Days Gone – Provata la nuova esclusiva PS4 a Milan Games Week 2018

days gone e3 2016 uagna
Di Andrea "Geo" Peroni
9 ottobre 2018

Tra le future, già annunciate, esclusive PS4, ce n’è una che chi scrive in particolar modo non ha mai davvero reputato all’altezza delle altre. Mentre giochi come God of War e Spider-Man hanno attirato la mia curiosità sin da subito, al pari di future produzioni come The Last of Us 2, Ghost of Tsushima e Death Stranding (senza dimenticare l’intrigante Dreams), Days Gone ha visto scendere l’entusiasmo nel post-E3 2016, quando, dopo un trailer di presentazione e un primo frenetico gameplay, si è mostrato in rare occasioni senza far vedere davvero le unghie come ci si aspetterebbe da una esclusiva di casa Sony, ormai abile su questo fronte.

Alla Milan Games Week la divisione italiana di PlayStation ha deciso proprio di portare una demo giocabile del prossimo titolo di Sony Bend, in uscita il 22 febbraio 2019, la quale, siamo sinceri, ci ha rincuorato da una parte ma ha dimostrato di avere alcuni limiti di cui già avevamo il sentore. Andiamo con ordine, oggi vi parleremo della demo di Days Gone e di quello che abbiamo visto senza dimenticare una cosa: il prodotto non è ancora finito, e dunque non si tratta di un giudizio sull’opera finale naturalmente.

La demo era suddivisa in due parti. La prima era una missione probabilmente legata alla campagna principale nella quale Deacon, il protagonista, era impegnato a entrare furtivamente in un garage abbandonato per recuperare scorte e viveri da portare alla sua base. Compito relativamente facile, se non fosse per la presenza di decine di infetti che minacciano la zona e che reagiscono, come noi stessi abbiamo provato sulla nostra pelle, anche a piccoli rumori. Avendo intuito dopo pochi istanti la gravità della situazione, la scelta più logica vista la scarsità di munizioni e un feeling non proprio esaltante con le armi verificato nelle primissime battute, ho scelto di restare nell’ombra il più possibile con Deacon, che dolcemente ma pericolosamente allo stesso tempo scivolava tra i cespugli e gli arbusti per eliminare silenziosamente gli infetti.

Nonostante un paio di nemici siano stati in grado di vederlo (o forse sentirlo, in quanto potrei aver inavvertitamente fatto un pericoloso scatto verso il garage), il nostro Deacon riesce a salire sul tetto della struttura dove lo attendono due infetti da prendere a mazzate e a penetrare all’interno della struttura per recuperare alcuni oggetti. Poco dopo però, alla radio, il nostro compagno che da lontano ci assisteva ci informa di essere stato preso d’assalto da un gruppo di nemici, e dunque cosa possiamo fare oltre a uscire in tutta fretta e aiutarlo? Nient’altro, e infatti usciamo in tutta fretta e lo aiutiamo a sbarazzarsi degli infami nemici, senza troppi sforzi. Una sparatoria, quella che precede la conclusione di questa breve missione, che non ha particolarmente brillato. Il feeling con le armi è da rivedere, la lentezza nei movimenti di Deacon è parso un grosso ostacolo per una fase di shooting con sistema di coperture, che dovrebbe essere responsivo e fulmineo specialmente per quanto riguarda la mira. A questo, si aggiungono alcuni problemi legati al framerate ballerino, che si sono fatti particolarmente evidenti nella seconda missione della demo.

In questo caso, ci siamo trovati di fronte ad una missione analoga a quella del gameplay di annuncio di Days Gone. Deacon, appena giunto sul posto in sella alla sua moto, si ritrova davanti una mandria sconfinata di infetti dormienti, ai quali però basta un piccolo rumore per partire a caccia del malcapitato. Purtroppo, nonostante tre tentativi, non siamo mai riusciti ad abbattere interamente il gruppo, cosa non facile visto il poco tempo a disposizione tant’è che i responsabili di PlayStation Italia hanno affermato che in pochi, nel corso della fiera, hanno completato entrambe le missioni. Per questo compito, l’importante non era tanto fare silenzio o scegliere l’approccio, quanto studiare attentamente l’area e tutte le sue opportunità. Sono rimasto infatti piacevolmente sorpreso dal constatare le numerose opzioni a disposizione di Deacon per cercare di eliminare tutti gli infetti, da barili esplosivi a tronchi che si potevano far scivolare per seminare morte e distruzione, e questo sia stando a piedi che in moto. Il cuore dell’esperienza inedita di Days Gone potrebbe essere proprio quella, porsi cioè l’obiettivo di restare saldamente in sella alla propria moto in molte fasi e utilizzarla a proprio vantaggio. Nella missione che ho affrontato, ad esempio, in un tentativo ho adottato la tattica di richiamare gli infetti vicino alla mia moto per poi far scoppiare una cisterna di carburante lì vicina, cosa che ha provocato i sopraccitati e vistosi cali di frame. Nonostante una pianificata tattica, però, gli infetti si sono rivelati una bella spina nel fianco, e la missione è fallita. Peccato, ma ci sarà tempo e luogo per riprovarla.

Insomma, Days Gone mi ha sicuramente rincuorato sotto certi aspetti, mostrando qualche intuizione interessante come la moto sempre accanto a noi e nemici davvero temibili. Rimane però pur sempre un prodotto davvero molto, molto simile a The Last of Us in termini di gameplay e concept, e questo potrebbe essere un suo grosso limite. I paragoni si sprecheranno, di questo siamo sicuri. E Sony Bend saprà reggere il confronto con mostri sacri come Naughty Dog?



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.