Attacco ai videogiochi violenti – Di chi è la colpa?

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
13 febbraio 2015

La violenza nei videogiochi è sempre stato un tema molto delicato, difficile da trattare e da analizzare, soprattutto se le persone o le istituzioni che si protraggono contro di essa non fanno parte del settore, in parole povere non sanno quello che dicono!

C’è da dire che negli anni, qualche testata o programma se ne usciva fuori con l’argomento, ma si trattavano di episodi sporadici, invece da un mese a questa parte abbiamo assistito a quello che sembrerebbe essere una vera e propria caccia alle streghe da parte dei media.

Dopo questa piccola premessa entriamo nel dettaglio e vediamo chi sono stati gli artefici che si sono scagliati contro l’universo videoludico. Ad aprire le danze è stata nientepopodimeno che Striscia la Notizia. Il famoso programma satirico, che con i suoi servizi denuncia o aiuta a risolvere i problemi degli italiani, ma questa volta avrebbe decisamente toppato.

gtastrisciaNel servizio mandato in onda infatti si è parlato dell’influenza negativa che hanno alcuni giochi, in particolare Grand Theft Auto V, descrivendo le azioni più “brutte” che si possono compiere, per poi soffermarsi sulla questione del PEGI, ossia la classificazione di contenuti presenti in un gioco. Infatti, in Italia non è vietato dalla legge vendere un gioco PEGI 18 ad un minorenne e da qui è partita poi la classica infiltrazione di una complice, con telecamera nascosta per dimostrare la presunta disonestà di alcuni commercianti che vendono tali titoli ai minorenni.

Ebbene pochi giorni dopo questo servizio, appare un articolo sulle pagine di Repubblica che titola: “Non è un gioco degradare le donne l’appello contro il videogame violento”, ovviamente sempre riferito ad alcune meccaniche di gioco di GTA V, altro esempio della generalizzazione usata nel giudicare un videogame.

Facciamo un piccolo break ponendovi un quesito:

Ma la violenza è presente solo nei contenuti dei videogame?

Ebbene no, la violenza sarà pure un contenuto che è presente in alcuni videogiochi, ma non solo in essi!

E’ giusto magari voler controllare tali contenuti con un sistema di regolamentazione ben strutturato, ma non demonizzare in generale un’industria, che di per se molte volte rende virtuale quello che accade nel mondo reale.

vid-game-violence-picCi sono una moltitudine di film (ne nominiamo giusto qualcuno senza però criticarli od additarli: Saw, Pulp Fiction, 300) serie Tv (Il Trono di Spade, The Walking Dead, Fargo) ed anche cartoni che mostrano contenuti violenti ma che non vengono minimamente citati da questi autori. E noi ci chiediamo: perchè raccontare un singolo episodio senza prima informarsi per bene? O senza menzionare altri modi in cui, i giovani in particolare, possano accedere a contenuti violenti?

Un ragazzino si può tranquillamente recare in un negozio di DVD e può comprare un film violento, ne esistono moltissimi che non sono vietati ai minori, eppure nessun giornale o Tg ne parla.

La nostra risposta è che al momento i videogiochi sono apprezzati da una percentuale molto alta di giovani, e quindi una preda facile su cui riversare le colpe dell’istigazione alla violenza.

Allacciandoci a questo argomento, ossia l’istigazione alla violenza, continuiamo menzionando la pediatra Sabrina Salvadori che nel suo blog, La Ventisettesima Ora, ha scritto un articolo: “Videogiochi che allenano alla violenza. E io li stavo per regalare a mio figlio”. In queste righe la signora narra la sua esperienza, con quello che sembra essere un timbro da tragedia teatrale, in cui era in procinto di acquistare Grand Theft Auto V al figlio undicenne, per poi annullare tale acquisto in seguito alla partecipazione di una conferenza, dove veniva mostrata una scena del gioco in cui vi era “un’istigazione alla violenza anche sessuale, al crimine e al femminicidio”.

A supporto della signora arriva poi un politico, l’onorevole” Ilaria Capua che dopo essere stata interpellata dalla pediatra invia una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi sulla diffusione di videogiochi teoricamente “raccomandati per un pubblico di età superiore ai 18 anni”.

Altro break, facciamo fine primo tempo e per farvi un po’ riprendere e riorganizzare le idee vi poniamo un altro quesito:

Ma i figli vengono cresciuti dai genitori o dai videogiochi?

Con il progresso continuo della tecnologia i giovani d’oggi, e per giovani intendiamo adolescenti minorenni, hanno davanti a loro molti più metodi di svago multimediale, PC, smartphone, internet ed i videogiochi stessi. Eppure i videogiochi non sono nati l’anno scorso con GTA V, infatti possiamo definire la serie di Grand Theft Auto una di maggior successo con più di 144 milioni di copie vendute, è stata pubblicata nel 1997 e fin dal primo titolo si eseguivano furti d’auto, omicidi, e investimenti di persone ecc. Dal ’97 ci hanno giocato migliaia se non milioni di adolescenti e ragazzi in tutto il mondo, Italia compresa.

Se è come dicono i signori e le signore che negli ultimi giorni hanno attaccato GTA, che è un gioco che ha una cattiva influenza sui minorenni, allora tutti le migliaia di ragazzi che ci hanno giocato da 20 anni a questa parte, dovrebbero essere diventati dei rapinatori di banche, ladri d’auto o investitori di prostitute?

Arrivati a GTA V gli sviluppatori hanno aggiunto molti più contenuti facendolo diventare un open world con varie attività da svolgere tra cui giocare a tennis, andare al cinema, fare paracadutismo, scattare foto panoramiche, gara in moto, auto e barche, quindi un sacco di cose.

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Il problema dell’aumento di violenza nei giovani è ben più profondo e non è da attribuire ai videogiochi. I figli vengono cresciuti dai genitori ed è loro compito informarsi a cosa giocano, se GTA ha come classificazione PEGI 18 quindi è un gioco consigliato ad un pubblico maggiorenne per i suoi vari contenuti. Ma il discorso non deve restringersi al panorama videoludico. Vogliamo parlare dei contenuti pornografici? Adesso non vogliamo dilungarci molto con questo discorso, ma quasi tutti gli adolescenti di oggi hanno una connessione internet sul proprio cellulare e potenzialmente possono accedere a contenuti pornografici in pochissimo tempo.

Ripetiamo quindi il problema è che i genitori al giorno d’oggi non seguono i maniera attiva i propri figli, e cercano di incolpare influenze esterne per giustificare comportamenti violenti.

Concludiamo la nostra partita citando un servizio pubblicato 2 giorni fa da Uno Mattina in cui prima viene nominata la lettera spedita al Premier, seguito da una pessima spiegazione del presentatore e da un commento disinformato della scrittrice ospite dicendo che sui “giochi in cui si vince investendo le persone”. E’ stato addirittura contattato FaviJ per esprimere un’opinione sull’argomento.

Terminiamo dicendo che la violenza esiste da sempre, sin dall’alba dei tempi e molto prima che i videogiochi arrivassero sul mercato. E molti videogiochi si ispirano alla realtà perché è la nostra realtà che è violenta e non quella virtuale.

Vogliamo sapere ovviamente anche il vostro parere. Diteci cosa ne pensate riguardo a questo argomento.



Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.