[Loading 2018] Code Vein e l’eredità di God Eater

Di Andrea "Geo" Peroni
8 dicembre 2017

[PREMESSA] Loading 2018 è una rubrica a cadenza giornaliera che ci accompagnerà per un numero attualmente imprecisato di appuntamenti nel mese di dicembre. Il nuovo anno è ormai alle porte, e per certi versi si preannuncia un 2018 che potrebbe risultare addirittura migliore dello scoppiettante 2017 sulla via del tramonto. Con Loading 2018 daremo uno sguardo alle novità attese per il prossimo anno, raccontando i giochi più importanti finora confermati (diciamo quindi addio, ad esempio, a un Death Stranding in questa rubrica) tra esclusive e multipiattaforma.

Abbiamo parlato, e parleremo spesso nel corso di Loading 2018, di tanti sequel attesi per il prossimo anno. Far Cry e Monster Hunter, per citare quelli già discussi nei giorni scorsi, ma la lista, come vedrete prossimamente, è molto più lunga. Eppure, di tanto in tanto, cosa non frequente oggi come lo era anni fa, nascono nuove IP. Nuove serie che partono da zero, ma che riescono in qualche modo, grazie ad una ragionata campagna promozionale, a trailer che sanno toccare le corde giuste e a immagini centellinate ma da far venire l’acquolina in bocca, a farsi attendere da molti. Uno di questi titoli arriverà proprio nel 2018, dalle sapienti mani di Bandai Namco Entertainment. Maestra nello sfruttamento in ambito videoludico della cultura popolare giapponese (e grazie, è nata lì) per esportarla con successo globalmente, per il 2018 Bandai ha trovato lo spazio tra i vari One Piece, Naruto e Dragon Ball anche per un progetto davvero curioso: Code Vein.

Il Giappone, in Code Vein, si fa sentire e vedere da subito. Dai colori, dal design e anche dal gameplay, che potrebbe avere più di una similitudine con il più grande successo Bandai degli ultimi anni, Dark Souls. Ma del resto le menti dietro al nuovo action RPG sono i dipendenti dello studio Shift, software house che sul suo ricco curriculum ha la serie God Eater. Pensate che l’impatto di God Eater fu talmente importante in terra natia che diede vita ad anime, manga e altri prodotti dedicati, risultando un’eccezione alla regola che solitamente vedeva i videogiochi come tratti da popolari fumetti. Chissà se Code Vein potrà avere il suo stesso successo e lo stesso impatto della serie che presto si arricchirà del terzo capitolo ufficiale, ma questo solo il tempo potrà dircelo. Nel frattempo, diamo uno sguardo veloce a tutto quello che sappiamo finora di questo gioco, aiutati anche dai vari trailer e video gameplay rilasciati nel corso degli ultimi mesi.

Ambientato in un futuro post-apocalittico – il perché non ci viene rivelato, almeno al momento – Code Vein presenta nel suo setting molti punti di contatto con la già più volte citata serie God Eater. I sopravvissuti al misterioso evento che ha sconvolto il mondo sono diventati dei mostri, i Corrotti, oppure personaggi che rappresentano l’unica speranza del mondo, i Redivivi. Come lo yin e lo yang, Redivivi e Corrotti si contendono il loro posto nel mondo ormai spopolato, gli uni contro gli altri, il bene contro il male. La meccanica più importante e curiosa, tra quelle mostrate finora, non è legata al combat system, che si comporrà di scontri frontali con armi da fuoco e non, ma i Blood Veil. Oggetti, questi, che vengono rilasciati dai Corrotti sconfitti, e che dovremo necessariamente utilizzare sul nostro Redivivo personale per evitare di far diventare lui stesso un Corrotto. Saranno molteplici le statistiche da tenere in considerazione, e questo ulteriore fattore della corruzione che aleggia sopra di noi come il nuvolone da impiegato di Fantozzi approfondisce ancor di più un gameplay che già di partenza ci è sembrato molto interessante.

Code Vein per il momento è solamente confermato per il 2018, su PS4, Xbox One e PC, ma manca ancora una data esatta di uscita. Poco male, perché a nostro avviso è già uno dei titoli più attesi del prossimo anno, con il suo stile tipicamente nipponico e gli inevitabili paragoni che balzano all’occhio con altre serie, su tutte God Eater degli stessi Shift e anche un pizzico delle serie From Software. Il nuovo gioco di Bandai Namco, oltreoceano, è già stato più volte definito un “anime Dark Souls”, e un motivo ci sarà…



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.