[Games Week 2015] Empires Apart – Intervista agli sviluppatori

Di Marco "Bounty" Di Prospero
24 ottobre 2015

Durante il primo giorno di Games Week, abbiamo avuto la possibilità di intervistare alcuni sviluppatori di titoli indie. Tra questi, abbiamo intervistato Gian Paolo Vernocchi, co-founder e creative director di Empires Apart, gioco di tipo strategico.

UAGNA: Che cosa dovrebbe spingere un ragazzo di oggi ad acquistare, ma soprattutto giocare, un gioco indie piuttosto che un mainstream?

G.V: Gli sviluppatori indie sono solitamente quelli che innovano rispetto ad uno studio grande con budget molto più elevati e che non vuole rischiare. Per questo motivo, gli studi grandi preferiscono sviluppare genere “sicuri”, come gli sparatutto o i giochi d’avventura ad esempio. Gli indie invece hanno il dovere di innovare. Noi, ad esempio stiamo ravvivando un genere morto da anni, ovvero quello degli strategici in tempo reale. In sostanza gli sviluppatori indie creano dei giochi un pò diversi , che magari il consumatore medio vede un pò più con timore. Con un minimo di ricerca è possibile trovare titoli molto validi e molto innovativi.

empires aparthUAGNA: Quindi, ricapitolando, quale è la maggior differenza tra un gioco indie e un gioco tripla A?

G.V: Innovazione, budget differente e un diverso rapporto con il consumatore, che, nel caso di un titolo indie, è diretto. Il marketing lo fanno le persone e, di conseguenza, il gioco indie viene plasmato a immagine e somiglianza della comunità

UAGNA: Che cosa spinge uno sviluppatore o designer a lavorare nel settore indie piuttosto che in grande realtà?

G.V: Quando un progetto cresce, è necessario un qualcuno che possa finanziare e occuparsi di marketing e distribuzione. Ci sono diverse mentalità; c’è chi vuole rimanere sempre indie, c’è chi vuole fare il salto di qualità. Quello che è certo però, è che chi è indie difficilmente vuole lasciare il proprio studio. L’indie apprezza la propria indipendenza ma, spesso, ha bisogno di un aiuto.

UAGNA: Il gioco (Empires Aparth), è uno strategico in tempo reale, genere molto apprezzato nel passato ma che poi è scomparso quasi del tutto. Da cosa è nata l’idea per realizzare questo gioco?

G.V: La nostra frustrazione era quella di non trovare sul mercato, giochi strategici in tempo reali moderni. Siamo tutti giocatori di Age of Empires che però ha più di 15 anni. Di conseguenza, mettere insieme un match online è praticamente un disastro. Quando ci gioco penso sempre che certe meccaniche potrebbero essere meglio. E’ un capolavoro, ma è figlio del suo tempo. Per questo abbiamo pensato che un gioco del genere in chiave moderna piacerebbe a molte persone ed è nostro dovere farlo, dato che ne abbiamo la possibilità. Empires Aparth innova e rinnova gli stessi concetti che erano presenti tempo fa. Abbiamo ad esempio un’interfaccia moderna e una grafica in 3d.

UAGNA: Sarà presente il multiplayer?

G.V: Il multiplayer c’è, anzi, il gioco al momento è basato esclusivamente sul multiplayer; il single-player, al momento, lo stiamo lasciando da parte. Non so dirti se ci sarà una campagna perchè vogliamo basarci sul multiplayer 1vs1 e 3vs3. Vogliamo fare di tutto per renderlo un gioco competitivo, e, per questo, lo stiamo bilanciando per raggiungere tale livello.

Ringraziamo Gian Paolo Vernocchi per l’intervista concessa.



Sono uno studente di economia e commercio che ama passare parte del tempo libero davanti ad una console. Considero il videogioco come una forma d'arte, in grado di trasmettere valori e emozioni, che permette di "mettere in pausa" la vita stressante di tutti i giorni. Spero di poter condividere con tutti voi questa mia passione e di farvi conoscere il mondo del gaming.