E se il prossimo Assassin’s Creed fosse… | Speciale

Di Andrea "Geo" Peroni
29 novembre 2017

Già alcune settimane fa ho avuto modo di parlarvi, in un articolo speciale, di come Assassin’s Creed: Origins abbia riscritto le fondamenta del gameplay della serie, e di come queste possano essere ulteriormente migliorate facendo attenzione a quei difetti che hanno minato la perfezione del titolo. Le supposizioni sull’ambientazione, tuttavia, sono state evitate accuratamente. Mi sono riferito al prossimo Assassin’s Creed come un titolo che dovrà fare dell’ambientazione, proprio come Origins, uno dei suoi punti di forza, senza però sbilanciarmi troppo sulle alternative. Tra queste, ce n’è una particolarmente affascinante che ad oggi è forse la più appropriata se consideriamo la conclusione delle avventure di Bayek e Aya. L’Antica Roma potrebbe essere effettivamente la nuova ambientazione del prossimo capitolo della serie?

ATTENZIONE: SEGUIRANNO SPOILER SUGLI AVVENIMENTI DI ASSASSIN’S CREED ORIGINS

Ho lasciato trascorrere un giusto periodo di tempo per poter parlare dei fatti conclusivi del gioco, per permettere a più persone di terminare la storyline principale di Origins e poterne discutere insieme a voi fantasticando sul futuro del brand. Ora, ad un mese dalla release, eccoci qui a commentare quanto accaduto al protagonista di Origins. O meglio, ai protagonisti, perché la nostra breve analisi si focalizzerà soprattutto sulla moglie di Bayek, Aya. La missione conclusiva di Assassin’s Creed: Origins vede come protagonista assoluta Aya, decisa a vendicarsi di tutti coloro che hanno tradito lei e l’intero Egitto, la sua casa. La destinazione, a bordo di una potente nave da guerra, è il centro del mondo antico: Roma. Nella capitale più importante dell’epoca (siamo nel 44 A.C.), sta per avvenire uno degli avvenimenti più importanti della sua storia, l’assassinio del dittatore quasi-imperatore Caio Giulio Cesare.

L’assassinio forse più famoso della storia, a conti fatti, per la sua atrocità e il suo significato politico e sociale, e che diede poi il via all’ascesa politica di Ottaviano fino a quando questo non istituì l’Impero in tutto il suo splendore. Grazie ad Origins abbiamo scoperto che l’efferato delitto ordito da Bruto e Cassio ha avuto un’ospite d’eccezione, la bella Aya, che fu anche la prima a infilzare la carne di Cesare con il proprio pugnale. Dopo aves ucciso sia Cesare che Settimio, gli ultimi superstiti dell’Ordine degli Antichi, Origins arriva ad una conclusione che ha però tutta l’aria di essere un nuovo inizio. Bayek, in Egitto, continua ad occuparsi di liberare il suo Paese dalla dominazione straniera e a scoprire i misteri legati alle antiche civiltà che hanno lasciato segni nascosti. È Aya, invece, ad avere la più importante evoluzione tra i due coniugi.

Rinunciando all’amore forse per sempre, Aya decide di restare a Roma e fondare una nuova “succursale” degli Occulti. La setta degli Assassini, anche se con un altro nome, ha finalmente avuto inizio e il suo primo processo di espansione è andato a toccare la Roma Antica, dove rimane sotto il controllo di Amunet. La bella Aya, al termine di Origins, assume infatti l’identità di Amunet, un nome che i più attenti fan della serie hanno già udito. In Assassin’s Creed II, infatti, Ezio Auditore visita la tomba di Amunet, e una sua imponente statua si trova anche a Monteriggioni, la sede rinascimentale dell’ordine degli Assassini. Amunet rivestì il ruolo forse più fondamentale nella nascita del vero e proprio Ordine, rimanendo nella storia non solo per le sue gesta eroiche ma anche per gli omicidi di Cesare e anche di Cleopatra anni dopo, la regina che aveva servito per tanto tempo e che poi l’aveva tradita una volta giunta sul trono d’Egitto.

Data l’importanza, nella mitologia della Fratellanza, di un personaggio come Aya/Amunet, così come anche l’affascinante bellezza di Roma, perché non pensare al prossimo Assassin’s Creed come il naturale prosieguo di Origins? I temi sono ancora caldi, l’Ordine degli Occulti sta proliferando e Aya è nel suo momento migliore, così come la città ormai completamente contanimata dalla cultura greca e pronta a vivere i suoi momenti di sfarzo migliori sotto la guida dei primi grandi Imperatori. Sarebbe straordinario vivere l’intera storia dell’Impero, dalla nascita fino alla caduta, ma questo significherebbe dover fare i conti con più protagonisti nel tempo, cosa che poco si addice alla svolta GDR della serie (ma mai dire mai). Quel che è certo è che un personaggio di tale carica emotiva e risolutezza qual’è Aya meriterebbe molto più spazio rispetto a quello che le è stato concesso in Origins, e che siamo semplicemente elettrizzati all’idea di visitare una Roma con lo stesso splendore che abbiamo ammirato nella sequenza conclusiva della campagna principale dell’ultimo capitolo, dove lo sfarzo e la perfezione regnano sovrani in quello che vuole essere rappresentato come un mondo semplicemente perfetto.

Chissà che qualcuno di Ubisoft non abbia avuto la stessa idea. Del resto, Aya si è dimostrata un personaggio capace di attrarre il giocatore molto più del piatto Bayek, risultando uno dei grandi punti di forza della storia durante le sue fugaci apparizioni. Il futuro di Assassin’s Creed sarà suo? E non dimentichiamoci di Layla, protagonista della timeline presente e che ha già capito di cosa è capace la Abstergo e cosa invece fa la Fratellanza, guidata (forse) da William Miles oggigiorno. La tecnologia Animus, come abbiamo appreso in Origins, ha fatto notevoli passi avanti e Sofia Rikkin, già vista nel film Assassin’s Creed interpretata da Marion Cotillard, lo ha sviluppato al punto da permettere a chiunque di vivere le esperienze passate di chiunque, anche senza averne memorie nel corredo genetico, cosa che era invece necessaria in precedenza. Layla ha sviluppato quindi una particolare connessione con Aya, e sfruttarla darebbe un senso di continuità alla storia e ai destini dei personaggi. A patto che, come abbiamo sottolineato anche nella nostra recensione, la timeline presente torni ad avere un ruolo di spicco nella storia, senza essere relegata a brevi e spesso superflui stacchi dalla campagna single player principale.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.