Ci pensa Uagna – PS Vita, o “Le regole del delitto perfetto”

uagna ps vita
Di Andrea "Geo" Peroni
8 febbraio 2016

Febbraio 2016, per molti niente di più di un altro mese di scuola, di lavoro o di divertimento, se pensiamo ai videogiochi che stanno per uscire per tutte le console. Tutte? No. Febbraio rappresenta anche l’anniversario dell’uscita di una delle console più scapestrate e maltrattate della storia moderna: PlayStation Vita.

psVita1Correva l’anno 2011, e Sony annunciò la sua nuova console portatile. Conosciuta inizialmente con il nome di NGP (Next Generation Portable), la PSP 2 venne rinominata Vita, per indicare come Sony avesse intenzione di integrare questo dispositivo alla vita di ognuno di noi e farlo diventare parte attiva della tipica giornata di una persona normale. Propositi onestissimi, paroloni altisonanti, giocatori in estasi, per quella che veniva già considerata il degno successore della PlayStation Portable, un esperimento che inizialmente venne visto con molta titubanza ma che seppe ribaltare tutti i pronostici negativi. E poi parliamoci chiaro, la line up iniziale di PS Vita sembrava dire “ACQUISTATE QUESTA CONSOLE!”. La possibilità di avere tra le mani un nuovo capitolo di Uncharted, il folle gioco di corsa Motorstorm RC, gli enigmi di Escape Plan, il nuovo ModNation Racers che già aveva sbalordito su PS3, senza dimenticare titoli come WipeOut 2048, Little Deviants, Ultimate Marvel VS Capcom 3, ai quali poi si aggiungono molti altri titoli mutipiattaforma. Le premesse erano fantastiche, ed io, ancora memore delle ore e ore di gioco passate su PSP in compagnia di alcune delle mie serie preferite, ero entusiasta. E fu così che il 22 febbraio 2012, data di uscita europea della console, mi presentai davanti al solito negozio per ritirare console + Uncharted: L’abisso d’oro + Reality Fighters (un simpatico passatempo) + memory card, il tutto al day one e ad un prezzo non proprio accessibile a tutti. Lo so, col senno di poi è stato un errore clamoroso.

Alle prime battute la nuova piccola arrivata sembrò agli occhi di tutti un vero e proprio gioiellino tecnologico, cosa che tutt’ora è. Se pensate a Nintendo 3DS, ad esempio, il divario sul lato hardware è esagerato, cosa che non si può assolutamente paragonare al lato software. Uncharted: L’abisso d’oro sembrava solo la punta dell’iceberg, sembrava il simbolo di un inizio promettente e che prometteva ancora di più, con altri titoli del calibro di Little Big Planet e Resistance annunciati, per non parlare di nuove IP come Gravity Rush che si presentavano già come delle killer app della console. Un videogiocatore come me, carico di aspettative, già pregustava quindi tutti quei titoli che Sony avrebbe potuto far debuttare su PS Vita. Pensate quale spettacolo avrebbe potuto essere, avere a disposizione un Grand Theft Auto da giocare in treno o in autobus, come già accadeva con Liberty City Stories e Vice City Stories su PSP. Ma non solo: God of War, Final Fantasy, Kingdom Hearts, Call of Duty, Assassin’s Creed, Ratchet & Clank, le possibilità erano a dir poco INFINITE. Aspetto dunque con trepidazione l’E3 2012 e il TGS 2012, per vedere nuovi annunci per la piccola console. Ed ecco che vengono presentati Killzone: Mercenary (spin off della serie di Guerrilla Games) e Tearaway, un titolo molto curioso e soprattutto esclusiva. Sono pronto, voglio giocare a tutto, e voglio avere di più, questa nuova PSP è pronta a decollare. Ma la verità è che era pronta a sparire.

Killzone: MercenaryIl suddetto Killzone: Mercenary, uscito a settembre del 2013, rappresenta l’ultima delle poche esclusive che hanno avuto la fortuna di arrivare su PlayStation Vita. La politica di Sony nei confronti della piccola console non ha fatto altro che peggiorare la situazione nel corso degli anni. Dopo un iniziale ottimismo, infatti, Vita è stata abbandonata al suo destino, scomparendo quasi del tutto anche dalle grandi fiere videoludice, come E3, TGS e GamesCom. Tanti erano stati i tripla A progettati per la console, tra cui un nuovo inFamous, ma ad un certo punto il colosso giapponese bloccò i numerosi progetti, cancellandoli o addirittura spostandoli su console casalinghe, come Gravity Rush 2 che arriverà in esclusiva su PS4. Ed è così che Vita è lentamente diventata un accessorio di PS4 per il Remote Play, e la casa ideale di vari titoli multipiattaforma e soprattutto di molti indie, deludendo completamente le mie aspettative iniziali, e deludendo tutti coloro che sborsarono all’uscita la bellezza di 250 € pensando di mettere le mani sul futuro del gaming portatile. Al contrario Nintendo 3DS, considerato di fatto il principale concorrente di PS Vita, dopo un inizio terribile anche a causa di un prezzo troppo elevato ha recuperato in maniera impressionante, ponendosi non solo come console portatile dominante ma anche al di sopra di alcune console casalinghe. Non è un mistero che in Giappone la portatile della grande N superi in vendite settimanali PS4. E come fare a dare torto ai giapponesi? Super Mario, Zelda, Kirby, Professor Layton, Monster Hunter, e solo per citare alcuni dei brand più famosi. Ed è questo che Vita non ha mai avuto: una line up da poter dire “questa console merita ora di essere acquistata”.

PS Vita è stato il perfetto simbolo di come vendere qualcosa senza una strategia precisa, e di come acquistare qualcosa (nel mio caso, ma penso non solo nel mio) ad occhi chiusi senza pensare alle conseguenze future, in un mercato, quello portatile e mobile, che si è evoluto a tal punto da far cambiare drasticamente a Sony la politica riguardante PS Vita. A mia discolpa, ciò che Sony vendeva era un’altra console da quella che poi è diventata, e le premesse erano davvero incredibili. Non posso evitare di ammettere di essere molto deluso, specialmente se ripenso a tutto quello che ho potuto vivere con PSP, console di potenza nettamente inferiore e capace di offrire giochi come Metal Gear Solid: Peace Walker, Kingdom Hearts: Birth by Sleep e God of War: Ghost of Sparta, che ritengo in assoluto i migliori titoli mai pubblicati per quella console. Come bisognerebbe fare di solito, però, bisogna anche guardare i lati positivi della cosa. Tramite Vita ho avuto la possibilità di giocare a decine e decine di indie e titoli minori che non avrei mai provato su PlayStation 4 o Xbox One, come l’italiano Murasaki Baby, lo strategico Legends of War, il folle Rocketbirds, e molti altri. Insomma, una console venduta bene, che ha venduto bene (non sempre) e che ha scontentato un po tutti gli acquirenti (e probabilmente anche Sony) che si aspettavano una vera e propria PSP 2. Massima resa con il minimo sforzo: Sony ha insegnato a tutti le regole per fare soldi facilmente. Ma non è accettabile, e noi videogiocatori non accetteremo un altro sgarro del genere. No, no.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.