Nuovo caso di Swatting in Inghilterra, due gamer rischiano 20 anni di carcere

Di Andrea "Geo" Peroni
12 aprile 2017

Ci risiamo. Il pericoloso fenomeno dello Swatting è tornato a far parlare oggi di sé, quando l’Independent ha pubblicato una notizia riguardante due giovani videogiocatori britannici che, evidentemente presi all’inverosimile dalla foga del momento, hanno deciso di combattere a colpi di chiamate telefoniche alla squadra SWAT.

Lo Swatting, del quale vi abbiamo già parlato in altre occasioni, consiste nel telefonare anonimamente alla polizia o ad altre forze dell’ordine e costringerle ad un pronto intervento per bloccare pericolosi malviventi. O, come in questo caso, giocatori rivali. Robert McDaid e Zachary Lee sono infatti gli imputati di un caso giudiziario legato ad un caso di swatting e risalente al febbraio 2015, quando telefonarono alla polizia fingendosi il gamer americnao Tyran Dodds. Il malcapitato Dodds era stato fatto passare come un pericoloso criminale pronto a compiere una strage con armi ed esplosivi, e questo ha spinto le squadre speciali ad intervenire prima ovviamente di capire cosa stesse succedendo.

L’accusa è quella di procurato allarme, e l’accusa è pronta a chiedere, oltre al risarcimento per il pronto intervento, anche 20 anni di carcere per i due giovani. Lo stesso Dodds, parlando ad ABC7, ha chiesto una pena formale e ha anche redarguito la polizia per non aver verificato la veridicità della telefonata prima di decidere di intervenire.

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