PlayStation VR, uno sguardo sul futuro | Speciale

uagna playstation vr
Di Andrea "Geo" Peroni
7 aprile 2017

Mentre le vendite di PlayStation 4 continuano a far levitare i conti in banca di Sony, la nuova frontiera del gaming non sta avendo probabilmente i risultati sperati dal colosso giapponese. PlayStation VR, uscito lo scorso autunno, non è stato un flop, ma per il momento non sono neppure stati fatti registrare dati di vendita per gridare al miracolo e alla rivoluzione avviata. Poco male, perché in casa Sony i numeri contano fino ad un certo punto. La compagnia, dopo un avvio abbastanza sottotono del suo visore di realtà virtuale in competizione con Oculus Rift e HTC Vive (in vantaggio anche grazie ad un prezzo decisamente inferiore) e accompagnato da una line up di tech demo di prova e pochi grandi esponenti (su tutti Resident Evil VII Biohazard), si prepara infatti a puntare fortemente sul suo ultimo arrivato.

Sono tanti gli studi al lavoro su PlayStation VR, sia in termini di esclusive che non, come ci è stato confermato dai responsabili italiani della compagnia nel corso di un evento esclusivo tenutosi ieri a Milano. In tale occasione, siamo riusciti a dare uno sguardo al futuro di PlayStation VR, di PlayStation e anche della tecnologia VR in particolare, che in soli pochi mesi dal lancio del dispositivo sembra essere sulla via della maturazione artistica e tecnica, e pronta a conquistare una fetta più importante del mercato. Purtroppo, per motivi “contrattuali” e di restrizioni in merito ai contenuti di cui poter parlare in questa sede, non mi sarà possibile parlarvi approfonditamente di tutto quello su cui ho potuto mettere le mani. Ma sappiate che il materiale per una corposa line up di PS VR c’è tutto.

Il nuovo Starblood Arena promette molto divertimento, soprattutto in compagnia

VR EXPERIENCE

Partiamo da uno dei titoli di più prossima pubblicazione, Starblood Arena, che sarà ovviamente una esclusiva PlayStation VR commercializzata dal prossimo 12 aprile. Nei panni di uno dei vari piloti messi a nostra disposizione, siamo stati immersi in questa colorata e fantascientifica caverna sotterranea dove tutto ciò che possiamo fare è sparare all’impazzata a qualsiasi cosa si sposti. Starblood Arena è infatti, come suggerisce il nome, un FPS arena molto particolare, nel quale la strategia non consiste solamente nell’uso sapiente delle armi e dell’esoscheletro a nostra disposizione, ma anche nella totale libertà di movimento a 360° gradi. Tramite il mezzo possiamo infatti spostarci in tutte le direzioni, anche in verticale, e questo non fa altro che rendere ancor più frenetico il già difficile gioco nel quale per mirare dovete, come da tradizione per il VR, guardare direttamente con i vostri occhi il bersaglio girando la testa. Abbiamo potuto dare solamente uno sguardo alla modalità single player e testando solo uno dei piloti, ognuno dei quali ha caratteristiche di movimento e statistiche differenti. Ma potrebbe davvero stupire se saprà divertire in modalità multigiocatore, sicuramente la più importante in un gioco come questo. Nelle prossime settimane ve ne parleremo sicuramente più approfonditamente.

farpoint vr

Restiamo nel campo degli FPS passando al must have di PlayStation VR, almeno per quello che si è visto in questo frangente: Farpoint. Il gioco di Impulse Gear, che avevamo già avuto il piacere di testare in una versione molto primitiva alla Milan Games Week di ottobre (ve ne ho parlato qui), ci è stato fatto provare in una versione praticamente completa, tralasciando alcuni dettagli dal punto di vista tecnico che Randy Nolta, co-founder dello studio, ha confermato verranno sistemati da qui al lancio previsto per il 17 maggio. In particolare, e ancora una volta mi spiace non poter scendere troppo nel dettaglio, lo stesso Nolta ha indossato il VR per testare in prima persona insieme a noi la modalità co-op del gioco, che è sembrata davvero una bomba da questo primo livello giocabile. Le tipologie di nemici sono aumentate considerevolmente dalla demo provata alla Games Week, l’interazione del giocatore a livello di realtà virtuale è ancora più grande, e la modalità cooperativa sembra davvero fatta apposta per Farpoint. Scambiando due parole con Nolta, abbiamo scoperto anche qualcosa in più sul gioco: la campagna durerà dalle 5 alle 7 ore, una buona media considerando gli attuali titoli per realtà virtuale. Inoltre, tutta la storia potrà essere giocata sia in singolo che in co-op con un altro giocatore. Caratteristiche queste, insieme ad un gameplay davvero ben congeniato e ad un comparto tecnico di buonissimo livello, che potrebbero rendere Farpoint la prima vera killer app di PlayStation VR.

Non hanno mancato all’appello neppure due titoli di grande spessore e attesi per i prossimi mesi con interesse. Per la prima volta la stampa europea (questi titoli fino a ieri erano stati mostrati solamente in USA) ha potuto mettere gli occhi su Ace Combat 7: Skies Unknown nella sua esperienza VR. Feroci combattimenti aerei a bordo del nostro caccia in un titolo che si prospetta come un ottimo discendente di questa storica serie, anche se a dire il vero qualche dubbio sulla reale efficacia dell’implementazione con la realtà virtuale rimane. Stesso dubbio che rimane anche per un’altra esclusiva di punta della line up di PlayStation, Gran Turismo Sport. Inizialmente atteso per lo scorso autunno, il gioco è ancora oggi senza una data di uscita ma è sembrato in avanzato stato dei lavori. Purtroppo persistono alcuni problemi legati ai soliti difetti della serie, che da anni fanno imbestialire i fan. La gestione dei danni e la non ottimale fisica lo rendono un gioco che sembra non competere, almeno sulla carta, con i racing game più quotati del momento, ma rimandiamo tutti i giudizi alla versione definitiva sia per PS4 che per VR.

gt sport cover

LE SORPRESE

Non sono mancate le sorprese, e che soprese. Il simpatico Dave Mervik di Tarsier, col quale ho potuto scambiare due parole, mi ha raccontato qualcosa di più sul puzzle game Statik Institute of Retention, che dai due livelli disponibili in questa versione di prova sembra perfetto per poter tenere allenata la mente. Interagire con la scatola che ci ritroviamo costantemente davanti è il fulcro degli enigmi, ma gli indizi sono davvero sparsi dappertutto. Nei prossimi giorni vi prometto di farvene sapere di più su questo interessantissimo progetto, studiato appositamente per il VR di Sony.

La seconda sorpresa è invece The Persistence, sparatutto sci-fi horror nel quale ci ritroviamo catapultati all’interno di quella che sembra essere una struttura altamente tecnologica, o addirittura una stazione spaziale. Mostri da uccidere, trappole da evitare, upgrade da ottenere. Fin qui sembra un gioco come tanti altri, e anche il setting non brilla per originalità. E invece The Persistance gioca tutte le sue qualità sull’incredibile interazione tra il giocatore e coloro che invece lo possono osservare tramite altri device. Utilizzando un qualsiasi smartphone o tablet, infatti, The Persistence gioca sulla possibilità, tramite una companion app apposita, di rendere partecipi all’azione anche altri amici che possono avvisare di pericoli imminenti, segnalare nemici dietro ad un muro, e addirittura freezarli (passatemi il neologismo) per qualche istante per permettere al povero giocatore di trovare un modo per salvare la propria pelle. Tra gadget improbabili e armi imprevedibili come una Magnum estremamente efficace, la demo di The Persistence è proseguita piacevolmente ci ha colpito positivamente, anche perché i compagni che possono sfruttare questa feature saranno più di uno, e a quanto detto dallo sviluppatore non tutti potrebbero avere intenzioni positive. In questo senso, le possibilità sono davvero tante per questo titolo. Se siete deboli di stomaco, però, fateci un pensierino prima di acquistarlo ad occhi chiusi.

Uno screenshot da The Persistence

NON SOLO VIDEOGIOCHI

Esperienze particolari, sequenze che quasi oseremmo definire oniriche, nuovi modi di intrattenere utilizzando il PlayStation VR. Sembra essere questo uno dei punti di Sony a favore del suo device, e David Attenborough’s First Life VR è proprio una di queste esperienze davvero molto, molto particolari. Il famoso naturalista britannico, tra i più rinomati nomi nel campo della Storia della Natura ai giorni nostri, ci guida attraverso l’evoluzione in un mondo primitivo e popolato da specie ormai dimenticate scomparse. First Life VR è un progetto già lanciato in diversi musei come il Natural History Museum di Londra, e il suo approdo su PlayStation VR è solo un altro modo per dire: su questa piattaforma potete trovare davvero di tutto. Ripercorrere i fondali oceanici di milioni e milioni di anni fa, arrivare quasi a toccare con mano le prime forme di vita evolute come la Fauna di Burgess, una delle più spettacolari diversificazioni che la natura abbia mai offerto. A Sir David Attenborough si aggiungono anche diverse esperienze al di fuori del puro videogioco, come Harmonix Music VR e le sue soavi melodie da vivere sulla pelle, e questo non solo aumenta le possibilità di PS VR ma anche la sua offerta che sta sistematicamente aumentando ed entrando nel vivo.

Mentre pessimisti cosmici e detrattori di ogni genere vedevano già la fine di PlayStation VR, Sony lavora e si prepara a lanciare sul mercato una corposa serie di titoli di tutto rispetto, tra i quali spicca sicuramente l’imponente Farpoint. La nostra prova a Milano ci ha permesso di vedere dal vivo i progressi fatti in tutti questi videogiochi e dal dispositivo stesso, e sappiate che mai come oggi la Realtà Virtuale è un nuovo modo di giocare sul quale scommettere a colpo sicuro. O perlomeno lo speriamo.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.