Road to Avengers: Infinity War – Segreti e curiosità di Thor

Di Andrea "Geo" Peroni
13 gennaio 2018

[PREMESSA] Road to Avengers: Infinity War è una iniziativa che andrà avanti ogni sabato da qui fino al 25 aprile 2018, data in cui uscirà il più atteso blockbuster della storia dei Marvel Studios. Ogni settimana ripercorreremo virtualmente uno dei film insieme a voi, svelandovi anche retroscena e curiosità che potrebbero esservi sfuggite nel corso della visione. I film verranno affrontati in ordine cronologico di uscita. Se vi siete persi gli appuntamenti precedenti potrete trovarli tutti sul nostro sito.

Grande guerriero, Dio del Tuono per le civiltà norrene del Medioevo, figlio di Odino e futuro re di Asgard, il regno eterno e dominatore dei Nove Regni. Thor è l’assoluto protagonista della quarta pellicola del Marvel Cinematic Universe, anticipata nel finale di Iron Man 2 dall’agente Phil Coulson che si dirigerà in New Mexico ad analizzare un misterioso oggetto precipitato dal nulla. Il Thor diretto da Kenneth Branagh è un grande film di origini, ispirato alle reale origini del personaggio del Dio del Tuono ma riadattate per il grande schermo ponendo cambiamenti significativi. Il personaggio di Loki, ad esempio, è molto più giovane rispetto alla sua controparte cartacea, e anche l’alter ego terrestre di Thor è assente. Ma ne riparleremo meglio successivamente.

Thor è da considerarsi anche come l’inizio dell’espansione vera e propria dell’universo Marvel, che inizia ad abbracciare per la prima volta una dimensione cosmica. Certo, il film diretto da Branagh è ambientato perlopiù sulla Terra, ma si tratta anche della prima occasione per visitare nuovi mondi come Asgard, o Jotunheim, e far capire alle agenzie governative terrestri come lo SHIELD che non siamo soli nell’universo. Cosa che porterà a grandi conseguenze nel futuro più vicino del MCU, e che avrà ripercussioni sempre maggiori col passare del tempo. Kevin Feige, boss dei Marvel Studios, ha recentemente ad esempio affermato che gli Avengers, a seguito di Infinity War e sequel, saranno sempre più impegnati in missioni spaziali. Chissà che una di queste non sia la mitica guerra Kree-Skrull. Ma stiamo divagando, e forse sognando.

LA TRAMA IN PILLOLE

Thor (Chris Hemsworth) è il primogenito di Odino (Anthony Hopkins), Padre degli Dei e sovrano di Asgard, il regno eterno. Odino è stato il fautore della pace in tutti i Nove Regni legati ad Asgard e Yggdrasil, l’Albero della Vita, le cui leggende sono narrate anche dagli esseri umani su Midgard (la Terra, per intenderci). In epoca medievale, ad esempio, Odino sconfisse gli Jotun, o Giganti di Ghiaccio, che minacciavano il nostro pianeta, costringendoli ad una ritirata e proponendo poi una pace che ancora oggi, nell’era moderna, va avanti. Nonostante il processo di invecchiamento sia molto rallentato per gli abitanti di Asgard, anche Odino sente però che il suo tempo sta per giungere, e intende incoronare suo figlio Thor come nuovo re. Nel mentre del grande evento, però, Odino percepisce la presenza di alcuni Jotun nella sala del tesoro di Asgard, che stanno cercando di rubare lo Scrigno degli Antichi Inverni, fonte del potere dei Giganti di Ghiaccio. L’intervento del Distruttore, però, è provvidenziale: il guardiano della sala dei tesori elimina senza pietà gli Jotun, ma l’incoronazione è ormai saltata. Thor è deciso nel dare una lezione agli Jotun che hanno osato sfidare Asgard, incontrando però il duro e contrario parere del padre, che inizia ad accorgersi di quanto suo figlio sia ancora immaturo e troppo impulsivo. In preda alla collera, Thor, ingannato anche dal fratello Loki (Tom Hiddlestone), parte per Jotunheim insieme ai fidati compagni d’armi Volstagg (Rey Stevenson), Fandral (Joshua Dallas), Hogun (Tadanobu Asano) e Sif (Jamie Alexander), oltre a Loki. Una volta convinto anche Heimdall (Idris Elba), guardiano del Bifrost che collega tutti i Nove Regni, il gruppo si dirige su Jotunheim, dove però il re dei Giganti Laufey (Colm Feore) li attaccherà senza troppe remore. Solo il tempestivo intervento di Odino riuscirà a salvare i figli Thor e Loki e i loro compagni, i quali verranno riportati ad Asgard subendo la collera del Padre degli Dei. Furioso per il comportamento del Dio del Tuono, Odino priva il figlio di Mjolnir e di tutti i suoi poteri, e lo esilia su Midgard senza discussioni e con un monito: chiunque ne sarà degno, potrà impugnare Mjolnir ed entrare in possesso dei poteri di Thor.

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L’ex-Dio del Tuono, privo dei suoi poteri, viene trovato da un improbabile trio di terrestri formato dagli astrofisici Jane Foster (Natalie Portman) ed Erik Selvig (Stellan Skarsgard), e dalla tirocinante Darcy Lewis (Kat Dennings), che stanno cercando di individuare l’esistenza dei cosiddetti ponti di Einstein-Rosen, una sorta di cunicolo spaziotemporale che permetterebbe di viaggiare nell’universo e nel tempo. Thor proviene proprio da uno di quei wormhole che Jane e Selvig stanno cercando, che si rivela quindi essere il metodo di funzionamento del Bifrost controllato da Heimdall su Asgard. Il ragazzo viene prima portato in ospedale, per poi uscirne e iniziare la sua ricerca di Mjolnir, che, come ascolta dalle parole degli autoctoni, è precipitato vicino alla cittadina in cui si trova. Naturalmente nessuno tra Jane, Erik e Darcy crede alle parole di questo vagabondo che afferma di essere figlio di Odino ed erede al trono di Asgard, ma nonostante questo la dottoressa Foster decide di aiutarlo a raggiungere il tanto desiderato oggetto, ormai già finito sotto la custodia dello SHIELD grazie all’arrivo dell’agente Phil Coulson (Clark Gregg) e protetto da un poderoso squadrone di agenti capeggiati da Clint Barton (Jeremy Renner). Grazie alla sua evidente forza e prestanza fisica, Thor riesce a disfarsi dell’intero corpo speciale dello SHIELD, ma dopo aver impugnato Mjolnir si accorge di non riuscire a sollevarlo: come aveva affermato il padre, solo chi ne sarà degno potrà sfruttarne il potere. E Thor non è ancora degno. Barton e Coulson arrestano quindi Thor, che è ormai sfiduciato.

Su Asgard, intanto, Loki ha scoperto il grande segreto che Odino e la moglie Frigga (Rene Russo) hanno sempre tenuto nascosto. Il giovane non è infatti figlio legittimo dei due sovrani di Asgard, ma è in realtà Loki Laufeyson, figlio di re Laufey degli Jotun. Loki venne trovato da bambino, lasciato morire da suo padre perché ritenuto troppo debole, durante la guerra tra Asgard e Jotunheim, e Odino decise di prenderlo con sé e crescerlo come se fosse suo, sperando anche che questo potesse prolungare la pace tra i due regni. Ormai stremato e incalzato dalle domande pressanti di Loki, Odino perde le forze e cade nel Sonno di Odino, una specie di letargo nel quale il Padre degli Dei può rigenerare le proprie forze. Involontariamente, il piano di Loki diventa realtà, e il ragazzo si autoproclama re di Asgard approfittando delle condizioni del padre provvedendo anche ad ingannare il fratellastro Thor, dicendogli che il padre è morto in seguito alla discussione avuta con l’ex-dio del Tuono. Aiutato da Selvig e Jane, Thor viene rilasciato dallo SHIELD, e i due continuano a convincersi sempre più che la sua folle storia sia vera. La situazione precipita il giorno successivo, quando sulla Terra giungono i Tre Guerrieri e Lady Sif dopo che Loki su Asgard sta regnando senza pietà. Il Dio degli Inganni provvede dunque a mandare su Midgard il Distruttore, per uccidere Thor, e il ragazzo decide dunque di sacrificarsi con la promessa che solo a lui verrà fatto del male, lasciando indenni i suoi amici e la donna di cui si è innamorato. Ma grazie a questo sacrificio, Thor diventa di nuovo degno di impugnare Mjolnir, e una volta recuperato il martello sconfigge il Distruttore e torna su Asgard grazie ad Heimdall per fermare il fratello.

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Loki sta infatti complottando con Laufey e gli Jotun per uccidere Odino, anche se il tutto si scoprirà essere un grande doppiogioco del Dio degli Inganni. Loki chiama infatti Laufey ad Asgard dopo aver neutralizzato Heimdall, questo solamente per uccidere il padre naturale di fronte a Odino ed essere considerato un eroe. Peccato che l’arrivo di Thor porrà fine al suo ingegnoso piano, che prevedeva anche di sfruttare il potere del Bifrost per distruggere del tutto Jotunheim, il mondo che lo ha rifiutato e che lo voleva morto. A seguito di una lunga lotta tra i due fratellastri, Thor decide di distruggere il Bifrost (e sacrificando quindi il suo amore, poiché non potrà tornare tanto velocemente sulla Terra), e Loki si getterà nel vuoto cosmico morendo. Thor rimane quindi confinato ad Asgard, mentre Jane, Erik e Darcy continuano la loro ricerca dei ponti di Einstein-Rosen sperando di ritrovare, in uno di essi, il Dio del Tuono di ritorno sulla Terra.

LA SCENA POST-CREDITI

La scena conclusiva di Thor rappresenta un nuovo, fondamentale passo verso The Avengers, e anche quello che si rivelerà essere un importante indizio sul film che sarebbe uscito nel 2012. Il dottor Selvig viene condotto in una struttura sotterranea segreta, senza alcuna spiegazione. Qui incontrerà il capo dello S.H.I.E.L.D., il colonnello Nicholas J. Fury (Samuel L. Jackson), che ha chiamato a sé il grandissimo fisico per poter studiare un misterioso oggetto in possesso del governo da tempo. Dopo averne parlato con Selvig, Fury apre la valigetta argentea di fronte a loro, dalla quale scaturisce un bagliore blu accecante: si tratta di un oggetto a forma di cubo, che secondo il capo dello SHIELD può essere sfruttato come una fonte di energia illimitata. Si tratta del Tesseract, del quale avremmo scoperto molto di più nel successivo film del MCU, Captain America: The First Avenger. Ma come ben sappiamo, anche un altro personaggio è interessato al cubo, che sta monitorando molto da vicino Selvig e forse già influenzando grazie alla magia: Loki, che si intravede chiaramente in uno specchio vicino ai due dialoganti nella scena. Il Dio degli Inganni ci ha ingannato ancora una volta, e la sua morte al termine del film si rivela essere in realtà una semplice illusione.

CURIOSITÀ

Primo film ad esplorare una dimensione cosmica del MCU, Thor è ripieno di easter egg, e molti di questi si possono riscontrare direttamente ad Asgard. Nella sala dei tesori di Odino, ad esempio, è possibile osservare la presenza dell’Occhio di Agamotto, e anche del Guanto dell’Infinito. Manufatti che poi, si scoprirà in Thor: Ragnarok, sono tutti dei grandissimi falsi. Forse creati da Odino per spaventare i propri nemici, ma questo non lo sapremo mai. Naturalmente, uno dei grossi easter egg è da ricercare nel cliffhanger della scena post-crediti, dove si scopre che lo SHIELD è in possesso del Tesseract, ossia il cubo cosmico dal potere inimmaginabile. Il film basa la sua storia su una rappresentazione leggermente differente delle origini del Thor che tutti noi conosciamo, ma comunque in linea con l’accaduto. Ci sono però alcune sostanziali differenze. Una di queste è l’assenza di Donald Blake, quello che nei fumetti è l’alter ego di Thor e che si trasforma nel Dio del Tuono grazie al suo bastone. Blake “compare” anche in Thor, venendo descritto come l’ex-fidanzato di Jane Foster e la cui identità viene anche fornita allo SHIELD facendo passare Thor per lui, cosa della quale però Coulson si accorge subito. Anche Jane Foster è un personaggio differente: nei fumetti, la ragazza è una dottoressa che è innamorata di Blake, ma non di Thor, che invece ama Lady Sif. Inoltre, i personaggi di Erik Selvig e Darcy Lewis sono completamente inventati. Prima di questo film, infatti, Erik e Darcy non sono mai apparsi nei fumetti, e sono stati ideati appositamente per il MCU, così come Phil Coulson e anche altri personaggi che faranno il loro debutto nella serie TV Agents of SHIELD. Una curiosità, infine, su Joshua Dallas. L’interprete di Fandrall, che il pubblico conosce anche per aver recitato per 6 stagioni in Once Upon a Time nel ruolo del Principe di Biancaneve, fa in questo film la sua prima e unica apparizione. Per il sequel di Thor, infatti, la produzione fu costretta a trovare un sostituto visti gli impegni di Dallas, rappresentando il terzo e finora ultimo recasting dell’UCM.

UN GIUDIZIO SUL FILM

La regia di Kenneth Branagh si rivela essere molto curiosa se riguardiamo oggi un film del MCU, come dimostra anche la scelta di rendere l’incipit del film una sequenza di flashforward e flashback che forniscono un background interessante per i fatti successivi. Le prove di attori come Anthony Hopkins, Stellan Skarsgard e Tom Hiddlestone sono davvero convincenti, mentre ancora acerbo era Chris Hemsworth, Dio del Tuono per la prima volta ma che col passare degli anni è riuscito a plasmare un personaggio perfetto e che gli calza a pennello, aiutato anche da una prestanza fisica e da una somiglianza con la controparte cartacea ai limiti dell’incredulità. Il film scorre abbastanza piacevolmente lungo tutta la sua durata, non si segnalano grandi momenti di stanca e le battute, onnipresenti nei film Marvel, sono comunque molte poche se rapportate ai successivi film di Thor, il che aiutava a rendere particolarmente mitico e leggendario un personaggio come questo. Forse la più grande qualità di Branagh, che ha voluto realizzare una sceneggiatura quasi shakespeariana per Thor e del dramma familiare di Loki, è stata quella di dare una rappresentazione davvero mitologica di Asgard e dei suoi abitanti, compreso Thor, un personaggio al quale, nei fumetti, vengono attribuite le tematiche più mature e talvolta più crude, come dimostrano recenti storyline come Il Macellatore di Dei. E il fatto di aver ambientato praticamente 3/4 di film sulla Terra, nel desertico New Mexico, non fa che far scendere la lacrimuccia. Queste atmosfere potevano (e dovevano) essere sfruttate molto meglio e molto di più. C’è inoltre un importante dettaglio sulle scelte registiche di Branagh, sottolineato anche più volte da vari video sul web. Sembra infatti che il regista di Cenerentola e Assassinio sull’Oriente Express amasse particolarmente le riprese con telecamera “inclinata”, sia su primi piani che campi lunghi. Un marchio di fabbrica sicuramente atipico, ma ci ricordiamo il film anche per questo.

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IL CAMEO DI STAN LEE

Il nostro amato Stan Lee è protagonista di un esilarante cameo ambientato in New Mexico. The Man veste i panni di un abitante della cittadina dove, poco lontano da essa, si è schiantato il martello di Thor, che alcuni autoctoni stanno cercando di estrarre prima che arrivi Coulson con lo SHIELD. Uno dei tentativi prevede l’utilizzo di una catena attaccata ad un gancio da traino di un furgoncino: il furgone parte e prova con tutte le sue forze a strappare la potente arma da terrà, ma l’unico risultato sarà che la catena finirà col far letteralmente staccare il cassone posteriore del mezzo. E secondo voi chi stava guidando questo furgoncino? Ma naturalmente Stan Lee, che dopo aver rotto il suo mezzo avrà anche modo di domandare: “Ha funzionato?”.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.