[Loading 2018] Kingdom Hearts III e la fine di una saga

Di Andrea "Geo" Peroni
13 dicembre 2017

[PREMESSA] Loading 2018 è una rubrica a cadenza giornaliera che ci accompagnerà per un numero attualmente imprecisato di appuntamenti nel mese di dicembre. Il nuovo anno è ormai alle porte, e per certi versi si preannuncia un 2018 che potrebbe risultare addirittura migliore dello scoppiettante 2017 sulla via del tramonto. Con Loading 2018 daremo uno sguardo alle novità attese per il prossimo anno, raccontando i giochi più importanti finora confermati (diciamo quindi addio, ad esempio, a un Death Stranding in questa rubrica) tra esclusive e multipiattaforma.

È con le lacrime agli occhi che scrivo questo nuovo pezzo di Loading 2018, la rubrica che vi illustra i 18 (sì, ora il numero è stato deciso, e… To’, è la stessa abbreviazione del prossimo anno!) titoli da noi scelti come i più attesi del prossimo anno. Perché sì, ci saranno pure i vari God of War, Spider-Man, Red Dead Redemption 2 e chissà quanti altri gioconi in arrivo nel 2018, ma Kingdom Hearts III riserva un posto speciale nel mio cuore. Per tre motivi: il primo è che attendo questo titolo ormai da un decennio, e che nel 2013, al momento del reveal ufficiale alle 4:00 del mattino, fui capace di svegliare tutti in casa per la felicità dopo il teaser trailer; il secondo è che si tratta della mia serie in assoluto preferita nel campo videoludico, capace di emozionarmi e sorprendermi in ogni sua forma; il terzo invece, e anche il motivo per cui le lacrime scorreranno a fiumi oggi e nel momento in cui lo terminerò, è che sarà l’addio ad una magnifica saga che mi accompagna dal lontanissimo 2002, quando scoprii il primo Kingdom Hearts su PS2 nonostante lo scetticismo iniziale.

Il terzo capitolo principale del franchise nato dalla collaborazione tra Square-Enix e Disney (collaborazione che proseguirà anche con Project Avengers di Crystal Dynamics che però al momento è senza una finestra di lancio) tirerà le fila di una trama tra le più intricate che si ricordino nel panorama generale dei videogiochi, tutto frutto di quella mente tanto geniale quanto malata di Tetsuya Nomura. Sora, Paperino e Pippo, trio delle meraviglie, dovranno chiudere i conti con Xehanort e il suo piano per conquistare il potere assoluto sul Kingdom Hearts. Per farlo, però, servirà l’aiuto di tutti i guardiani della Luce immischiati nel decennale (o forse anche più, alla luce dei fatti di Kingdom Hearts χ) del supervillain: Topolino, Riku, Kairi, Terra, Ventus, Aqua, Lea e tutti gli altri possessori del Keyblade e in grado di combattere per mantenere la pace in tutti i mondi.

Anche l’ultimo trailer, rilasciato alla D23 Expo di luglio, ha messo in mostra un comparto tecnico e artistico di livello eccezionale, tanto da spingere i creatori di Toy Story, l’ultimo mondo annunciato in ordine cronologico, a dirsi esterrefatti dalla perfezione artistica del gioco, che supera senza problemi il film Pixar per livello di dettaglio. La serie non ha mai particolarmente brillato sotto questo aspetto, ma l’utilizzo dell’Unreal Engine 4 e i potenti hardware a disposizione di Nomura, certamente più performanti di Nintendo 3DS, PSP e DS, stanno compiendo un piccolo miracolo per tutti gli amanti del brand, con tanto di conseguenti ritardi dovuti ad animazioni ricostruite da capo, modelli poligonali perfezionati al limite della sopportazione umana e continui stravolgimenti dovute alle manie del creatore di Sora. Ci sono poi tutta una nuova serie di abilità per il protagonista e il suo Keyblade, che sarà capace di trasformarsi in uno scudo, in un’arma a distanza e in chissà cos’altro, un’altra gigantesca mole di lavoro per un team che vuole dimostrare di aver raggiunto la maturità della serie e confezionare il miglior prodotto legato a Kingdom Hearts mai visto prima.

Il ritorno di ambientazioni apprezzate (come il Monte Olimpo) e il debutto di nuovi mondi (come quello ispirato a Rapunzel) sembra il mix scelto da Nomura per dare vita al suo nuovo capolavoro. Quello che ovviamente speriamo sia un capolavoro, intendiamoci. Perché che Kingdom Hearts III sia un titolo da ricordare in eterno è un dovere civico e morale per Square-Enix, verso i suoi fan, verso il mondo dei videogiochi e verso questo spesso bistrattato ma allo stesso tempo incredibile franchise.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.