Mass Effect: Andromeda – Working Review: Giudizio Finale

Di Luca "Beard" Porro
26 marzo 2017

Come detto nella prima parte della recensione di Mass Effect: Andromeda, eccoci qua per il giudizio finale sul gioco. Abbiamo analizzato a fondo trama e multiplayer e siamo pronti a dirvi come la pensiamo in conclusione sul titolo BioWare.

Versione Testata: PlayStation 4

LA PRIMA IMPRESSIONE È QUELLA CHE CONTA……O FORSE NO

Come spiegato nella prima parte, il gioco ha dei seri problemi nel comparto animazioni e nel doppiaggio, e questi ultimi possono seriamente compromettere l’esperienza di alcuni giocatori. Se ai problemi si somma una lentezza iniziale della trama, e la sua non incredibile originalità, capite che davvero la prima impressione sul titolo può essere fuorviante.

Ma Andromeda ha tanto da raccontare, e lo fa con un incedere da diesel; si prende il suo tempo, scuote il giocatore con animazioni folli e doppiaggi “non-sense“, per poi ammaliarlo con ambienti fantastici, un’esplorazione immensa e un parco missioni secondarie molto nutrito e ben caratterizzato.

Prima di passare però, ad analizzare quelli che sono gli ultimi aspetti che ci eravamo tenuti indietro nella prima parte, vi ricordiamo che, come detto proprio in quest’ultima, Andromeda offre il gameplay migliore della saga, con una profondità ed un gunplay solidi, aiutati dall’introduzione del jetpack.

L’Arca Hyperion

E SE GLI ALIENI FOSSIMO NOI?

Il primo dei due punti che abbiamo tenuto in sospeso era il comparto narrativo. Partendo da una lentezza di base che obbiettivamente può indisporre il giocatore, Andromeda verso la metà del gioco spicca il volo, abbraccia il suo essere, i suoi toni non solenni e come in un flusso di coscienza ti immerge nel suo racconto. Non importa se la storia non è delle più originali, la trama di Andromeda è capace di affascinare e trasportare proprio perché ha due anime: una più scanzonata che si rifà ai momenti epici vissuti nelle saghe di Star Wars o di Star Trek, ed un’anima più profonda più cupa, intrisa di paure e sogni che l’umanità ha sempre mostrato.

La paura di una società dominata dalle I.A., dai robot, i sogni dei viaggi intergalattici, la paura degli intrusi e via dicendo, sono tutti temi presenti in Andromeda. Ma per scoprirli, bisogna dare tempo al gioco, bisogna saperlo aspettare; è quasi come se il gioco stesso fosse consapevole dei suoi limiti e ricompensasse chi con pazienza supera la prima parte, con una seconda davvero intensa ed intrigante. D’altronde l’uomo ha sempre rappresentato in ogni forma (cinema, videogiochi, ecc) la sua paura degli alieni che arrivano e colonizzano la Terra, Andromeda capovolge questa paura e mette l’umanità al posto degli alieni, rappresentando quello che vuol dire entrare in una nuova galassia e cercare un nuovo habitat per la specie umana.

Inoltre il sistema di scelte morali, ampiamente migliorato rispetto al passato, aumenta la sensazione di immersione del giocatore, ed assieme ad un comparto missioni secondarie davvero nutrito aumenta l’impressione di un universo vivo che risponde e reagisce alle scelte del protagonista.

È quasi come se il gioco stesso fosse consapevole dei suoi limiti e ricompensasse chi con pazienza supera la prima parte

Non è tutto oro ciò che luccica

MAI METTERE QUATTRO KROGAN NELLA STESSA SQUADRA

Il secondo ed ultimo punto che ci eravamo lasciati indietro era il comparto multiplayer. La componente online si divide in due parti: il multigiocatore co-op nudo e crudo che non ha influenze sul single player, e le missioni APEX ovvero delle speciali missioni giornaliere giocabili anche in multiplayer co-op all’interno del single player. Queste ultime se completate, permettono al giocatore di ricevere risorse utili nell’avventura principale; ma nella struttura delle missioni rispecchiano i modelli trovabili all’interno del multigiocatore vero e proprio.

Il multiplayer di Andromeda risulta solido, sia nella stabilità della maggior parte delle partite sia nel bilanciamento, con missioni tarate sul livello del personaggio che spingono i giocatori alla cooperazione ed al gioco di squadra più che allo stile “John Rambo“. La possibilità di giocare con personaggi diversi (Umani, Krogan, Asari, ecc) con varie tipologie di abilità  per ciascuno di essi, permette anche qui una profondità di strategia ottima ai fini del gioco di squadra. Infine il comparto armi, armature e mod, rispecchia quello trovabile nel single player permettendo varie tipologie di approcci in base alla propria preferenza in tema di bocche da fuoco.

Il nostro percorso per arrivare alla recensione completa di Mass Effect: Andromeda è terminato, rimanete sulle nostre pagine in questi giorni per leggerla.



Sono un neolaureato in scienze politiche e delle relazioni internazionali con la passione per i videogiochi fin da piccolo. Ho sempre cercato di coltivare la mia passione cercando di rendere gli altri partecipi delle sensazioni che provavo. Ogni piattaforma su cui ho giocato dal 1998 ad oggi ha contribuito alla mia formazione, e ha lasciato nella mia mente ricordi di emozioni donati da capolavori come Monkey island, Legacy of Kain, Suikoden 2 e Final Fantasy IX.