Il mondo videoludico dice addio a Gordon Hunt

Di Luca "Beard" Porro
21 dicembre 2016

Gordon Hunt, icona del mondo videoludico ci ha lasciato all’età di 87 anni. Hunt, padre dell’attrice Helena Hunt, aveva lavorato ad una grande quantità di prodotti di successo dal cinema alle serie tv arrivando poi ai videogames. La qualità dei suoi lavori non solo ha sempre espresso un altissimo concetto di arte, ma ha spesso ridefinito lo standard qualitativo del suo settore: il motion capture.

Da Scooby-Doo ai Puffi, Da “Innamorati pazzi” (sitcom americana degli anni ’90) alla serie Uncharted, passando per The Last of Us e God of War; questi alcuni dei suoi più celebri lavori in ambito di motion capture. Oltre alle grandi opere però è arrivata anche la malattia, il Morbo di Parkinson purtroppo lo ha portato via all’età di 87 anni; quello di cui siamo certi è che anche se non è più tra noi lo sono invece le sue opere, il suo lascito, che rimarranno come fonte di ispirazione per chi a questo lavoro si avvicina con grandi speranze ed aspettative.

Come tutti i grandi, Hunt, ha donato con il suo percorso un messaggio importante: l’immaginazione non ha limiti e se supportata dalla passione può superare qualsiasi ostacolo.

Fonte



Sono un neolaureato in scienze politiche e delle relazioni internazionali con la passione per i videogiochi fin da piccolo. Ho sempre cercato di coltivare la mia passione cercando di rendere gli altri partecipi delle sensazioni che provavo. Ogni piattaforma su cui ho giocato dal 1998 ad oggi ha contribuito alla mia formazione, e ha lasciato nella mia mente ricordi di emozioni donati da capolavori come Monkey island, Legacy of Kain, Suikoden 2 e Final Fantasy IX.