Corea del Sud, 22enne lascia morire il figlio per giocare a League of Legends

Di Andrea "Geo" Peroni
14 aprile 2014

League-of-Legends-ashe-E’ una di quelle storie che non vorremmo mai sentire, una di quelle storie veramente assurde, che culminano nel peggiore dei modi. Un ragazzo della Corea del Sud di 22 anni, padre di un bambino di 2 anni, era un giocatore incallito del noto videogioco di ruolo online League of Legends. Proprio la sua grande passione è risultata essere la sua rovina.

Il ragazzo viveva con il figlio dopo essersi separato dalla moglie per problemi di lavoro e finanziari. La ragazza, inoltre, ormai viveva nella fabbrica dove lavorava da poco, quindi il bambino era completamente sotto la custodia del 22enne, che era però troppo occupato per occuparsi di suo figlio: passava infatti intere giornate attaccato al computer, passando da League of Legends, la sua passione, ad altri titoli come Sudden Attack. Il bambino era completamente lasciato a sè stesso, se non in rare occasioni in cui il padre si distaccava dal PC per vedere se era tutto a posto. Il 7 marzo però il bambino è morto, e il padre, disperato, ha meditato su cosa fare, fino a cercare di gettare nell’immondizia il corpo del piccolo, quando poi è stato scoperto. La cosa ancor più sconvolgente è che il 22enne, nonostante fosse a conoscenza dell’accaduto, ha continuato imperterrito a giocare online per altri 4 giorni, prima di confessare il tutto dopo essere stato scoperto.

Una notizia che lascia semplicemente a bocca aperta. Non esistono neanche le parole per giustificare ciò che è accaduto. Un fatto di cui non vorremmo mai più sentir parlare.

Fonte: Multiplayer.it



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.