Lezioni di Storia: Grand Theft Auto – Parte II

gta san andreas
Di Andrea "Geo" Peroni
10 agosto 2016

Nella prima parte del nostro Speciale dedicato alla storia di Grand Theft Auto, abbiamo discusso circa i primi, zoppicanti passi della serie nel mondo dei videogiochi. Passi non sempre fortunati, come dimostrano le più o meno pesanti critiche mosse in più occasioni a GTA 2 dopo un ottimo esordio con il primo capitolo e l’espansione ambientata a Londra. Per DMA Design Limited non è però il momento di farsi prendere dal panico per le critiche, in fondo un passo falso può capitare a chiunque. E un segnale di ripresa, un forte segnale, deve essere dato, sfruttando al massimo le nuove potenzialità delle console e degli hardware. Per GTA è il momento di crescere e passare alla terza dimensione.

GTA III, la consacrazione della serie

È il 2001 quando l’Europa e l’America mettono le mani su un titolo che sprizza violenza, trash e divertimento sin dalla copertina: Grand Theft Auto III. Se i primi due capitoli non avevano riscosso un successo planetario e unanime, GTA III si dimostra sin da subito come uno dei prodotti migliori di sempre, e dà il via ad una serie che ancora oggi suscita clamore e interesse in ogni parte del globo. Ambientato nella fittizia città di Liberty City, imitazione di New York già vista nel primo gioco, GTA III vi farà impersonare Claude, taciturno protagonista che si ritrova immischiato in affari di mafia e corruzione che regnano ormai sovrani a Liberty City. Proprio in GTA III faremo la conoscenza di alcuni dei più famosi personaggi della serie, come Salvatore Leone, boss della mafia di Liberty City; i Kasen, capi della Yakuza; i Forelli, altra famiglia mafiosa ormai in decadenza; Donald Love, impresario edile; e non dimentichiamoci di Catalina Vialpando, ex fidanzata di Claude che lo tradisce ad inizio del gioco provocando nel ragazzo un forte desiderio di vendetta che verrà soddisfatto solamente nel finale. L’intricata e articolata trama di GTA III tesserà la sua ragnatela in una mitologia espansa, che caratterizzerà tutta l’era PS2-Xbox, con i vari giochi successivi che vanno a comporre un quadro unico e con pochi precedenti nell’ambito videoludico.

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La città di Liberty City era davvero unica nel suo genere. Pur rimanendo, per tutta l’ambientazione, ancorati ad un paesaggio cittadino, Liberty City riesce a non risultare mai omonima e monotona, tanto che in poco tempo imparerete a memoria i quartieri e i punti di interesse più importanti delle tre isole che compongono la città. Un grosso punto debole che invece avrà GTA IV, ma ci sarà modo di riparlarne nella terza parte della nostra rubrica. Ad ogni modo, GTA III, primo titolo della serie in tre dimensioni, era semplicemente perfetto. Il giocatore aveva a disposizione un mondo nel quale poteva non solo muoversi liberamente come negli altri capitoli precedenti, ma anche svolgere attività di ogni tipo, dalle gare automobilistiche illegali fino ai lavoretti da paramedico e da poliziotto (sì, anche un poliziotto…che però viene ricercato da altri poliziotti). E in questo senso Rockstar (DMA venne, dopo il lancio, rinominata così dopo l’acquisizione da parte di Take-Two Interactive) cercò di creare un mondo che potesse offrire attività sempre diversificate anche inaspettate, come le missioni Toyz’n the Hood, dove guiderete una macchinina radiocomandata imbottita di esplosivo. GTA III, pur risultando ancora particolarmente acerbo in certe meccaniche, risultò semplicemente geniale. Da lì in poi, a parte pochi scivoloni, la serie Grand Theft Auto non fece altro che superarsi da sola, proponendo di volta in volta titoli sempre migliori. Ed è impossibile negare che tutto ciò che conosciamo oggi della serie non sia da attribuire a quei ragazzi che ci donarono, ormai 15 anni fa, la possibilità di guidare Claude a rovesciare i poteri di Liberty City.

La città del vizio

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Solo un anno dopo GTA III, Rockstar North è pronta a rilasciare il nuovo capitolo della serie. GTA IV? Un sequel diretto del terzo capitolo? Un’espansione in stile London 1969? Il discorso è più complicato di quello che si possa pensare. Grand Theft Auto: Vice City, rilasciato in diversi periodi su PS2, Xbox e PC, è un prequel di GTA III, ambientato nel medesimo universo narrativo ma con un nuovo protagonista, l’indimenticabile Tommy Vercetti. Per l’occasione, Rockstar prepara due sorprese storiche. La prima è l’ambientazione: se Liberty City, fac-simile di New York, era stato il luogo perfetto per raccontare dello scontro tra Triade, Yakuza e mafia italo-americana, Vice City è invece la città perfetta per raccontare la storia di Vercetti. Rinchiuso in prigione per 15 anni a causa di un complotto orchestrato dai suoi stessi boss, Vercetti viene inviato da Sonny Forelli al sud, proprio a Vice City (una imitazione di Miami), per espandere il suo dominio nella città del vizio nei ruggenti anni ’80. Una città ancor più viva, colorata, diversificata rispetto alla protagonista di GTA III, pronta ad essere conquistata da un carismatico personaggio. Ciò che caratterizza GTA: Vice City è anche infatti il suo protagonista, l’altra grande sorpresa: Vercetti è, a differenza di Claude, un chiacchierone, un assassino provetto, un uomo che deciderà di passare sopra a qualsiasi cosa o a qualunque persona per poter mettere le sue mani sopra al trono della città, spodestando i vari “regnanti”. Emblematico, se ricorderete, è il netto passaggio di metà gioco, quando ucciderete il vostro “datore di lavoro” Ricardo Diaz e vi insedierete nella sua gigantesca e lussuosa villa, pronti a completare il piano di conquista della città e di vendetta nei confronti dei Forelli e di Lance Vance, suo compagno in affari traditore.

Continua…

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.