La Storia dei Videogiochi – I giochi sportivi

Di Andrea "Geo" Peroni
1 Ottobre 2014

Ed eccoci tornati con la rubrica mensile La Storia dei Videogiochi, dove ripercorriamo le tappe principali dell’evoluzione dei videogiochi, partendo sin dai primi titoli, per arrivare ai giorni nostri. Abbiamo già parlato di platform, giochi d’avventura e d’azione, FPS e, il mese scorso, dei giochi strategici. Il genere che andremo ad approfondire oggi è quello dei videogiochi sportivi, una categoria da sempre amata e diffusa, che ha permesso a molte persone non appassionate di videogame di entrare a far parte di questo mondo, grazie ad una cosa che li accomuna: l’amore per lo sport.

I GIOCHI SPORTIVI

Un videogioco sportivo è di semplice definizione: si tratta, praticamente, di un simulatore di discipline sportive, che vanno dalle più famose nel mondo, come calcio, baseball, basket e golf, a sport che, per esempio in Europa, sono meno conosciuti e seguiti, come l’hockey.

Una piccola precisazione prima di cominciare: non ci occuperemo, oggi, di titoli automobilistici, come Need for Speed o Gran Turismo. Per i videogiochi di corse, ci sarà un episodio della serie dedicato.

Tanto tempo fa…

Tennys_For_TwoForse non tutti sanno che il primissimo videogioco, o meglio gioco elettronico, sportivo risale addirittura al lontano 1958. Lo statunitense William Higinbotham creò il gioco elettronico Tennis for Two, un simpatico intrattenimento per i visitatori del suo Brookhaven National Laboratory. Il gioco, di semplicissimo funzionamento, prevedeva l’utilizzo di un computer analogico, un oscilloscopio e pochissimi altri componenti. La periferica di input per giocare era un paddle, simili a quelli utilizzati nelle sale giochi o a quelli delle console Atari di anni dopo. Era possibile utilizzare due schermi per poter giocare in 2 persone. Nel 1959 Higinbotham modificò il gioco, ampliando le possibilità e aumentando le opzioni: era possibile, ad esempio, modificare la forza di gravità, rallentare la palle oppure accelerarla.

Sebbene nel 1960 Tennis for Two venne smantellato, poichè la strumentazione serviva per altre ricerche all’interno del laboratorio, il gioco si può considerare come il primissimo esempio di videogame sportivo, all’interno del quale due utenti potevano sfidarsi in quella che era una simulazione di una partita di tennis. Dato il suo scopo e il suo bacino di utenza, però, il gioco ovviamente non ebbe una diffusione nel mondo, ma restò confinato nei laboratori del BNL. Per il primo vero successo videoludico mondiale dobbiamo aspettare fino al 1972, quando uscì…

PONG

PongEbbene si ragazzi, parliamo di uno dei videogiochi più famosi della storia, un nome che verrà ricordato alla pari di titoli come Super Mario. Pong venne sviluppato da Atari, ed era di una semplicità quasi imbarazzante: lo schermo è completamente nero, e su di esso si sfidano due barrette bianche che possono muoversi in alto o in basso, con lo scopo di colpire la pallina bianca; se la pallina oltrepasserà una delle due barrette, verrà assegnato un punto all’utente avversario. Il gioco era utilizzabile anche in due, e non solamente nelle sale giochi, ma anche nelle proprie case, grazie ad una sorta di primitiva console da attaccare al televisore. Pong fu anche uno dei primissimi giochi coin-up, ovvero quelli funzionanti a monete come poi divennero la norma nelle sale giochi.

Occorre fare una precisazione. pong venne ideato da Nolan Bushnell (che poi diventerà il fondatore di Atari) nel 1972, ma esattamente un anno prima il mercato mondiale vide l’arrivo della prima console della storia, la Magnavox Odyssey, sulla quale era possibile giocare all’antenato di Pong. Non sappiamo se Bushnell avesse preso l’idea di Pong dalla Odyssey, i progetti probabilmente sono andati avanti parallelamente, ma resta il fatto che questa prima console potrebbe aver influenzato la nascita del videogioco. In ogni caso, se non avete mai sentito parlare di Magnavox Odyssey siete scusati: la console non ebbe successo, e le piattaforme successive già previste vennero cancellate.

Calcio, che passione!

nasl-soccerLo sport più famoso al mondo ha avuto, nel 1980, la sua prima trasposizione videoludica. Ben prima del dominio assoluto di FIFA e Pro Evolution Soccer, venne pubblicato NASL Soccer, titolo sviluppato da Kevin Miller e pubblicato dalla Mattel per Intellivision. Tipicamente presente nelle sale giochi, il titolo prevedeva la modalità a due giocatori, ognuno dei quali comandava una squadra. Il gioco era già abbastanza avanzato per l’epoca: si poteva comandare direttamente il portiere per farlo andare in una determinata posizione, oltre ovviamente a poter guidare tutti gli altri giocatori. Le limitazioni dell’epoca, comunque, si facevano sentire: sullo schermo era possibile visualizzare al massimo 6 dei 22 in campo, ognuno dei quali era rappresentato tramite una sprite (cos’è una sprite? Ricordate i soldati nemici di Wolfenstein 3D? Ecco, quella è una sprite: un’immagine bidimensionale che cambia per rendere l’idea di movimento e di rotazione).

italy_90_soccerIl successo di NASL è da attribuire anche alla moltitudine di appassionati del gioco del calcio, e da lì in poi i titoli uscirono a decine. Tra i tanti videogiochi, da segnalare c’è sicuramente Soccer, pubblicato nel 1985 (in America ed Europa arrivò solo due anni dopo) su NES, che prevedeva la sola modalità Amichevole e un parco squadre ridotto (sette in totale). Il controller del NES, a causa del ridotto numero di tasti, permetteva solo due tipi di interazione tra i giocatori: il passaggio e il tiro. Tutto questo era però sufficiente a divertire e a far divertire, tanto che il gioco fu un vero e proprio successo a livello mondiale. In quegli anni, comunque, arrivarono anche titoli legati ad altri franchise calcistici: tutti voi ricorderete, ad esempio, l’anime giapponese Holly & Benji, dal quale Nintendo ricavò Tecmo Cup Football (1988): il gioco si presentava come un ibrido tra gioco sportivo e gioco di ruolo, esperimento decisamente strano e che non ebbe grande fortuna. Tra gli altri titoli da ricordare, sicuramente ci sono Italy ’90 Soccer (1988), Nintendo World Cup (1991) e Konami Hyper Soccer (1992), che segnava l’esordio di Konami nel mondo dei videogiochi di calcio.

L’evoluzione di Pong: il tennis

virtua_tennis

Nel 1984 arriva Tennis, videogioco dedicato all’omonimo sport, il quale si basa, principalmente, su una evoluzione del titolo di Bushnell, Pong. Il meccanismo, al pari della versione “da tavolo”, era decisamente semplice: due sprite rilanciano la palla verso l’avversario, oltre ad una rete più alta di quella da ping pong, con l’obiettivo di impedire al diretto concorrente di fare punto e colpire la palla. Non ci sono mai stati, nel corso della storia, titoli dedicati al tennis di rilevante importanza (citiamo International Tennis e Final Match Tennis), ma occorre spendere due parole riguardo alla serie di Virtua Tennis, pubblicata per la prima volta nel 1999. Una particolarità dell’ultimo titolo della serie, Virtua Tennis 4 (2011) è stato l’ottimo utilizzo che Sony ha riservato a PlayStation Move, la sua periferica di movimento. In effetti, il gioco del tennis si presta alla perfezione in questo genere di giochi sportivi.

America, patria del Basket

One_on_one_Erving_BirdNel 1891 il professor James Naismith, nel bel mezzo di una lezione di educazione fisica, da il via ad un nuovo sport: la pallacanestro, o basket, come viene definita in America. Nel 1946 nasce il campionato professionistico di pallacanestro più famoso del mondo, la National Basketball Association, o NBA. Dopo circa 40 anni, precisamente nel 1983, su Amiga e Atari ST viene pubblicato il primo videogioco di basket della storia, chiamato One on One: Dr. J vs. Larry Bird, sviluppato da Electronic Arts. Oltre a sfruttare la clamorosa popolarità del basket in America, il gioco, con una abile mossa di marketing, era stato intitolato e dedicato a due famosissimi giocatori dell’epoca, vale a dire Julius Erving e Larry Bird, i quali erano i due giocatori in campo nella partita. Il gioco era di stampo semplice, e non proponeva le stesse regole della pallacanestro: il campo aveva un solo canestro, e i giocatori erano 2, uno per squadra. Era possibile operare sia in attacco che in difesa, e l’unico scopo, ovviamente, era quello di arrivare a canestro.

Negli anni successivi sono stati pubblicati diversi titoli, spesso da software house diverse, il che non ha portato sempre alla creazione di prodotti di buona fattura. Da ricordare, comunque, la serie di Bandai Slam Dunk, probabilmente la più famosa fino al grandioso ritorno di Electronic Arts nel mondo del basket con NBA Live.

Baseball e golf, questi sconosciuti

Il perchè di questa mia affermazione è molto semplice: l’Europa è un continente in cui questi due sport, baseball e golf, non hanno avuto un grande successo, anche se negli ultimi anni le cose stanno cambiando. Possiamo considerare baseball e golf per l’Europa come il calcio per il Nord America, ovvero sport che fino a 20 anni fa non godevano di molti fan e che oggi invece stanno prendendo piede praticamente ovunque. Da segnalare, nel panorama videoludico mondiale, c’è Baseball, videogioco del 1983 pubblicato su NES e che includeva diverse squadre del campionato professionistico statunitense: Oakland Athletics, St. Louis Cardinals, Los Angeles Dodgers, Philadelphia Phillies, Kansas City Royals e New York Yankees. L’obiettivo era ovviamente quello del baseball reale, ovvero segnare il maggior numero di run, che indicheranno il vincitore alla fine della partita. Nel corso degli anni, la tecnica è andata sempre migliorando: con il tempo, la grafica diventa sempre più realistica, la fisica della palla è molto più curata, la IA diventa solida. Videogiochi inerenti al baseball vengono pubblicati, come per molti altri sport, annualmente da EA e 2K Games, anche se, bisogna ammetterlo, in Europa le vendite di titoli come Major League Baseball o MVP sono decisamente inferiori rispetto a quelle negli USA.

tiger-woods-pga-tour

Un discorso leggermente diverso si può fare per quanto riguarda il golf. L’esordio videoludico di questo sport avviene nel 1984, quando, sempre su NES, esce Golf (come potete vedere, gli sviluppatori avevano molta fantasia nell’assegnare un nome ai giochi sportivi in quell’epoca…). Godendo di particolare popolarità per la facilità di programmazione, il genere del golf ha avuto molti titoli dedicati, senza avere comunque una continuità. Esistono però due serie di videogiochi dedicati al golf che, ormai, hanno fatto la storia di questo genere. La prima è la serie Tiger Woods PGA Tour, iniziata nel 1998 e diventata successivamente un appuntamento annuale, che continua con successo ancora oggi.

Everybodys_Golf_6_coverLa seconda serie è forse la più celebre, godendo di un successo strabiliante in Giappone e di un buon riscontro di critica e fan in America ed Europa. Parliamo di Everybody’s Golf, esclusiva Sony che dal 1997, anno della prima pubblicazione, ha sempre affascinato i videogiocatori. Numerose sono stati i titoli, circa 15: non conosciamo il numero preciso poichè alcuni di essi sono stati pubblicati esclusivamente per il mercato giapponese. L’ultima interazione della serie è avvenuta su PlayStation Vita nel 2012, con Everybody’s Golf 6, che ha confermato il successo dei suoi predecessori.

L’eclettico Mario

Se parliamo di videogiochi sportivi, non è possibile non soffermarsi su Mario, protagonista, in molte occasioni, di titoli dedicati a lui e ai personaggi del suo universo, intenti a praticare alcuni sport. Il primo esperimento di questo tipo fu Golf, del quale abbiamo appena parlato, anche se la presenza di Mario non è neanche mai stata confermata ufficialmente. Da quel momento in poi, comunque, l’idraulico italiano è stato uno degli sportivi più attivi di sempre, tra golf, calcio, tennis, e molto altro. Dopo un cameo in Tennis (1984), dove interpretava l’arbitro, Mario e la sua congrega diventano protagonisti di molti titoli, tra i quali vanno citati sicuramente Mario’s Tennis (1995), Mario Golf (1999), Mario Golf: Toadstool Tour (2002), Mario Power Tennis (2004), Mario Superstar Baseball (2005) e, ovviamente, i due videogiochi che lo introducono negli sport più popolari, ovvero Mario Smash Football e Mario Slam Basketball, pubblicati rispettivamente su Nintendo Gamecube e Nintendo DS.

Mario-Tennis-Open

Una tradizione, quella di Mario, che non si è fermata e che non accenna a farlo. Anche con Wii e WiiU, Nintendo sta proponendo l’eclettico idraulico in tutte le salse possibili, basti pensare a Mario Sport Mix, Mario Tennis Open e Mario Golf: World Tour. E si tratta di una formula che funziona: il personaggio, e tutti i suoi compagni sono molto popolari; il videogioco è sempre caratterizzato da gameplay divertente e da colori che rimandano ai grandi classici, amati da tutti.

Tony Hawk e lo skateboard

Tony_Hawk's_Underground_PlayStation2_box_art_coverDal sodalizio di Neversoft, recentemente chiusa, e Activisio, nel 1999 nasce una serie di videogiochi sportivi dedicata al mondo dello skateboard, completamente sponsorizzata dal celebre campione Tony Hawk. La serie è ovviamente quella di Tony Hawk’s Skateboarding, che poi nel corso degli anni ha avuto 12 titoli. Nel gioco, oltre a Hawk, era possibile interpretare anche altri celebri atleti dello skateboard, come Bob Burnquist e Geoff Rowley. Scopo del gioco era gareggiare su una serie di piste per completare determinati eventi o sfide. Il gameplay non ha mai avuto molti stravolgimenti nel corso della storia della serie, ma occorre segnalare che, dal 2012 a oggi, non sono stati più pubblicati titoli riguardanti Tony Hawk, con il genere dello skateboard che è caduto per un pò nel dimenticatoio.

Il realismo, l’ultima frontiera dei giochi sportivi

Con l’avvento delle ultime generazioni di console, in particolare con la settima (PlayStation 3 e Xbox360), l’obiettivo delle grandi software house è stato quello di portare i videogiochi sportivi ad un livello più alto, quello del realismo più totale. Inutile negare, infatti, gli occhi sgranati di milioni di fan davanti al passaggio, per citarne uno, da FIFA 07 a FIFA 08: una grafica molto più pulita, movimenti dei giocatori mai visti prima, la sensazione quasi di trovarsi direttamente in campo, ad assistere alla partita in prima persona. Una sensazione che, nonostante il coinvolgimento e il divertimento, era sicuramente meno nei videogiochi precedenti, basti pensare ai movimenti sicuramente più legnosi che caratterizzavano i giochi sportivi precedenti.

Con il passare del tempo, però, la tecnologia progredisce, la tecnica si affina, e le macchine avanzate hanno potuto portare al risultato di fronte ai nostri occhi ogni giorno. E la sfida tra le grandi serie si è giocata quasi sempre, ultimamente, sul raggiungimento del massimo realismo possibile. Basti pensare alla sfida più famosa degli ultimi anno: FIFA vs. PES.

Quinta, sesta e settima generazione: la sfida tra FIFA e PES

fifa-logo

Dopo altri fortunati videogame calcistici, come Sensible Soccer (1992) e Soccer Brawl (1992), nel 1993 arriva il primo episodio di quella che è diventata una serie acclamata e idolatrata in tutto il mondo. Su SNES e Sega Mega Drive, infatti, arriva FIFA 94 (chiamato anche FIFA International Soccer): il gioco proponeva 4 modalità di gioco, ovvero Esibizione, Torneo, Campionato e Playoff, ed era possibile giocare solamente in singolo. FIFA 94 fu il primo dei 41 titoli della serie di Electronic Arts, contando non solo quelli principali, ma anche quelli dedicati a particolari e importanti tornei (come la Champions League, gli Europei di calcio e i Mondiali) e gli speciali spin-off, come FIFA Street, fortunata serie che riproponeva i calciatori più famosi in una sorta di calcetto di strada completo di dribbling mozzafiato e mosse finali. Il successo di FIFA fu molto ampio, ma dovette subito fare i conti con un’altra serie diventata famosissima, di cui parleremo a breve. Una serie che, nell’era PS2-XBOX ebbe il dominio totale per qualità e contenuti: Pro Evolution Soccer.

logo_pesGli appassionati ricorderanno sicuramente che la serie PES non ebbe sin dal principio questo nome. Nel 1994 uscì infatti il primissimo titolo di questa esclusiva Konami, che si chiamava International Superstar Soccer (o ISS). Inzialmente molto simile a FIFA, il gioco si presentò nel 1997 con una rinnovata grafica 3D e movimenti completamente rivoluzionati su Nintendo 64, con ISS64. Da lì in poi, l’evoluzione di ISS fu esponenziale: nel giro di pochi anni, divenne il titolo calcistico migliore sulla piazza, tanto da prendere il monopolio totale del genere in Giappone (anche per il fatto che era sviluppato da Konami). Nel 2001 uscì il primo Pro Evolution Soccer, che si presentava con qualcosa di mai visto prima, e che affascinava i giocatori sin dalle prime battute di gioco. Konami aveva fatto centro, e i risultati non si sono fatti attendere: la sesta generazione di console è stata una benedizione per PES, che arrivò a milioni di copie vendute per ogni suo titolo, ognuno dei quali era qualitativamente molto migliore del precedente. Tutto questo fino all’avvento di PES 2008, FIFA 08 e del contemporaneo arrivo delle console di settima generazione, ovvero PlayStation 3 e Xbox 360. Konami sembrava infatti aver accusato oltremodo il passaggio alla next-gen, proponendo un titolo che non era minimamente all’altezza della controparte di EA, che, anche a livello grafico, proponeva immagini eccezionali, come se ci si trovasse di fronte ad una vera partita di calcio. Se la sesta generazione era stata vinta da PES, la settima è stata sicuramente un dominio di FIFA. Resta ora da vedere come se la caveranno i due colossi dei giochi calcistici su PS4 e Xbox One, ora che finalmente anche Konami, nel 2014, approderà sulle nuove console.

Michael Jordan, Lebron James, Dwyane Wade: l’NBA conquista i videogiochi

Dal 1998, in corrispondenza del boom di popolarità dell’NBA legato ai grandi campioni di quell’epoca, inizia la serie di EA Sports NBA Live. La fama di Michael Jordan, l’uomo simbolo di quegli anni, porta con sè una grossa fetta di ricavi per la software house, che decide di intraprendere anche la strada del basket dopo aver già pubblicato molti titoli riguardanti altri sport. Dopo una egemonia durata fino al 2005, nel 2006 cominciano i veri problemi per EA. Non avendo mai avuto alcun rivale in questo genere di videogiochi sportivi, la casa si trovava forse impreparata a quello che stava per accadere: nel 2006 esce infatti NBA 2K7, titolo di 2K Games che si è conquistato un posto d’onore tra i migliori videogiochi di basket. In un mercato come quello videoludico, la concorrenza non può che far bene: la serie NBA Live e quella NBA 2K, nel corso degli anni, sono sempre stati pubblicati periodicamente, portando ad una formula di gameplay sempre migliore. Il realismo raggiunto con gli ultimi titoli pubblicati (2013) è davvero eccellente, e ancora una volta i videogiochi sono spinti dai moderni campioni come Lebron James.

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Un genere che non morirà mai

E’ innegabile, i videogiochi sportivi non moriranno mai. Vuoi perchè sono sicuramente di più facile realizzazione di molti altri generi, vuoi per la sconfinata passione per gli sport che alberga nei cuori di molte persone, i giochi sportivi non finiranno mai nel dimenticatoio, e continueranno ad essere fonte di profitto per le software house.

Anche per oggi finisce qui la rubrica. Noi ci rivediamo ad ottobre nuovamente con la Storia dei Videogiochi!



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.