Il futuro di Kratos, tra certezze, rivelazioni e ipotesi | Speciale

Di Andrea "Geo" Peroni
28 aprile 2018

ATTENZIONE: IL SEGUENTE ARTICOLO CONTIENE SPOILER SUGLI AVVENIMENTI DI GOD OF WAR, IL GIOCO USCITO LO SCORSO 20 APRILE IN ESCLUSIVA PLAYSTATION 4. SE NON VOLETE ESSERE RISUCCHIATI NEL VORTICE DI INFORMAZIONI CHE SEGUE, VI CONSIGLIAMO DI TERMINARE LA LETTURA E TORNARE QUI UNA VOLTA ARRIVATI ALLA CONCLUSIONE DEL GIOCO.

Dopo parecchie ore di gioco rispetto a quanto ero abituato sui vecchi titoli della serie, ho nei giorni scorsi finalmente portato a termine God of War, il nuovo capolavoro (perché di capolavoro si parla, e vi spiegherò il perché nella recensione tra qualche giorno) di Sony Santa Monica e imponente esclusiva PS4, che non fa altro che confermare la posizione di predominio della console giapponese in questo momento dell’ottava generazione. Oggi però non ci soffermeremo sugli oggettivi immensi pregi del gioco creato da Cory Barlog, quanto invece su ciò che ha riservato l’incredibile finale di God of War, che apre la mente alle speculazioni e ai sogni verso il futuro della serie.

DA QUI IN POI SEGUIRANNO SPOILER SUL FINALE DI GOD OF WAR.

A seguito della battaglia contro Baldur, al termine della quale Kratos deciderà di porre fine alla vita del figlio di Odino per salvare la vita di Freya, lo spartano e Atreus partono finalmente per Jotunheim, l’agognata meta del loro lungo viaggio. La madre defunta di Atreus, infatti, voleva che i due spargessero le sue ceneri  proprio nella desolata terra dei Giganti, in modo tale da conoscere la sua storia e scoprire quella che si rivela essere la clamorosa identità di Atreus, legata ora incredibilmente alla mitologia nordica rivisitata da Santa Monica.

Giunti a Jotunheim grazie al Bifrost, Kratos e Atreus si dirigono verso la vetta più alta del reame e di tutti i Nove Regni, la quale si trova a seguito di un tempio dei giganti ormai scomparsi. Gli Jotun, come scopriamo e apprendiamo più volte nel corso del gioco, erano un tempo tanti e amavano essere presenti anche a Midgard, questo prima che le cose precipitassero a causa del Padre di Tutti, Odino, che li costrinse a tornare a Jotunheim e a restarci, aiutati anche da Tyr che chiuse l’accesso al loro mondo per evitare pericolose ripercussioni. Solo Kratos e Atreus, una volta raggiunte le camere segrete del Bifrost, sono riusciti a riaprire il passaggio per Jotunheim dopo secoli, e già questo potrebbe riservare grosse sorprese in futuro. Ma la sorpresa più grande arriva dal tempio in roccia che visitiamo poco prima di spargere le ceneri della madre di Atreus.

Sui muri del tempio sono infatti riportate cronache, disegni di una storia che doveva accadere ancor prima di essere raccontata, e tra i protagonisti di questa storia ci sono proprio Kratos e Atreus. I due scoprono che la madre nascondeva un incredibile segreto: la donna viene raffigurata, insieme all’ascia Leviatano (ricordiamo che Brok e Sindri crearono quell’ascia per la madre di Atreus, prima di essere lasciata in eredità a Kratos), mentre discute con i giganti di Jotunheim, della sua stessa razza. La donna, dunque, era una Jotun, che però viveva a Midgard, forse per preparare qualcosa di molto più grande.

A seguito di questa immagine, Kratos e Atreus scorrono i bassorilievi che si trovano sul muro, che mostrano incredibilmente tutta la storia che abbiamo da poco concluso. Kratos e Atreus che lottano con Baldur, il loro incontro con Jǫrmungandr su Midgard, e in una di queste scene si trova anche, scritto nella lingua degli Jotun, il nome che scopriamo la madre di Atreus voleva assegnare al figlio. I due ebbero, immaginiamo, una discussione su come chiamare il neonato: Kratos era intenzionato a chiamarlo Atreus, come un grande guerriero spartano che lui stesso conobbe e del quale conosciamo la storia pochi istanti dopo la sequenza conclusiva su Jotunheim, raccontata dal Fantasma di Sparta; la madre, invece, della quale ancora non conosciamo l’identità, aveva in mente un altro nome poi scartato, ma che gli Jotun hanno utilizzato su questo, chiamiamolo, muro della profezia: Loki.

Si tratta di una rivelazione davvero clamorosa, che getta una serie di speculazioni e ipotesi sul futuro di God of War. Loki, nella mitologia norrena, è una figura importantissima per non dire fondamentale in alcune delle storie delle epopee nordiche, tra le quali troviamo il famoso Ragnarok, l’equivalente dell’Apocalisse che tutti noi conosciamo. Entrato in contatto in più occasioni con Odino, Thor e molte altre figure mitologiche, Loki è il Dio degli Inganni ed è dotato di una grandissima astuzia, il che lo porta spesso ad avere un ruolo particolarmente ambiguo nelle grandi storie degli dèi di Asgard e dei Nove Regni. In alcuni casi, infatti, si rivela essere quasi un salvatore per gli dèi che si trovano nei guai, mentre in altri è il fautore di grandi disgrazie. Su tutte, spicca naturalmente il Ragnarok, che aiuterà a scatenare e che lo vedrà protagonista di tremende battaglie, come quella contro Heimdall che lo porterà alla morte.

Proprio poco dopo la grande rivelazione, veniamo a conoscenza da Mimir che il Ragnarok si è avvicinato notevolmente. La morte di Baldur, le azioni di Kratos e Atreus/Loki e i cambiamenti nella profezia sull’apocalisse degli dèi hanno infatti accelerato notevolmente il processo, tanto che, stando a quanto afferma la testa del saggio gigante, il Ragnarok arriverà dopo tre inverni invece dei 100 che erano stati profetizzati. Difatti, come vediamo nell’epilogo conclusivo della storia di God of War ambientato tre anni dopo, i due protagonisti dovranno vedersela direttamente con i pezzi grossi per l’arrivo del Ragnarok, con la discesa in campo di Thor armato del suo mitico martello Mjolnir. È interessante notare una certa correlazione tra le vicende di Atreus viste nel gioco, e quelle che portarono Loki, stando alle cronache norrene, a scatenare il Ragnarok. La morte di Baldur, provocata da Loki stesso, metterà in moto una serie di eventi che poi porteranno all’apocalisse, e anche in God of War sembra che le cose andranno così. “Ci sono conseguenze se uccidi un dio”, dice Kratos al ragazzo dopo la morte di Modi, figlio di Thor, e infatti il Ragnarok si è avvicinato notevolmente. La guerra finale del Nord sta arrivando.

La figura di Loki che vedremo in God of War sarà per forza di cose differente da quella che conosciamo nella mitologia. Sony Santa Monica ha voluto dare un forte segnale ai suoi fan e condurli verso il Ragnarok grazie ad una figura ben conosciuta, fornendo uno spunto per il futuro molto interessante e tirando in ballo riferimenti evidenti alle antiche storie, ma Loki è qualcosa di (quasi) completamente nuovo rispetto all’ispirazione originale. Nella mitologia norrena, Loki è infatti ad esempio responsabile della creazione di Jǫrmungandr, il Serpente del Mondo, che verrà “partorito” direttamente dal Dio degli Inganni (è una figura particolare nel pantheon nordico, quasi un essere asessuato), e anche di quella di Fenrir, che sarà il responsabile della morte di Odino nel Ragnarok. Improbabile, per non dire impossibile, che vedremo accadere una sorta di generazione di Fenrir da Atreus, considerando inoltre che il Serpente del Mondo è già presente nel gioco, così come Hel, sovrana di Helheim, un’altra dei “figli” di Loki nella mitologia.

kratos god of war ps4

A proposito di Odino, questo potrebbe essere la figura scatenante di quella che poi diventerà l’apocalisse, se Cory Barlog e i suoi si manterranno abbastanza fedeli alla storia classica. La morte di Baldur provocò nel Padre di Tutti una furia vendicatrice, tanto che lo indusse ad andare contro il patto concordato con Loki (che in passato aveva collaborato con Odino in più occasioni) e a legarlo agli scogli, mentre un serpente dal veleno corrosivo gli scioglieva la faccia molto lentamente. Andrà così anche nel prossimo, inevitabile capitolo della serie? Un ulteriore indizio su questo andamento della storia lo abbiamo da una sequenza “segreta” del bassorilievo, che Atreus/Loki non vede a differenza del padre. Kratos vede infatti quella che sembra essere l’ultima parte della storia dei due, con Loki in ginocchio e attaccato da un serpente mentre Kratos giace a terra apparentemente morto.

Per il momento abbiamo solamente voluto analizzare i dettagli che Barlog e Sony Santa Monica ci hanno lasciato sul futuro della serie, che nel prosieguo della storia ci ha deliziato con numerosi riferimenti ad altre mitologie come quella egizia, che aprono spiragli a possibili grosse sorprese in futuro. Il prossimo gioco, che potremmo ipotizzare arriverà nel 2021 (esattamente tre anni dopo questo gioco, così come sono tre gli inverni che separano Kratos e Atreus dal Ragnarok), potrebbe già rappresentare la resa dei conti finale con gli dèi di Asgard e l’apertura verso nuovi lidi, ma le conseguenze di questo potrebbero essere critiche e inaspettate. Kratos si sacrificherà per permettere al figlio di continuare a vivere? God of War: Ragnarok (fico se questo fosse il titolo, vero?) vedrà l’ascesa di Atreus/Loki verso la sua nuova posizione di ammazza-dèi ereditata dal padre? Oppure non abbiamo capito assolutamente nulla e le storie da raccontare sono ben altre, prima di arrivare all’apocalisse? Solo il tempo ce lo dirà.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.