[Loading 2018] Shadow of the Colossus e il ritorno su PS4

Di Andrea "Geo" Peroni
4 dicembre 2017

[PREMESSA] Parte oggi quella che ho voluto battezzare Loading 2018, una rubrica a cadenza giornaliera che ci accompagnerà per un numero attualmente imprecisato di appuntamenti nel mese di dicembre. Il nuovo anno è ormai alle porte, e per certi versi si preannuncia un 2018 che potrebbe risultare addirittura migliore dello scoppiettante 2017 sulla via del tramonto. Con Loading 2018 daremo uno sguardo alle novità attese per il prossimo anno, raccontando i giochi più importanti finora confermati (diciamo quindi addio, ad esempio, a un Death Stranding in questa rubrica) tra esclusive e multipiattaforma.

Era una calda notte di giugno quando, durante il consueto showcase all’E3 2017, Sony annunciava il ritorno in grande stile di un videogioco rimasto nella storia di PlayStation 2. Ad opera di Bluepoint Games, studio indipendente fortemente legato al colosso giapponese e specializzato in porting, remastered e remake, il capolavoro forse più incisivo tra quelli partoriti dalla mente di Fumito Ueda, Shadow of the Colossus, tornerà in una versione tutta nuova tra poco più di due mesi. Un’operazione importante, differente e molto più profonda della rimasterizzazione già operata nel 2011 dagli stessi Bluepoint, quando su PS3 portarono Ico e il suo successore spirituale. Un’operazione che sancirà la nascita di una nuova, ennesima e certamente incisiva esclusiva per l’ammiraglia di casa Sony.

Ancora oggi, a 12 anni dall’uscita dell’originale Shadow of the Colossus, il gioco di Fumito Ueda è fonte di riflessione e ispirazione per la poetica e profonda esperienza che rappresenta, e i cui omaggi si possono riscontrare anche in opere recenti come Oure. Già rimasto ammaliato, e a tratti spaesato, da quello che risultò essere Ico nel 2001, il pubblico fu rapito dallo splendore artistico dei Colossi immaginati da Ueda e dalla paurosa apparente inefficacia che noi, il protagonista delle vicende, quel Wander che in sella al suo destriero percorre infinite lande deserte, sembravamo avere nei confronti di questi giganteschi mostri dominatori. I punti di contatto con la prima grande prova di Ueda erano e saranno molti, ma solamente concettuali, artistici. Shadow of the Colossus manteneva la sua forte personalità e identità, contrapponendo i chiusi e claustrofobici luoghi di Ico agli sconfinati scenari del mondo abitato dai Colossi, segno dell’impotenza totale verso questi mostri mitologici.

Etichettare questo gioco in un singolo genere è un’impresa complicata. È un puzzle game, è anche un videogioco d’avventura, ma tutto ciò rimane molto particolare nel suo insieme. Non vi sono dungeon, non vi sono NPC, non c’è apparentemente una storia da seguire o un compito ben preciso oltre a quello di trovare tutti i 16 Colossi e distruggerli. Il mistero continua ad aleggiare sulla testa di Wander, ragazzo tanto enigmatico quanto la storia e il mondo che lo circondano, che spesso lasciano al giocatore la libertà di riflettere a fondo sugli avvenimenti poco chiari cercando risposte che non arrivano da sole. Un’esperienza profonda, personale, che varia da giocatore a giocatore, proprio come i giganteschi bestioni che abitano la terra di Shadow of the Colossus. Ognuna di esse ha la sua conformazione, i suoi punti deboli, il suo ruolo all’interno della mitologia di questo silenzioso mondo. Ognuna di esse è un capolavoro di design che fatica, per stessa ammissione di volti noti del panorama videoludico, a trovare eguali ancora oggi. Lo sfrenato potere di Fumito Ueda raggiunge certamente l’apice della sua potenza in Shadow of the Colossus, spirito che speriamo di rivedere anche nella futura opera del maestro dopo la non certamente perfetta prova di The Last Guardian.

Il 6 febbraio 2018 Shadow of the Colossus si farà riabbracciare su PS4 in una versione tutta nuova, con un comparto tecnico ricostruito da zero e una, fortunatamente, nuova configurazione dei comandi, meglio adattata alla contemporaneità. Ma lo spirito dei Colossi, di Wander, del desolante e taciturno mondo dei giganti di pietra, doveva restare e rimarrà completamente immutato. Splendidamente reso in chiave moderna, speriamo, dai ragazzi di Bluepoint.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.