10 cose che non sai su Tekken

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
6 giugno 2016

Nei primi anni ’90 gli sviluppatori di picchiaduro, iniziarono a creare titoli in grafica 3D, grazie alla maggiore potenza a disposizione. L’apripista fu Virtua Fighter 3 di Sega, tuttavia un altro titolo si distinse nel panorama arcade, per poi diventare un vero e proprio punto di riferimento: Tekken.

Il picchiaduro di Namco prese essenzialmente il modello grezzo che Virtua Fighter aveva presentato e gli iniettò più personalità, stile e caratterizzazione con i suoi i personaggi.

Tekken dimostrò che il 2D non era l’unico metodo per produrre fighting game validi. Ma un’altro aspetto che rese differente il videogioco creato da Katsuhiro Harada fu l’esecuzione delle mosse, gli altri titoli avevano infatti tasti corrispondenti alla potenza dell’attacco, come un pugno forte o un calcio debole. Mentre il sistema intuitivo di Tekken è stato progettato con un pulsante collegato a ogni arto del lottatore, dando la possibilità al giocatore di vedere e replicare il movimento senza la necessità di liste di comando.

Nel corso degli anni i sequel pubblicati divennero graficamente più puliti e meno poligonali, ma soprattutto più divertenti. Ovviamente vi sono delle curiosità intrinseche che hanno accompagnato l’uscita della serie, e dopo aver già curato la concorrenza di Mortal Kombat e Street Fighter, e ingannare l’attesa di Tekken 7, in questo speciale articolo vi esporremo le 10 cose che non sai su Tekken. 

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Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale.
Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.