Star Shift – La prova della versione alpha

Star Shift
Di Diego "Lanzia" Savoia
24 gennaio 2017

L’universo dei titoli indipendenti è sterminato, bisogna ammetterlo. Ma in questa vastità di “piccoli” giochi risiede molto spesso il cuore pulsante del mondo videoludico, e non è facile constatarlo fino a quando non ci si approccia veramente. Ogni studio mette tutto il proprio impegno nella creazione dei propri prodotti, creando, a volte, dei veri capolavori. Non fraintendetemi, non sto affermando che i titoli tripla A non siano altrettanto interessanti, ma gli indie conservano quel qualcosa di caratteristico – forse proprio perché non si appoggiano ai grandi publisher. E abbiamo già incontrato vari esempi di tutto ciò, tra cui mi piace riportare Little Briar Rose e Lantern. Quest’oggi aggiungiamo un nuovo titolo alla nostra lista con Star Shift, che ho potuto provare in anteprima grazie agli sviluppatori italiani di Artistic Minds. La versione che mi è stata fornita si configura come un’alpha: sebbene il progetto abbia avuto inizio nel 2015, lo studio si trova attualmente in una fase di completo “Work In Progress”, vista la complessità del gioco.

Star Shift è un open-world, o meglio (riprendendo le parole degli sviluppatori), un open-universe. Si tratta infatti di un simulatore single player ambientato nello spazio, che mescola elementi di combattimento a momenti di pura esplorazione. Per ovvie ragioni, nella versione che ho testato non è disponibile la modalità storia vera e propria, ma solamente una scena prototipo. Leggendo però la pagina disponibile su KickStarter (dove lo studio sta portando avanti una raccolta fondi per finanziare lo sviluppo) si chiarisce subito cosa ci aspetta: esplorare l’infinità dello spazio contrastando mercenari e nemici vari. Un clone di No Man’s Sky, per gli obiettivi che sembrava prefiggersi il titolo di Hello Games? Non proprio.

Non potendo dire molto di più riguardo alla trama, mi soffermerò quindi su ciò che ho effettivamente provato. La scena prototipo ci lancia in una zona di universo popolata da stelle, asteroidi e, beh, qualche navicella amica, per non sentirci completamente soli. Il nostro obiettivo è quello di difendere un portale da un gruppo di nemici, cercando di abbatterli con ogni mezzo a nostra disposizione. Il nostro velivolo è infatti equipaggiato con varie tipologie di armi offensive, tra cui laser, mitragliatrici, missili e mine. Nel frattempo, ovviamente, dovremo stare all’erta in caso di controffensiva nemica, difendendoci a tutti i costi. Ad aiutarci troviamo un’altra nave spaziale, anch’essa ben equipaggiata, dalla quale è bene non allontanarsi: unire le forze è meglio che ritrovarsi soli in un inseguimento attraverso lo spazio.

Star Shift

Spazio che, almeno all’inizio, appare lievemente disorientante. Serve un po’ di tempo per familiarizzare con l’ambente e, soprattutto, con i comandi di gioco. Successivamente, però, ci ritroveremo a padroneggiare con destrezza la navicella, regolando attentamente la velocità, il turbo, e le manovre da capogiro. Il sistema di movimento è infatti più complesso di quanto ci si potrebbe aspettare, essendo in assenza di gravità. Oltre a spostarci normalmente, possiamo muoverci nelle quattro direzioni anche da fermi, attivando i motori direzionali. Una volta in velocità, poi, possiamo facilmente virare con il mouse oppure avvitare la navicella su se stessa per cambiare direzione molto più rapidamente. Insomma, un insieme di comandi che, una volta appresi, garantiscono piena libertà di movimento in un’ambientazione che già da sola non pone limiti.

Come ho già detto, la scena prototipo non mi ha permesso di analizzare la storia del gioco, che comunque si presenta positivamente. La libertà di cui sopra si rifletterà di conseguenza anche nelle scelte del giocatore e nelle possibilità di esplorazione. Escluso ciò, il sistema di combattimento appare fluido, sebbene inizialmente complesso a causa dell’assenza di potenziamenti. La destrezza con i movimenti gioca un ruolo fondamentale, ed in questo risulterebbe utile un tutorial approfondito.

Tralasciando l’apparente poca ottimizzazione del gioco (ricordo che si tratta di una versione molto alpha) che mi ha costretto ad abbassare la qualità grafica – dopo aver contemplato la ricchezza di dettagli – per lasciare posto al combattimento frenetico, ritengo che Star Shift sia un indie con aspetti interessanti ma ancora poco approfondito. Mancano infatti molte features, e la scena provata non dà modo di toccare con mano la pienezza di quello che il gioco vuole effettivamente trasmettere, trovandosi limitato anche da un comparto tecnico in fase embrionale. Il progetto, come leggiamo su KickStarter, punta a ricreare le emozioni provate in titoli classici quali Commander, Frontier o la saga X. Il rischio, però, è quello di avvicinarsi così tanto a videogiochi del genere da non introdurre alcuna novità sostanziale. La data di rilascio prevista per Star Shift, almeno indicativamente, si colloca a fine 2018. Un periodo non prossimo che ci impedisce di dare un giudizio ben definito sul gioco, e che ci fa ben sperare in un’evoluzione dello sviluppo ancora migliore nonostante la possibilità di vedere un progetto ultimato siano, al momento, infinitesimali: a circa 30 giorni dalla chiusura della campagna di raccolta fondi, l’obiettivo di 200,000 dollari è ancora lontanissimo.



Appassionato di tutto ciò che riguarda la tecnologia, il suo interesse spazia in particolare nel mondo dei videogiochi e dell'informatica. Ama ogni genere videoludico, ma predilige i giochi d'azione e le avventure grafiche.