Tales of Berseria Demo – Provato

tales of
Di Alberto "Seven" Baldiotti
20 gennaio 2017

Il 27 Gennaio sarà un data da segnare sul calendario per tutti gli appassionati di JRPG, dal momento che sarà il giorno d’uscita di Tales of Berseria. Il gioco di ruolo giapponese, prodotto e pubblicato da Bandai Namco, ha già visto la luce nell’Agosto dello scorso anno in Giappone, terra natale di questa tipologia di GDR dallo stile particolare ed unico. Da circa una settimana è disponibile su Playstation Store e Steam la versione di prova del titolo, che abbiamo finalmente potuto provare. Siamo pronti a darvi le nostre impressioni in merito, in attesa dell’uscita della versione completa del gioco.

Tales of Berseria sarà ambientato nel Sacro Impero di Midgand in un periodo molto antecedente agli eventi accaduti in Zestiria. I giocatori vestiranno i panni di Velvet Crowe, ragazza un tempo timida e gentile, i cui sentimenti si sono trasformati in rabbia, odio e desiderio di vendetta. A causare questo sono stati alcuni eventi terribili accaduti tre anni prima degli eventi attuali del gioco, dove Velvet salperà alla volta dei mari e delle isole di Midgand per compiere il proprio viaggio di vendetta personale.
Tales of Berseria demo

La demo ci permette di scegliere tra una modalità Action, unicamente dedicata all’esplorazione ed al combattimento, ed una modalità in cui si possono vivere alcuni frangenti di trama. Da quest’ultima in particolare abbiamo potuto ricavare i dettagli più importanti. Una prima conferma sono le Skits, ossia delle clip animate in pieno stile anime, già presenti nei precedenti Tales of. Gli appassionati di JRPG ma anche i fan della serie tireranno un sospiro di sollievo: queste scene sono come sempre molto piacevoli da vedere, e ricalcano perfettamente l’animo dei GDR giapponesi, spaziando dalla semplice narrazione alla pura ironia. Al di fuori di queste scenette, il gioco offre come da tradizione l’esplorazione del mondo di gioco. Esplorazione che, sebbene permetta di visitare ogni angolo segnato sulla mappa, ci è sembrata eccessivamente lineare e limitata, a causa delle ambientazioni fissate all’interno dei muri invisibili della minimappa. Forse il paragone sarà eccessivo, ma chi dovesse cercare l’esplorazione in pieno stile The Elder Scrolls, dove la quasi totalità degli elementi visibili a schermo è raggiungibile in un modo o nell’altro, chiaramente non troverà ciò che cerca in questo titolo. In ogni caso il terreno dove è possibile muoversi riserva sempre qualche piccolo segreto, come scrigni o potenziamenti e ricariche per la salute, incentivando lo stesso la curiosità di esplorare.

Sparsi per la mappa ci sono ovviamente i nemici, affrontando i quali abbiamo potuto provare uno degli aspetti più positivi finora sperimentati in questo titolo: il combat system. Esso si baserà nuovamente sul LMBS, “Linear Motion Battle System”, già presente nei precedenti capitoli, ma che questa volta presenterà a fianco l’appellativo Liberation. Tale aggettivo sta a indicare la possibilità per il giocatore di muoversi liberamente nella zona di battaglia, ma soprattutto sarà possibile ruotare a piacimento la telecamera, un difetto che molti utenti lamentavano nei precedenti Tales of. Il sistema si è rivelato essere molto più fluido, dinamico e divertente rispetto ad un tempo, con la possibilità di effettuare serie di combo che diventano sempre più letali al crescere del numero di mosse concatenate: un sistema che renderà appassionanti anche le battaglie più scontate. Una vera novità saranno poi i Punti Anima, che permetteranno di sfoderare attacchi potentissimi. In generale, i personaggi avranno a disposizione attacchi fisici e magici, che permettono di causare stun agli avversari, oppure effettuare attacchi ad area o alterazioni nello status. La quantità di attacchi sarà molto elevata ed offrirà una varietà non indifferente di strategie da adottare in combattimento. Allo stesso modo ci aspettiamo grande varietà per quanto riguarda il loot, tra pezzi di armatura, armi, ciondoli e quant’altro possa essere raccolto da nemici sconfitti e bauli: tutto sarà chiaramente utile ad aumentare le statistiche dei vari personaggi.
Tales of Berseria demo 2

L’ultimo aspetto su cui abbiamo potuto riflettere è il comparto grafico, che non dovrebbe subire grossi stravolgimenti da qui all’uscita. Dal punto di vista puramente visivo Tales of Berseria ci è sembrato tutto sommato piacevole, grazie soprattutto ad una direzione artistica coloratissima e perfettamente in linea con lo stile degli Anime, che non poteva mancare in un videogioco di ruolo giapponese. Qualche critica può essere mossa a livello più tecnico: ricordiamo che la produzione del titolo è cominciata su PS3, per poi essere trasferita ed aggiornata su PS4. Non sarà infatti difficile notare alcuni particolari poco dettagliati, oltre ad alcune sagome abbastanza spartane. Nulla di grave, perché la veste grafica nel complessivo fa dimenticare ben presto questi (piccoli) difetti tecnici.

Concludendo, crediamo che Tales of Berseria possa di fatto rivelarsi un titolo molto valido. Le basi per riuscirci ci sono tutte. Sarà capace di intrattenere per ore ed ore i fan che hanno giocato ai precedenti capitoli, ma siamo convinti che potrà essere più in generale un JRPG di spessore, basato su una trama che promette alto coinvolgimento nel corso di tutta la storia, e capace di conseguenza di attirare nuovi giocatori. Non ci resta che aspettare l’uscita ufficiale del titolo, attesa il prossimo 27 Gennaio su Playstation 4, e su PC attraverso la piattaforma Steam, per darvi le nostre impressioni definitive attraverso la recensione.



Studente universitario e gamer nel tempo libero, la sua passione videoludica non ha confini. Questa passione nasce a 4 anni, quando si ritrova a giocare Doom II su un vecchio computer acquistato dal padre. Appassionato di giochi open-world e GDR, le sue pietre miliari sono le serie di Grand Theft Auto, Fallout e The Elder Scrolls. A fianco di ciò, la tecnologia e lo sport giocano un ruolo fondamentale nei suoi interessi, ed adora restare informato sulle ultime novità nei rispettivi settori.