Uncharted 4: Fine Di Un Ladro – Hands-on e impressioni

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Di Andrea "Geo" Peroni
4 aprile 2016

Chi ha detto che anche i videogiochi non possano insegnare la Storia? Quella con la S maiuscola, naturalmente, quella che tutti noi abbiamo faticosamente studiato (o stiamo studiando) sui banchi di scuola. Una Storia dalla quale spesso gli sviluppatori attingono per ambientare un videogioco, o per mostrarne le conseguenze sui diretti interessati delle vicende. È il caso della serie Uncharted, da sempre basata su fatti realmente accaduti nel corso del tempo e che anche con il quarto capitolo non farà eccezioni.

IL PROLOGO

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Siamo stati invitati all’esclusivo evento, organizzato da Sony, dedicato ad Uncharted 4: Fine di un ladro, e siamo stati anche tra i pochi fortunati al mondo a poter toccare con mano per la prima volta l’ultima fatica di Naughty Dog. L’occasione è stata propizia, non solo per quanto riguarda la prova del gioco (trovate tutte le nostre impressioni nel video a fine articolo, realizzato da Mr. Mischio) e per farci assaggiare le potenzialità del titolo, ma per dare anche un quadro generale del plot iniziale, il prologo storico del gioco che farà da sfondo alla nuova e ultima avventura di Nathan Drake. La ricerca di Nate partirà infatti da lontano, e in particolare dal XVII secolo quando il pirata Henry Every solcava i mari di tutto il mondo.

Every, uno dei pirati più celebri di tutti i tempi, era inizialmente un corsaro della Marina Inglese dedito al saccheggio delle navi mercantili spagnole. Dopo mesi di incomprensioni con il capitano della sua nave, Every organizza un ammutinamento a bordo della Fancy, si autoproclama capitano e inizia la sua famosa seppur breve carriera da pirata. Detta così, sembra una storia come ne abbiamo sentite tante altre. Un pirata che solca i mari depredando navi mercantili o sfuggendo alla giustizia. Ma Henry Every è famoso per un motivo, in particolare: il più grande furto della storia. Approdato insieme alla sua ciurma nell’Oceano Indiano, Every inizia a interessarsi della ricca flotta dell’Impero Moghul, la ricca dinastia islamica che governò l’India per tre secoli prima di venire spodestata dal popolo. La nave ammiraglia di tale flotta, la Ganj-i-Sawai, possedeva un bottino da far girare la testa, oltre 400 milioni di dollari, cifre che avrebbero fatto gola a chiunque. Il pirata Henry Every entrò negli annali della Storia proprio per questo: l’abbordaggio della Ganj-i-Sawai e il furto di un bottino di oltre 400 milioni di dollari (dollari naturalmente stimati ad oggi), che lo fecero diventare in men che non si dica l’uomo più ricercato dall’India e dall’Inghilterra – in rapporti tesi con i Moghul vista l’origine di Every – e che lo costrinsero a scomparire della scena. Sia lui che il tesoro. E chi secondo voi si metterà, al giorno d’oggi, alla ricerca del più grande bottino di sempre?

Jeep sul ciglio di un burrone in Uncharted 4: Fine di un ladro

Il prologo storico di Uncharted 4 farà, come dicevamo, da sfondo all’ultima avventura di Nathan Drake, che dovrà intraprendere un pericoloso viaggio insieme a suo fratello Sam andando alla ricerca del leggendario tesoro del pirata Henry Every.

Ora se vi state chiedendo “Posso godermi Uncharted 4, senza aver giocato ai precedenti capitoli?” Beh la risposta, sembrerebbe: “Potete assolutamente farlo!”. Almeno questo quello che è emerso dall’intervista a Ricky Cambier.

IL GAMEPLAY

Siamo naturalmente ansiosi di scoprire quali saranno i luoghi che visiteremo, quali i nemici, quale sarà la soprattutto la grande storia che Naughty Dog ha in serbo per l’ultimo capitolo della serie Uncharted, del quale abbiamo avuto modo di provare con mano alcune delle novità introdotte dagli sviluppatori. Su tutte, le fasi di esplorazione con la Jeep e le fasi stealth implementate. Già eravamo a conoscenza del fatto che avremmo potuto guidare personalmente i veicoli, come venne mostrato da Sony durante lo scorso E3 di Los Angeles, ma da quello che abbiamo potuto vedere non si tratterà semplicemente di seguire dei corridoi preimpostati quanto di vere e proprie fasi esplorative a bordo del nostro veicolo. Alle fasi di gameplay classico della serie sono state inoltre implementate fasi stealth migliorate e avanzate rispetto al normale, prendendo anche spunto da titoli come Assassin’s Creed, Sniper Elite e Thief. Arriva infatti, in Uncharted 4, l’indicatore di minaccia, ogni qualvolta che il nemico si insospettirà. Un aspetto che potrebbe modificare radicalmente il nostro approccio al gioco, anche se crediamo che Naughty Dog abbia fatto in modo di dosare possibili fasi stealth e fasi action in modo tale da non saturare il gameplay con una o con l’altra.

Prima di chiudere, vi ricordo nuovamente che sopra potete trovare l’intervista completa a Ricky Cambier Lead Game Designer di Naughty Dog e qua sotto un video con le nostre impressioni sulla prova di Uncharted 4: Fine di un ladro; nel video troverete altri dettagli sul gameplay per cui non spendiamo ulteriori parole e vi auguriamo buona visione.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.