[Games Week 2015] Die Young – Intervista agli sviluppatori

Di Andrea "Geo" Peroni
23 ottobre 2015

Uno dei titoli indie più interessanti presenti al Milan Games Week 2015 è stato sicuramente Die Young, survival horror open world sviluppato da IndieGala e che dovrebbe uscire probabilmente nel 2016. Abbiamo parlato con Iacoco Antonelli, 3D artist del gioco, che ci ha parlato del mondo degli indie in generale e di Die Young.

D: Ci sono tanti videogiochi indie, soprattutto survival horror come questo, che arrivano alla versione pre-alpha (pubblicata magari su Steam Greenlight) e che poi non vengono terminati. Cosa ne pensate?

R: No, dal nostro punto di vista, se abbiamo iniziato a creare questo videogioco e abbiamo deciso di metterlo in early access, state sicuri che il gioco si farà. Lo sviluppo sarà lungo, così come l’attesa, ma non vogliamo finire come moltissimi altri indie il cui sviluppo è iniziato e mai finito.

D: Cosa spinge un ragazzo a comprare gli indie piuttosto che un AAA?

R: Io sono un grande appassionato di indie, probabilmente per il fatto che l’indie può osare molto di più, può creare un’idea originale e riuscire a portarla avanti senza che ci siano interruzioni o limitazioni da qualcuno che guarda maggiormente al profitto.

D: L’obiettivo di uno sviluppatore indipendente qual’è? Riuscire un giorno a lavorare per una grande azienda, come Ubisoft o Activision?

R: Non penso che esistano persone che vogliono rimanere per sempre nella dimensione indie. L’obiettivo di uno sviluppatore è sicuramente quello di, un giorno, lavorare per Ubisoft, EA, Activision, e così via. Non è però detto che sia una scelta definitiva, questo perchè il concetto di lavoro all’interno di una SH indipendente è molto diverso da quello di una grande SH, che vuole avere meno rischi e più profitto. Così facendo, si rischia di essere troppo limitati e di perdere quella passione che avevi durante un lavoro indipendente.

D: Gli indie nel nostro Paese sono sempre visti con molto scetticismo, specialmente dalla maggioranza del pubblico. Come mai?

R: Purtroppo, credo che l’Italia sia un Paese che vuole il gioco mainstream. E’ difficile essere presi sul serio, nonostante molti indie che vengono prodotti qui siano di ottima fattura. Come ho detto, però, il giocatore italiano medio è più attratto verso un Assassin’s Creed: Syndicate o un FIFA 16 piuttosto che verso un Die Young o un Bloodstorm (un’altra produzione di IndieGala, ndr).

D: Dicci qualcosa in più sul videogioco.

R: Die Young è un gioco open world, nel quale una ragazza si ritrova su un’isola e dovrà esplorarla e scoprire come fuggire dall’isola. Ci saranno elementi di parkour (stile Mirror’s Edge) e allo stesso tempo elementi di stealth, perchè l’isola è popolata da una sorta di setta stabilitasi lì e che è intenzionata ad uccidere la protagonista. Potrete seguire il filone principale della storia, oppure andare più a fondo, per scoprire più segreti sull’isola, come la vera natura della setta e il loro scopo. Speriamo di poterlo pubblicare entro il 2016, ma il lavoro è ancora lungo.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.