Il premier Gentiloni bloccò l’arrivo di un videogioco in Italia

Di Andrea "Geo" Peroni
13 dicembre 2016

Se non vivete su Marte, saprete sicuramente che a seguito dell’esito del referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre l’ormai ex premier italiano Matteo Renzi si è dimesso. Paolo Gentiloni, Ministro degli esteri, è stato nominato Presidente del Consiglio in seguito alle dimissioni di Renzi, dando il via ad una nuova squadra politica che governerà il Paese nei prossimi mesi in vista delle elezioni.

Cosa ci fa una notizia del genere in un sito come il nostro, è presto detto. Il premier Gentiloni, nel 2007, si rese protagonista di una grossa polemica legata all’arrivo di un videogioco in Italia, poi bocciato dall’allora Ministro delle Comunicazioni (lo stesso Gentiloni) che non permise a Take Two di rilasciare Manhunt 2 nel nostro Paese.

Il gioco, un survival horror particolarmente cruento realizzato da Rockstar Games, ebbe diverse controversie legali, non solo nel nostro Paese. Gran Bretagna e Irlanda, infatti, bocciarono l’arrivo del gioco esattamente come in Italia, ritenendolo impresentabile al pubblico. Queste le parole di Gentiloni nel 2007:

Il gioco in questione più che violento è definibile crudele e sadico, con un’ambientazione squallida ed un continuo, insistente incoraggiamento alla violenza e all’omicidio.

Il caso di Manhunt 2 era molto particolare, in quanto le stesse Rockstar e  Take  Two furono costrette a revisionare e censurare il gioco per poterlo mettere in commercio.

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