Anteprima Destiny: I Signori del Ferro

destiny signori del ferro rise iron
Di Andrea "Geo" Peroni
10 settembre 2016

Presentato ufficialmente poco prima dell’E3 2016, I Signori del Ferro sarà il canto del cigno del primo Destiny. Un titolo nato con tanta curiosità intorno, con un hype mostruoso durato per mesi e mesi, e che ha esordito con tante luci ma purtroppo anche tante ombre. Dopo Episodio I: L’oscurità dal Profondo, Episodio II: Il Casato dei Lupi e Il Re dei Corrotti, Bungie si appresta a inaugurare Anno 3, che sarà anche l’ultimo per il suo fantascientifico ibrido tra MMO e FPS, il tutto chiamando in causa una figura ben conosciuta ma altrettanto misteriosa: Lord Saladin. Il gestore dello Stendardo di Ferro, evento multiplayer che a intervalli regolari impegna i Guardiani sul Crogiolo, si ritrova infatti protagonista delle vicende de I Signori del Ferro, DLC chiamato a compiere un piccolo miracolo su Destiny in attesa del secondo capitolo che uscirà nel 2017.

destiny signori ferro

Senza rivelarvi troppo della storia, in quanto preferiamo lasciarvela assaporare una volta uscito il DLC, vi basti sapere che torneranno tanti volti noti in questa espansione. A cominciare naturalmente da Lord Saladin, protagonista di una nuova storyline, e del Casato dei Diavoli, che i più accaniti fan (o quelli con più memoria) ricorderanno per la sua presenza sulla Terra nel corso delle prime fasi della campagna principale del gioco, prima quindi che i Vex entrassero in scena e molto prima che Crota e Oryx scatenassero la loro furia sulla galassia. La formula è sempre la solita: nuove missioni della campagna, nuovo assalto, nuova Incursione, ampliamento del livello di Luce del proprio personaggio, nuove imprese (dopo le ottime intuizioni arrivate con Il Re dei Corrotti) e diversi nuovi equipaggiamenti e armamenti, che strizzano l’occhio in particolare ai vecchi contenuti dell’Anno 1. A questo si aggiungono nuove aree da esplorare, incluso il nuovo spazio social che si aggrega alla Torre e all’Atollo. Continueranno naturalmente gli eventi social più ricorrenti, lo Stendardo e le Prove di Osiride, ma a tal proposito c’è un problema decisamente rilevante. Ne parleremo più tardi.

destiny signori ferro mercurio

Insieme ad un nuovo capitolo della (finora misteriosa) storia di Destiny, potremo anche scoprire, come ha riferito Bungie, nuove risposte alle nostre domande raccolte nel corso degli anni passati sul gioco e spulciando i segreti del Grimorio. Certo, forse avremmo preferito che l’ultimo DLC di Destiny spaziasse verso lidi rimasti ancora fin troppo nell’oblio, come i Cabal, mai veri protagonisti di un’espansione del gioco, ma a questo punto ogni quesito che li riguardasse viene inevitabilmente rinviato a Destiny 2, insieme alle centinaia di domande ancora irrisolte. Ci accontenteremo però di un arsenale rivisitato, con tante vecchie conoscenze che dall’Anno Uno torneranno per questo nuovo e ultimo corso. Su tutte, il mitico Gjallarhorn del Ferro, una nuova veste del lanciarazzi che nell’Anno 2, insieme a decine di altri armamenti leggendari ed esotici, venne relegato ad un semplice oggetto da collezione, senza alcuna utilità. Il presentimento è che Bungie abbia puntato forse fin troppo sull’ondata di ricordi per racimolare quanti più possibili giocatori su I Signori del Ferro e puntare a chiudere con il botto il primo Destiny, ma speriamo vivamente che si tratti solamente di un semplice presentimento. Bungie e la community di Destiny non hanno bisogno di un nuovo tracollo di utenza attiva dopo ciò che è accaduto con la pessima gestione post-Il Re dei Corrotti.

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Spazio da dedicare anche al Crogiolo. Con l’ultima espansione arriveranno infatti anche nuove mappe e una nuova modalità per il PvP, chiamata Supremazia. Una sorta, in poche parole, di Uccisione Confermata già vista in altri FPS: una volta ucciso il nemico, dovrete recuperare dal suo cadavere un globo, che confermerà l’uccisione e che darà punti alla vostra squadra. In caso contrario, ovviamente, il nemico sarà soggetto al respawn e non otterrete punti. Non dimentichiamoci però di una enorme novità, che i fan chiedevano sin dal lancio di Destiny nel 2014: le partite private. Con Rise of Iron arriverà infatti la possibilità, come mostrato alla GamesCom di Colonia, di creare match in privato fino a 6v6, nelle quali inserire alcune limitazioni riguardanti ad esempio i veicoli e il tempo di respawn.

gjallarhorn del ferro

E veniamo ora al “dispetto” di Bungie. I Signori del Ferro non sarà pubblicato su PlayStation 3 e Xbox 360, ma non è questo in particolare che ha fatto adirare la community su old gen, quanto il fatto che gli eventi social, come lo Stendardo di Ferro e le Prove di Osiride, abbiano di fatto cessato la loro esistenza su quelle piattaforme. Un duro colpo per i fan più accaniti del gioco, che fino a poche settimane fa spendevano ancora ore e ore a girovagare nella galassia. La scelta della software house è dettata ormai dalle leggi del mercato: le basi installate di PS4 e Xbox One hanno raggiunto cifre ragguardevoli, in confronto all’anno di pubblicazione della versione originale del gioco, ed evidentemente la community si è lentamente spostata sulle console di attuale generazione come Bungie stessa ha confermato. Resterà però l’amaro in bocca a tutti coloro che, per motivi economici o altro, decideranno di non upgradare la propria copia di Destiny e spostarsi su PS4 e One, e che si ritroveranno in un MMO semi-deserto e che continuerà inevitabilmente a perdere giocatori ogni giorno.

Il prossimo 20 settembre Bungie avrà l’ultima grande occasione per dimostrare che Destiny non è finito, cosa che noi purtroppo già segnalammo a febbraio dopo una gestione terribile del gioco nel periodo post-Oryx, e che anzi può dare ancora molto. I Signori del Ferro avrà bisogno di un ottima pianificazione a lungo termine, pensata in eventi programmati e ragionati, ma anche di sistemi di loot più accettabili e di una migliore interpretazione del Crogiolo. Nulla da fare per gli utenti PS3 e Xbox 360, ormai abbandonati a loro stessi se decideranno di non passare a giocare su current gen, situazione che non ci trova d’accordo sulla strategia.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.