Ragazzi sfruttati per velocizzare la produzione di iPhone X?

iPhone X
Di Diego "Lanzia" Savoia
21 novembre 2017

Nella giornata di oggi il Financial Times ha lanciato una vera e propria bomba a mano, riportando le testimonianze di alcuni ragazzi che sarebbero stati sfruttati al fine di velocizzare la produzione di iPhone X. Sei ragazzi cinesi di età compresa tra i 17 e i 19 anni hanno infatti raccontato al giornale inglese di essere stati obbligati a lavorare 11 ore al giorno da parte di Foxconn, azienda produttrice di componenti elettrici presenti anche nel nuovo smartphone targato Apple.

I ragazzi sostengono che l’azienda li ha costretti a lavorare per tutte quelle ore al giorno con la scusa che tutto ciò fosse obbligatorio per il conseguimento del diploma di scuola superiore. Undici ore giornaliere sono però eccessive, oltre che vietate dal governo cinese. Inoltre, gli studenti hanno riferito che nulla di tutto quello che facevano nell’azienda fosse legato in qualche modo al loro percorso di studi. Il lavoro ha portato i ragazzi all’assemblaggio di fino a 1.200 fotocamere di iPhone X al giorno.

Apple e Foxconn hanno risposto alle accuse riportate sul Financial Times dicendo di aver già scoperto casi di questo tipo e di aver già preso le dovute decisioni in merito. La difesa dei due colossi riguarda l’obbligatorietà: nessuno studente sarebbe stato obbligato a lavorare così tante ore al giorno, erano tutti volontari ed hanno ricevuto un compenso adeguato. “Non avrebbero comunque dovuto permettere di lavorare oltre il limite consentito”, conclude Apple.

Si stima che oltre 300.000 dipendenti abbiano assemblato iPhone X presso Foxconn, e oltre a questi troviamo 3.000 studenti della Zhengzhou Urban Rail Transit School, grazie alla collaborazione di Foxconn con le scuole della zona. Gli studenti che si sono rivolti al Financial Times hanno specificato di essersi proposti volontari per lavorare oltre il limite giornaliero consentito dalla legge. L’azienda lo ha però permesso, pagando anche illegalmente i ragazzi in questione.

Insomma, in qualunque modo siano andate le cose, possiamo ben dire che non si tratta di una bella notizia, specialmente per Apple. Ricordiamo infatti che, stando alle informazioni trapelate prima della presentazione di iPhone X, la casa di Cupertino avrebbe preso in considerazione uno slittamento del lancio dei nuovi smartphone in vista di mancanza di quantità di componenti. La volontà di velocizzare il processo di produzione e assemblaggio, dunque, potrebbe aver portato Foxconn a pagare illegalmente gli studenti per lavorare più ore del previsto. Seguiremo la vicenda se ci saranno evoluzioni.

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Appassionato di tutto ciò che riguarda la tecnologia, il suo interesse spazia in particolare nel mondo dei videogiochi e dell'informatica. Ama ogni genere videoludico, ma predilige i giochi d'azione e le avventure grafiche.