Road to Avengers: Infinity War – Segreti e curiosità di Thor: Ragnarok

Di Andrea "Geo" Peroni
14 aprile 2018

[PREMESSA] Road to Avengers: Infinity War è una iniziativa che andrà avanti ogni sabato da qui fino al 25 aprile 2018, data in cui uscirà il più atteso blockbuster della storia dei Marvel Studios. Ogni settimana ripercorreremo virtualmente uno dei film insieme a voi, svelandovi anche retroscena e curiosità che potrebbero esservi sfuggite nel corso della visione. I film verranno affrontati in ordine cronologico di uscita. Se vi siete persi gli appuntamenti precedenti potrete trovarli tutti sul nostro sito.

Nella continua alternanza tra contesto terrestre e galattico, i Marvel Studios pianificano per l’autunno 2017 (in realtà, inizialmente, si parlava dell’estate dello stesso anno, salvo poi cambiare i piani per l’arrivo di Spider-Man: Homecoming) il ritorno di Thor. Il più mitico dei membri fondatori degli Avengers, mai davvero capace di fare presa sul pubblico a causa di due film in solitaria non proprio memorabili, era forse un personaggio difficile da inquadrare per gli addetti ai lavori. Mentre i fumetti esploravano temi maturi e adulti, tanto da rappresentare forse le storie più crude degli eroi principali della Casa delle Idee, i film avevano fallito in tutto e per tutto fino a quel momento.

Non si sa quando, ma Kevin Feige decise per un netto cambio alla regia del personaggio. Nel 2015 i Marvel Studios ingaggiarono il folle regista Taika Waititi per dirigere Thor: Ragnarok, quello che a tutti gli effetti può essere considerato una commedia d’azione targata Marvel dai toni diametralmente opposti ai primi due film sul Dio del Tuono e con un’ambientazione totalmente differente, molto più vicino nel suo insieme ai due Guardiani della Galassia di James Gunn. Nato come la trasposizione cinematografica dell’apocalisse norrena raccontata anche nei fumetti, il film si rivelerà essere molto di più, e con un cast molto più grande di quanto si pensava inizialmente.

thor ragnarok logo

LA TRAMA IN PILLOLE

Thor (Chris Hemsworth) ha passato gli ultimi anni dopo i fatti di Age of Ultron a cercare le Gemme dell’Infinito, senza avere fortuna. Al cospetto del potente demone Surtur (Clancy Brown), che vuole scatenare su Asgard il Ragnarok, l’apocalisse norrena, Thor scopre che suo padre non è più nella città degli déi, e dopo aver battuto il demone e recuperato la sua corona si fa aprire il Bifrost per fare ritorno su Asgard. Qui trova le cose notevolmente cambiate. Heimdall (Idris Elba) è considerato un fuggitivo, l’ambiguo Skurge (Karl Urban) è il nuovo guardiani del Bifrost, e Odino (Anthony Hopkins) ha eretto statue e organizzato spettacoli per raccontare la grandezza di Loki. Come sospettava, Thor scopre che Odino è in realtà lo stesso Loki (Tom Hiddlestone), e costringe il fratellastro ad andare sulla Terra a prelevare il padre imprigionato lì anni prima. Solo grazie all’aiuto del dottor Stephen Strange (Benedict Cumberbatch), Thor e Loki riescono a scovare Odino, in Norvegia per vivere lì gli ultimi istanti della sua vita. Qui il Padre di tutti gli Déi confida ai due una terribile verità: la sua primogenita, Hela (Cate Blanchett), alla morte di Odino potrà fare ritorno ad Asgard e riprendere la sua sanguinosa battaglia per la conquista dell’universo intero. Odino, dopo aver salutato i figli, si lascia scomparire, e questo permette ad Hela di liberarsi dalla sua prigione. Thor e Loki combattono contro Hela, anche nel momento in cui aprono il Bifrost per fuggire a casa, ma la Dea della Morte li contrasta durante il viaggio e li fa disperdere nel cosmo.

Mentre Hela si siede sul trono di Asgard, Thor e Loki si ritrovano su Sakaar, un pianeta dominato dal Gran Maestro (Jeff Goldblum) che organizza nella sua arena poderosi scontri tra gladiatori. Mentre Loki riesce ad ottenere un posto di prestigio tra le conoscenze del Gran Maestro, Thor finisce tra i gladiatori anche a causa di Valchiria (Tessa Thompson), un’asgardiana un tempo al servizio di Odino ma che si è rifugiata su Sakaar da secoli in cerca di un luogo senza legge e senza passato. La più grande sorpresa arriva però il giorno del grande incontro col campione del Gran Maestro, che si rivela essere Hulk (Mark Ruffalo). Al termine di un epocale scontro tra i due, il Gran Maestro decide di tenere imprigionato Thor per farlo combattere ancora contro Hulk, ma il Dio del Tuono è intenzionato a fuggire. Scopre quindi che Hulk è giunto su Sakaar a bordo di un Quinjet, che è ancora integro fuori dalla città. Arrivato lì insieme al gigante verde, che vuole portare su Asgard per combattere Hela, fa accidentalmente partire l’ultima registrazione del computer: un messaggio di Natasha Romanoff (Scarlett Johansson) per Hulk, che si ritrasforma in Bruce Banner dopo oltre 2 anni di prigionia all’interno del Golia Verde.

Dopo aver riportato Banner al sicuro, Thor convince Valchiria (che nel frattempo ha catturato Loki) a tornare con lui ad Asgard, dove anche la ragazza potrà vendicarsi di Hela per le sue compagne uccise in passato durante la guerra contro di lei. Dando il via ad una rivoluzione dei combattenti del Gran Maestro grazie a Korg (Taika Waititi), il team di Thor dal nome Revengers riesce a fuggire attraverso un gigantesco wormhole che li riporta vicini ad Asgard, dove possono scendere a terra e dar battaglia all’esercito di non-morti e a Fenris, il gigantesco lupo di Hela. La missione è portare in salvo tutti gli asgardiani ancora in vita, per partire alla volta di un nuovo mondo, ma Hela, nonostante gli sforzi di tutti, si rivela un osso duro. Thor e Loki hanno però un piano: Hela è sì immortale, ma anche lei, di fronte al Ragnarok, giungerà alla fine. Mentre il fratello, Valchiria e Hulk combattono, Loki si intrufola nella sala dei tesori di Asgard (nella quale nota anche il sempre ammirato Tesseract) e ridà vita a Surtur, che con la Fiamma Eterna diventa gigantesco e distrugge completamente tutto ciò che lo circonda, compresa la Dea della Morte. Gli asgardiani, insieme a Hulk, Korg, gli altri rivoltosi sopravvissuti a Sakaar e Valchiria, sono ora pronti a cercare una nuova casa. La destinazione è la Terra.

LE SCENE POST-CREDITI

Di grande impatto la prima scena post-crediti di Thor: Ragnarok, che con tutta probabilità ci anticipa quelli che saranno i primi istanti di Avengers: Infinity War. Sull’astronave su cui si trovano, Thor discute con Loki di come abbia un buon presentimento in merito al loro futuro. Tutto questo pochi istanti prima che la Sanctuary II, mega-nave da guerra di Thanos, si palesi di fronte ai loro occhi.

La seconda scena è invece incentrata sul Gran Maestro, la cui nave è precipitata su Sakaar in seguito alla rivoluzione. L’ex-dittatore, nel suo classico stile comico e spensierato, ringrazia i rivoltosi per la guerra da loro vinta, ma questi non sembrano particolarmente intenzionati ad ascoltarlo con intenzioni amichevoli…

CURIOSITÀ

Thor: Ragnarok non è solamente una (parziale) trasposizione cinematografica della saga dedicata all’apocalisse norrena, ma anche di una celebre run incentrata su Bruce Banner, Planet Hulk. In questa serie, dopo che gli Illuminati avevano spedito Banner, e quindi Hulk, nello Spazio, il gigante verde diviene protagonista di un’arena di gladiatori sul pianeta Sakaar, dove poi in seguito ad un colpo di stato prenderà il posto come re poco prima di far ritorno sulla Terra, per farla pagare ai suoi compagni traditori (la saga successiva si chiama World War Hulk, e potete immaginare cosa succeda). Come potrete capire, ci sono evidenti punti di contatto tra il film e le varie saghe da cui ha tratto ispirazione, dalle quali gli sceneggiatori sono partiti per raccontare qualcosa di comunque leggermente differente. Le figure di Hela e del Gran Maestro, ad esempio, sono differenti: la prima non è mai stata figlia di Odino nei fumetti, e il secondo ha una personalità ben differente dalla sua controparte cartacea.

Come sempre in questa parte della rubrica, diamo uno sguardo agli easter egg più divertenti o importanti del film. Finalmente, nel momento in cui Hela risveglia la sua armata, scopriamo il segreto sul Guanto dell’Infinito rinchiuso ad Asgard: si tratta di un semplice falso, forse creato da Odino per depistare i cercatori delle Gemme dell’Infinito. A proposito di gemme, è praticamente certo che Loki sia fuggito al Ragnarok grazie al Tesseract recuperato nella sala dei tesori, anche se dal trailer di Avengers: Infinity War non sembra che lo terrà con sé per molto tempo. I fan dei fumetti avranno sicuramente notato un altra similitudine nella scena in cui Thor e Loki si dirigono sulla Terra in cerca di Odino: qui il Dio del Tuono, forse aiutato da Loki, ha trasformato Mjolnir con le sembianze di un ombrello, molto simile come concetto al bastone di Donald Blake che nei fumetti è l’alter ego terrestre di Thor. E ancora, i fan dei fumetti avranno sicuramente riconosciuto molti dei costumi visibili su Sakaar, chiari riferimenti a molte opere di Jack Kirby. Le guardie del Gran Maestro, ad esempio, hanno un’armatura che ricorda chiaramente l’aspetto dei Celestiali, dei quali abbiamo avuto un assaggio in Guardiani della Galassia. Proprio in riferimento a quel film arriva una citazione di Valchiria, che suggerisce di rifornirsi su Xandar per poi tornare ad Asgard salvo poi cambiare i piani. Per non dilungarmi troppo, vi cito l’ultimo simpaticissimo aneddoto del film: ad Asgard, quando Thor fa ritorno all’inizio del film, Odino/Loki ha organizzato una rappresentazione teatrale per auto-lodarsi. Gli interpreti della tragedia sono tutti volti ben più che noti: il Thor del teatro è Liam Hemsworth, fratello di Chris; Loki è interpretato da Matt Damon; Odino, invece, è impersonato da Sam Neill. Una piccola reunion da Jurassic Park, considerando anche la presenza di Goldblum nel film!

UN GIUDIZIO SUL FILM

Uscito dalla sala della proiezione di Thor: Ragnarok, un primo, fisso pensiero fu ben chiaro: è un film che dividerà il pubblico e non solo. L’intento di Waititi era quello di rivoluzionare il complicato (al cinema) personaggio di Thor e inquadrarlo in un contesto completamente differente, più vicino alla commedia di quanto non fosse prima. Via i toni dark di The Dark World, via l’epicità che cercava di trasparire dal primo film, e porte aperte alla follia e ai colori accesi di Jack Kirby e sullo stile dei Guardiani della Galassia. Ma il film, come detto, è destinato a dividere. Reputo il film un riuscitissimo prodotto d’intrattenimento, capace di tenere incollato lo spettatore, divertirlo fino all’ultimo minuto, e stupirlo anche grazie ai soliti eccezionali effetti visivi, tralasciando una sciagurata decisione in post-produzione legata alla location di Odino in Norvegia che ha i suoi effetti ben visibili sul film. Da appassionato dei fumetti, però, comprendo molto chiaramente anche le critiche mosse a Thor: Ragnarok, specialmente da chi si è sentito in qualche modo tradito dalla rappresentazione data del personaggio da Waititi. Per assurdo, penso che Avengers: Infinity War saprà ridare un suntuoso tono epico a Thor, cosa che la sua trilogia personale non è mai riuscita a fare. Rimane comunque da ammirare il tocco che Waititi ha saputo dare al suo film, con uno stile inconfondibile dagli altri prodotti Marvel Studios. I colori accesi e le musiche sono un grande inno agli anni ’80, anche nello stile dei costumi e delle ambientazioni che troviamo, omaggio al genio di Jack Kirby.

IL CAMEO DI STAN LEE

Stan The Man Lee è il responsabile di una delle scene più scioccanti del film! Nel palazzo del Gran Maestro, dove vengono preparati i gladiatori per l’arena, Excelsior compare infatti nei panni di un barbiere molto particolare dotato di un aggeggio altrettanto particolare (e inquietante) che raserà gli ormai famosi e lunghi capelli biondi di Thor. Le suppliche del Dio del Tuono non sono bastate, quella volta…



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.