GameStop sempre più nei guai, il Circle of Life è realtà anche in Italia

Di Andrea "Geo" Peroni
6 febbraio 2017

La scorsa settimana, come sicuramente avrete letto se ci seguite assiduamente, è letteralmente scoppiato il caso Gamestop. La catena di videogiochi più famosa al mondo è stata infatti al centro di un clamoroso scandalo fatto scoppiare da un dipendente che ha deciso di parlare del cosiddetto Circle of Life. Non stiamo a spiegarvi nel dettaglio il significato di questa pratica messa in piedi da Gamestop (potete trovare tutti i dettagli qui), ma possiamo riassumerla così in poche parole: il venditore, a costo anche di mentire al proprio cliente, deve riuscire a vendere una grossa percentuale di videogiochi usati, in modo da aumentare il profitto della catena. Riassunto così può sembrare un discorso semplice, ma in realtà dietro ci sono tante altre piccole sfumature legate al marketing e a politiche aziendali, ed è per questo che vi invitiamo nuovamente a farvi un’idea, se non avete già letto niente, nell’articolo che trovate di seguito.

GameStop può mentirvi, la testimonianza di un ex dipendente lo dimostra

Bollate come false dopo poche ore da parte dei dirigenti interessati, queste dichiarazioni sono state seguite nei giorni scorsi da tante altre testimonianze di dipendendi ed ex dipendenti che hanno deciso di venire allo scoperto. Una bella gatta da pelare per l’azienda, già in guai finanziari dopo i preoccupanti dati degli ultimi mesi, ed ecco che oggi anche dalla divisione italiana non arrivano buone notizie. Altri dipendenti, operanti nel nostro Paese, si sono infatti espressi sul Circle of Life, o GamestopGate, confermando al 100% tutto quello che i colleghi esteri hanno espresso nelle giornate precedenti. Il sito multiplayer.it ha infatti raccolto alcune delle testimonianze che tali persone hanno voluto condividere con la comunità, ed ecco che ve le riportiamo di seguito.

Dichiarazione 1

Non ho mai sentito parlare di Circle of life. Però è vero, danno percentuali assurde di usato rispetto al nuovo. Ti fanno capire che vendere nuovo è dannoso e rompono assai le palle su queste percentuali. Fanno anche pressioni della serie ‘ti chiudo il negozio’ ‘ti trasferisco’ ecc ecc. È capitato che clienti arrivassero da noi dicendo di non aver trovato PS4 in un punto vendita quando avevano il magazzino pieno.
Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento esagerato nella mentalità. Per farti un esempio di cosa intendo. Una volta una buona media di protezione su disco era il 33%. Ora siamo passati alla media catena del 110%. Cosa significa? Se vendi un gioco senza protezione ti sei rovinato la performance giornaliera.
Non c’è da difendere o attaccare, sto cercando di dirti solo le cose come stanno E in effetti quell’articolo non riporta cose false.

Dichiarazione 2

Signor Tagliaferri mi chiamo [omissis] e sono un lettore da anni di multiplayer.it in questi giorni, ho visto molto scompiglio sul caso di Gamestop Americano sulla questione dei dipendenti. Io sono stato dipendente Gamestop dal [omissis] la mia retribuzione era pagata a voucher. la mia esperienza lavorativa è stata abbastanza stressante in quanto ero pressato sia dallo store manager al vendere sopratutto usato e la game protection altrimenti lo store andava “male” e riceveva una telefonata da parte dell’area manager o un messaggio come negli screen (il lettore ci ha inviato una serie di schermate tratte da una chat che verificano quanto afferma NDR). Gamestop Italia ha un programma interno che si chiama Key Performance Index che è visibile dal computer dello store e dall’area manager che ogni settimana circa pubblicava i dati di tutti i dipendenti e giornalmente di tutti gli store. Se una persona o una store hanno troppi rossi si viene richiamati, se persistono al dipendente non viene rinnovato il contratto. Se invece lo store va male, viene fatto un cambio di personale. Eravamo costretti inoltre a inviare ogni giorno sul gruppo i nostri dati individuali per vedere l’andamento e se avevamo sgarrato lo store manager ci “esortava” a fare di più, anche rincorrendo stratagemmi quali vendere usato piuttosto che il nuovo, dire che alcune promozioni erano solo con la tessera livello 3 e invece erano aperte a tutti i tipi di tessere.

  • quando si vendeva una console nuova almeno sul 50% era tassativo fare la console protection; le console usate erano sempre da spingere in primis e cercare su tutte la cp.
  • Gamestop tratta i negozi come dei magazzini, il mio store aveva il magazzino pieno di PS4 e 3DS e quando se ne vendevano qualcuna ne venivano inviate altre senza rigor di logica.
  • un episodio importante che rappresenta la pressione che subiva un dipendente è stato un giorno vicino a natale, eravamo in cassa io e il mio collega erano circa le 17 e bisognava inviare i dati sul gruppo per vedere l’andamento dello store, lo store era pieno e non potevamo lasciare le persone in coda senza scontrinare per fare i calcoli dopo 30 minuti il telefono del negozio e il mio privato ha iniziato a suonare come “se non ci fosse un domani” ; il mio store manager, colleghi di altri store, i miei colleghi e infine il mio area manager abbastanza alterati perche’ io e il mio collega non avevamo pubblicato i dati. il mio collega ha dovuto chiudere cassa e far rimanere le persone in coda perche’ dovevamo inviare i dati di store (VENDITE,GP,CP,USATO, LOOT….).
  • un mio collega si è licenziato perché stufo [omissis], veniva pagato come tirocinante 500 euro al mese e lavorava 6 giorni a settimana 6 ore al giorno.
  • uno store della mia provincia addirittura effettuava vendite solamente se in linea con le linee guida dell’azienda altrimenti cercava in tutti i modi di non concludere la vendita (es. quel giorno i dati di store non vanno bene,uno viene per comprare una PS4 Pro gli propongono una cp e se lui rifiuta fanno finta che non ci sia e gli dicono di andare dalla concorrenza).
  • altra nota e’ il vendere prima tutti gli accessori marchiati @play rispetto agli originali senza esporre il prezzo (anche se l’azienda chiede di esporlo, ma non lo fa nessuno store) e quando la persona chiedeva il prezzo maggiorandolo con accessories protection senza proporre un alternativa.

Staremo a vedere come reagirà il colosso dei rivenditori di videogiochi, ma è chiaro che Gamestop non uscirà da questa faccenda con tutti i cocci al loro posto.

Fonte: Multiplayer.it



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.