Call of Duty: Zombies #4 – La recensione del fumetto

call of duty zombies fumetto
Di Andrea "Geo" Peroni
24 aprile 2017

Numero di forte transizione, e che regala grandi emozioni solamente in chiusura. Il quarto capitolo della saga a fumetti Call of Duty: Zombies giunge a noi quasi nel silenzio e nell’indifferenza di buona parte dell’utenza, forse stordita per l’imminente reveal di Call of Duty: WWII e trepidante per l’ormai certo DLC Zombie Chronicles per Black Ops III. Ma non sono questi gli argomenti che ci interessano oggi, abbiamo già avuto modo di parlarne e ci saranno molte altre occasioni.

Attenzione: seguiranno spoiler sugli avvenimenti del fumetto #4 di Call of Duty: Zombies. Se non volete anticipazioni, chiudete subito l’articolo.

Recuperiamo dunque i quattro sfigatissimi protagonisti della saga a fumetti, gli stessi della storyline principale di Black Ops II e le cui disavventure sembrano non avere mai fine. Russman, Stuhlinger, Misty e Marlton sono riusciti a fuggire dal laboratorio con a guardia S.O.P.H.I.A. attraverso un misterioso marchingegno, finendo col ritrovarsi spiazzati di fronte allo spettacolo dinnanzi i loro occhi: un mondo apparentemente tranquillo. La pace, però, dura ben poco. I non-morti, capitanati dal solito misterioso zombie che sembra assomigliare in modo terrificante a Richtofen, giungono sul posto.

Call of Duty: Zombies #3 – La recensione del fumetto

L’attacco dura fortunatamente poco, anche perché il gruppo, guidato dalla voce di Richtofen (sempre la stessa domanda: quale Richtofen?) nella testa di Stuhlinger, si ritrova all’interno di un complesso di ricerca comprensivo di armeria e cucina, luoghi di ristoro e preparazione che forniscono ad ognuno un buon momento di riflessione. Scampati all’orda di non-morti, con lo zombie misterioso che si dimostra sempre più enigmatico e dotato di una personalità propria, Russman, Misty e Marlton decidono di concedersi una pausa. Persino una doccia, un lusso di questi tempi. Non tutti però riescono a rilassarsi.

Il buon (?) Stuhlinger continua a girovagare per la foresta adiacente e lo stesso complesso di ricerca, testando anche quelli che sembrano essere i propri nuovi poteri. In questa realtà alternativa a quella dalla quale proviene il gruppo, infatti, il folle uomo appare dotato di particolarissime abilità come quella di disintegrare con un solo tocco interi alberi, e in tutto questo sembra essere coinvolto anche Maxis come testimonia lo stesso Richtofen. Lo scienziato, che desidera ardentemente qualcosa da Stuhlinger e che ha condotto personalmente il gruppo in questo luogo per una ragione ben precisa, svela le sue carte: ha bisogno che i quattro sopravvissuti recuperino una cosa per lui. Il Kronorium.

Dopo un intenso scambio di battute tre tutti i quattro protagonisti, nel quale emerge l’ormai inevitabile mancanza di fiducia e la spossatezza di fronte ad una minaccia che non accenna a finire, i non-morti attaccano nuovamente la base. Stuhlinger si ritrova inaspettatamente nel mezzo di una situazione potenzialmente devastante per il futuro: la voce di Richtofen gli ordina di recuperare il Kronorium, contenuto all’interno di un laboratorio della base, insieme ai suoi compagni; lo zombie senziente lo sprona invece ad entrare completamente solo per prendere il libro. L’uomo decide di optare per questa scelta, senza sapere che, recuperando il Kronorium, si sarebbero risvegliati una sorta di mostri mutanti a protezione del laboratorio. L’episodio termina così, in un cliffhanger fatto di Kronorium e di un piano molto più grande che sembra essere vicino alla sua rivelazione.

Se il fumetto in sé regala pochi scossoni compensati da un background narrativo che inizia a farsi sentire notevolmente e piacevolmente, la bomba potrebbe essere riservata alla pagina conclusiva. Come sempre l’ultima tavola dell’episodio è proposta in stile “schermata di caricamento” dei vari videogiochi. Non possiamo mostrarvela qui, purtroppo (potete guardare il video poco sopra per vederla), ma sappiate che è una tavola che potrebbe nascondere un grande significato. Il flusso del tempo sembra scorrere al contrario, tra le località di Der Riese, Shi No Numa, Verruckt e Nacht der Untoten, tutto questo a partire dal momento in cui un giovane Richtofen riesce a uccidere una sua versione anziana. La intro di The Giant di Black Ops III Zombies, quindi. Cosa sta accadendo, di preciso, ancora non lo sappiamo.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.