Crytek sempre più in crisi, cinque studi chiusi

crytek
Di Andrea "Geo" Peroni
20 dicembre 2016

Tempi duri, molto duri per Crytek. La software house dietro a Crysis e al recente Robinson: The Journey per PS VR è infatti da diverse settimane al centro di pesanti critiche da parte dei suoi stessi dipendenti per il ritardo nei pagamenti, o in alcuni casi per la mancanza totale di pagamenti. Oggi è arrivata una triste notizia che sembra confermare il delicatissimo momento di Crytek (per il momento la SH non si è ancora pronunciata sulle diatribe legali e i problemi con gli stipendi): la società ha chiuso la bellezza di cinque divisioni su sette.

Crytek nel corso degli ultimi anni si è espansa con più studi sparpagliati in più parti del mondo. Dopo la decisione di oggi però solo gli studi di Francoforte e Kiev resteranno operativi. Le divisioni in Ungheria, Turchia, Cina, Sud Corea e Bulgaria chiudono infatti i battenti, forse per sempre.

La società ha voluto specificare che la decisione è stata presa per poter continuare a lavorare saldamente sulle proprie IP e a migliorare i propri punti di forza. Non è escluso che Crytek possa decidere di tornare a lavorare, quindi, sul suo franchise di punta, Crysis, magari con un quarto capitolo. Lo studio di Kiev, invece, continuerà ad occuparsi di Warface, F2P uscito nell’ottobre del 2013.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.