere, il miglior supercattivo del 2017 del Marvel Cinematic Universe. Molto curiosa la scelta di realizzare una MJ molto “fuori canone”, così come anche quella di far scoprire l’identità segreta del nipote a May Parker (Marisa Tomei). Chissà quali risvolti avrà questa cosa in Avengers: Infinity War e nel sequel in solitaria di Spider-Man: Homecoming, previsto per l’estate 2019.

IL CAMEO DI STAN LEE

Excelsior appare durante uno dei giri di ronda diurna di Spidey, quando Peter blocca quello che pensava fosse un ladro e che invece era semplicemente un tizio che aveva perso le chiavi della sua auto. Questo fa partire l’allarme della macchina, e alcuni inquilini del condominio lì vicino escono con lamentarsi proprio con Spider-Man del baccano. Tra questi, naturalmente, c’è il sempreverde Stan Lee!



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.