Portal Knights – Provata la versione PS4

Di Andrea "Geo" Peroni
26 gennaio 2017

Dopo la presentazione di quello che Portal Knights porterà con sé nella sua versione completa, ecco che la sede milanese di Halifax si trasforma nella prima occasione per provare il gioco su PlayStation 4. Come vi abbiamo già raccontato nel corso della nostra anteprima, Portal Knights ha subito aggiustamenti e aggiornamenti rispetto all’attuale early access disponibile su Steam, e anche una lieve castrazione su console per quanto riguarda le dimensioni delle isole di gioco. Poco male, perché per quello che abbiamo avuto modo di vedere Portal Knights non risente delle più contenute ambientazioni che PS4 (e anche Xbox One) potranno garantire al giocatore.

Una volta avviata l’applicazione, Portal Knights ci permette di customizzare in larga parte il nostro personalissimo alter ego digitale. Sesso, tipologia di arma preferita, viso, abbigliamento, voce, nome. Una buona dose di possibilità e di combinazioni, che portano anche a poter creare improbabili eroine dotate di una folta barba e di una voce rauca (Gender Knights?). Poche spiegazioni, pochi avvertimenti, solo la scelta del nome del nostro Universo ci separa dal gioco vero e proprio. Ed ecco dunque che il primo portale ci teletrasporta nella prima isola: un paesaggio di collina, completo di laghetti, caverne, costruzioni artificiali da esplorare e già tanti segreti, generato randomicamente ma con alcuni input necessari.

A schermo viene visualizzata una semplice barra, in basso al centro, che ci offre una panoramica degli oggetti utilizzabili rapidamente in gioco e con rapide scorciatoie di pulsanti da premere. Tra la gigantesca mole di oggetti che potremo distruggere, troviamo alberi, pietre, minerali preziosi (questi solo dopo aver effettivamente costruito un piccone efficace), e naturalmente gli oggetti più importanti e potenti che ci permetteranno di proseguire nelle isole del nostro Universo. Obiettivo di ogni isola sarà infatti ricostruire i vecchi Portali, per avere accesso ad un nuovo luogo ed avanzare nel cammino che ci porterà verso la fine dell’Universo. Poco però è il bisogno di accelerare i tempi e passare il prima possibile all’isola successiva, questo perché, come abbiamo imparato sulla nostra stessa pelle, è meglio esplorare e sfruttare tutte le risorse dell’isola sulla quale ci troviamo prima di passare oltre.

Il gioco cercherà di metterci in guardia ogni qualvolta decideremo di oltrepassare il Portale, ma sotto questo punto di vista Portal Knights risulta sicuramente poco intuitivo per un giocatore alle prime armi. Gli avvisi a schermo saranno pochi, oltre che poco utili alla causa in diverse occasioni. Al momento del nostro arrivo alla fattoria della prima isola, ad esempio, siamo rimasti abbastanza spiazzati e indecisi sul da farsi. La fattoria è un luogo importantissimo perché ci permette di utilizzare un tavolo da lavoro per creare nuovi equipaggiamenti e aggiustare oggetti rotti come l’arma di default, e per renderla operativa siamo stati costretti a posizionare alcuni blocchi di legno raffinato, come il gioco ci richiedeva. Dove sono stati posizionati? Dopo un’attenta analisi, lo abbiamo capito: ovunque. Non c’è logicità nella cosa, è un sistema lasciato quasi totalmente al caso, e posizionare i blocchi in posizioni random non è sicuramente la prima cosa che viene in mente al giocatore.

Senza poter approfondire più di tanto il gioco, essendo anche fastidiosamente rimasti bloccati nella seconda isola dell’Universo a causa di un equipaggiamento terribilmente arretrato e che non abbiamo avuto modo di potenziare, possiamo concludere dicendo che le basi, per Portal Knights, ci sono tutte, anche se i dettagli da limare sono tanti. Oltre alla traduzione italiana ancora non perfetta, ma che sicuramente sarà sistemata per il lancio, sono necessari anche alcuni aggiustamenti, legati principalmente alla quantità e all’efficacia delle informazioni che il gioco ci offrirà. Nella sezione dedicata al crafting degli oggetti, ad esempio, manca una reale finestra che ci indichi la quantità di oggetti dei quali disponiamo. Vengono infatti indicate le risorse necessarie per la costruzione, ma non quelle già raccolte. Per il resto, i comandi sono stati adattati più che bene al joypad dopo l’esperienza su PC, e questo è certamente un bene. Nessun giudizio, per ora, sull’aspetto tecnico del gioco. Alcuni difetti legati alle ombre e alle texture, ma il gioco che abbiamo avuto modo di provare è ancora una versione preliminare, dotata però del già apprezzato stile colorato e quasi fiabesco che contraddistingue ogni ambientazione.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.