Ci pensa Uagna – Toys-To-Life: Civil War

marvel disney infinity spyro skylanders toys to life civil war
Di Andrea "Geo" Peroni
23 maggio 2016

Pronto intervento. Chiamate la polizia, i carabinieri, i vigili, l’esercito, i marines, la guardia di finanza, gli ausiliari del traffico. Un grosso terremoto ha colpito il mondo dei videogiochi, e non abbiamo idea delle reali conseguenze di tale fatto, che potrebbero essere davvero inaspettate e incontrollate. L’epicentro di tale sisma è localizzato precisamente a Burbank, in California, dove ha sede una delle più grandi società del mondo: la The Walt Disney Company. Conosciuta più semplicemente come Disney, la casa di Topolino ha subito la settimana scorsa, dicevamo, un grande scossone, fortunatamente non a livello geologico ma inteso come grossa rivoluzione interna aziendale. In seguito ad una riunione dei massimi dirigenti dell’azienda e della divisione videogiochi, la Disney ha infatti deciso di chiudere definitivamente la serie Disney Infinity, e di interrompere sviluppo, produzione e distribuzione di tutti i futuri videogiochi che potessero essere legati alla Disney. Un colpo al cuore, per milioni di appassionati, ma che potrebbe nascondere una taciuta verità che potrebbe venire a galla col passare del tempo. Il destino di Disney Infinity, celebre Toys-To-Life del colosso americano, potrebbe infatti ampliarsi a molte altre serie, come Skylanders, che non accenna però a fermarsi. La Guerra Civile dei Toys-To-Life è iniziata, e c’è già stato un caduto importante.

UNIVERSO ALLARGATO

Collezione Disney Infinity 3.0Prima di iniziare, un piccolo ripasso di Storia. L’uomo muove i suoi primi passi intorno ad un periodo compreso tra 500.000 e 250.000 anni fa, distaccandosi dal ramo delle scimmie e intraprendendo una nuova via evolutiva. Dopo una vita da nomade, l’uomo scopre il fuoco, la ruota, il vivere in insediamenti con altre persone. Da qui in poi si susseguiranno un certo numero di eventi (che saltiamo, dato che il ripasso ha già stufato circa il 79% dei lettori), fino ad arrivare al 2012 D.C. circa, quando qualcuno in casa Disney fa notare che una certa società videoludica rivale (non facciamo nomi, Activision) stava facendo milioni su milioni con un nuovo modo di giocare: i Toys-To-Life. L’idea di base è geniale: concepito idealmente per un pubblico decisamene giovane, il videogioco si compone di un DVD/Blu-Ray, di una base fisica da collegare alla console e di una serie di statuette raffiguranti diversi personaggi. La base servirà per scegliere quale personaggio verrà utilizzato durante la sessione di gioco: posizionando infatti una determinata statuina, il clone digitale di tale combattente nascerà sul vostro schermo, e potrete utilizzarlo fino a quando non deciderete di voler provare qualche personaggio nuovo. Cosa odono le mie orecchie? Cosa veggono le mie fosche pupille? Un videogioco, che è un videogioco, ma che al tempo stesso è un pretesto per collezionare statuette di pregevole fattura, che non solo sono contenute in uno Starter Pack al lancio, ma che si arricchiscono col passare dei mesi di nuovi protagonisti in vendita in tutti i negozi. Dall’alto del suo potere, Activision aveva trovato una nuova gallina dalle uova d’oro, e quanto tempo poteva passare prima che qualche altra azienda iniziasse a cavalcare l’onda dei Toys-To-Life? Pochissimo, considerando che nel 2013 il colosso di Burbank decide che è il momento di iniziare a sfornare statuette.

Il primo Disney Infinity si dimostrò, così come Skylanders: Spyro’s Adventure, una di quelle novità che tutti gli appassionati si aspettavano e bramavano per la sua semplicità e allo stesso tempo originalità. Per la prima volta, Disney fece interagire tra loro personaggi provenienti dai suoi più disparati film, di animazione e non: Buzz Lightyear da Toy Story, Jack Sparrow da Pirati dei Caraibi, Mr. Incredible da Gli Incredibili, ai quali nel corso dei mesi successivi all’uscita si aggiunsero altri Play Set da altrettanti film della casa di Topolino, come Cars, The Lone Ranger (in verità un mezzo disastro di film, ma tant’è) e Monsters University. Nonostante fosse improntato verso un pubblico abbastanza giovane, il sapiente lavoro di Avalanche Software e le statuette di pregevole fattura decretarono Disney Infinity come nuovo fenomeno di massa, con giocatori impegnati ad esplorare i vari Mondi Disney e collezionisti incalliti che volevano trovare a tutti i costi le varie statuette mancanti sui loro scaffali. Come sfruttare tutta questa onda di successo, cercando di guadagnare ancor di più? Beh ragazzi, stiamo parlando della Disney, mica della pizzeria Le due fontane vicino a casa mia. Stiamo parlando di una multinazionale con un potere immenso, con una influenza pazzesca e soprattutto proprietaria di alcuni dei franchise più importanti del mondo. Tra cui Marvel. L’acquisizione della Marvel Comics, Marvel Entertainment, Marvel Studios e insomma tutto quello che concerne la Casa delle Idee, pose la Disney davanti ad un progetto a dir poco ambizioso, il Marvel Cinematic Universe. Qualcosa di impensabile: sfruttare i più celebri supereroi Marvel, come Iron Man, Thor, Captain America e così via, per dare vita ad un immenso universo e far confluire tutti i personaggi nello stesso film. Nel 2012, questo sogno si è realizzato, e si chiama The Avengers. Ma allora per quale motivo non provare a fare la stessa cosa anche con Disney Infinity? Gli sviluppatori avevano creato un universo condiviso da personaggi Disney e Pixar, perché non avrebbe dovuto funzionare con i personaggi Marvel? Disney Infinity 2.0: Marvel Super Heroes fu la precisa realizzazione di questo piano societario, la volontà di riunire tutti i più grandi brand sotto al dominio del colosso americano in un unico videogioco, mentre i principali rivali (gli Skylanders di Activision) erano costretti a cercare qualcosa di nuovo ogni anno, in quanto si tratta di proprietà inedite. Disney aveva tutto in casa, e ripeté lo stesso ragionamento nel 2015 quando Disney Infinity 3.0 vide l’introduzione dell’universo di Star Wars. Lo scontro epico tra Skylanders e Infinity sembrava destinato a durare in eterno, come quello tra il bene e il male, tra Aku Aku e Uka Uka, tra Italia e Germania, tra la carbonara e le lasagne (#TeamLasagne forever). E invece no. Disney Infinity chiude, milioni di statuette rimangono senza una fissa dimora, e i progetti della casa di Topolino sono andati a farsi benedire, compreso il già in produzione quarto capitolo. La bolla è scoppiata?

Continua…

Pagine: 1 2



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.