Quali segreti nasconde lo Story Trailer di God of War? | Speciale

god of war
Di Andrea "Geo" Peroni
24 gennaio 2018

La notizia che molti fan PlayStation attendevano è finalmente giunta ieri: God of War, il sequel/reboot della celebre e fortunata serie dell’epoca PS2/PS3 sarà disponibile in tutto il mondo dal 20 aprile. Ci attende dunque una massiccia campagna marketing da qui ad aprile, tre mesi nei quali siamo sicuri che Santa Monica Studio e Sony riveleranno il meno possibile ma allo stesso tempo quanto basta per stuzzicare l’acquolina dei fan che attendono il ritorno di Kratos da anni. Un Kratos molto differente da quello che ci ricordavamo, inutile negarlo. Lo Story Trailer pubblicato ieri, che vi lascio anche qui sotto nel caso qualcuno lo volesse vedere o rivedere, ne è l’esempio lampante. Ma oltre a farci capire nuovamente che l'”uomo” che ci troveremo di fronte non è lo stesso che disintegrava il cuore di Gaia trafiggendolo con la Spada dell’Olimpo insieme a Zeus, il trailer svela anche qualche nuovo dettaglio. Nuovi personaggi che incontreremo, maggiori indizi sulla storia, e ambientazioni fresche fresche che vogliamo oggi analizzare insieme a voi.

L’EREDE DELLA GUERRA

Il viaggio che attende Kratos e Atreus, da quel poco che siamo riusciti a intuire dallo Story Trailer, potrebbe essere nuovamente una conseguenza del passato del Fantasma di Sparta. Mentre Kratos ha cercato di tenerlo nascosto non sempre con successo, basti pensare alla misteriosa donna che  vediamo più volte nel corso del filmato e che conosce la vera identità di Kratos in un altro regno, l’ex-Dio della Guerra ha dimenticato ancora una volta la più grande delle lezioni: il destino è ineluttabile, e da esso non si può fuggire. È così quindi che Atreus, suo figlio, il suo nuovo discendente dopo la tragica fine della figlia Calliope che lui stesso uccise dopo un inganno di Ares in Grecia, sta iniziando a manifestare qualcosa. Un cambiamento,  un’evoluzione, tratti che qualcuno definisce pericolosi, poiché appunto sono caratteristiche che il bambino ha ereditato da suo padre. L’uccisore di déi, che ha tanto cercato di nascondersi, è quindi costretto a partire per i regni settentrionali a caccia di qualcosa, o di qualcuno (un dialogo sospetto sull’uccisione di un dio ne è la prova). Neppure il Nord Europa gli sta infatti restituendo la giusta pace che cerca da anni dopo aver sterminato l’Olimpo, perché Atreus, oltre ad essere forse pericoloso, sembra essere divenuto l’obiettivo di qualcosa, o qualcuno. La storia di God of War vedrà la crescita e l’evoluzione di Atreus, o si tratterà invece di una grande missione di salvataggio?

Inutile negarlo, il Kratos che anche qui abbiamo visto è molto differente da come lo ricordavamo in God of War III, ultimo capitolo della serie in  ordine cronologico (Ascension era infatti un prequel del primo God of War). Oltre a cercare di mantenere il suo più grande segreto, il fatto di essere stato una volta il temutissimo Dio della Guerra e di aver ucciso decine di esseri ritenuti immortali, Kratos appare infatti più mite, riflessivo e protettivo, un aspetto questo che non abbiamo mai approfondito o esplorato nell’uomo. Più di una volta cercherà infatti di far riflettere suo figlio Atreus, di farlo calmare di fronte all’avventatezza di un attacco che potrebbe essere mortale, e facendogli notare una cosa molto importante: il potere di un’arma dipende dalla disciplina e dall’autocontrollo di chi la impugna. Sono parole che ci fanno quasi sorridere se pensiamo che Kratos è lo stesso personaggio che anni fa uccise Crono in maniera brutale, che schiacciò la testa di Ercole sotto i suoi possenti pugni, che annientò Rodi con l’aiuto dell’esercito di Sparta e che strappò a mani nude il potere dalle mani delle Parche, per poter apprendere la capacità di viaggiare nel tempo e sconvolgere l’allora presente. Però ancora una volta ci fanno capire quanto questo Kratos sia maturato nel corso degli anni che separano God of War (quello nuovo) dal terzo capitolo, e questo netto cambio potrebbe essere dovuto, ma qui siamo nel campo delle ipotesi, ancora una volta a ciò che abbiamo vissuto.  Il Kratos assetato di sangue e vendetta era sì una sorta di mostro, ma a causa dell’apertura del Vaso di Pandora e di tutto quello che  ne scaturì fuori, compresa la nascita del sentimento bellicoso di Zeus e compagnia nei confronti di suo figlio. Con la scomparsa del pantheon greco e la liberazione della speranza, davvero Kratos ha ritrovato quello che potrebbe essere il suo vero io? Un uomo che vuole essere un uomo, ma che sotto sotto è molto più di un uomo. Qualcosa di inconciliabile, forse, e in effetti  a vedere come si evolveranno le cose Kratos dovrà fare nuovamente i conti con il suo passato…

UN NUOVO REGNO

La donna che più volte vediamo nel corso del trailer, e che interagisce direttamente con Atreus e Kratos suggerendo la teoria che vede il bambino come avvolto da una  maledizione o comunque da qualcosa che lo sta consumando dentro, è la stessa che consiglia ai due di iniziare un lungo viaggio in un regno oltre quello in cui si trovano. È possibile dunque pensare che la storia di God of War avrà inizio in una certa regione del mondo, nella quale il piccolo Atreus e il padre, che per qualche motivo sembra essere stato distante negli anni e tornato solo dopo la morte della misteriosa madre del ragazzino (o perlomeno questo è quello che il trailer vuole farci intendere), e dalla quale i due dovranno fuggire o comunque andarsene per riuscire a trovare quello che serve per curare Atreus. E queste nuove terre da noi ancora inesplorate sono proprio il regno della mitologia norrena, delle creature del Nord, di déi come Odino e Thor che nell’immaginario collettivo sono le personalità più conosciute di questa interessantissima e più  volte esplorata da vari medium mitologia. Basti pensare ai fumetti Marvel, con Stan Lee e Jack Kirby che decisero di utilizzare l’intero pantheon norreno per costruirci attorno personaggi e storie che ancora oggi fanno la fortuna della Casa delle Idee.

Di Thor e Odino, però, non vi è alcuna traccia nel trailer (circolano teorie dai tempi del secondo trailer mostrato all’E3 2017, ma appunto si tratta solamente di teorie). Li incontreremo, prima o poi? È possibile, ma nel marasma delle altre creature e figure mitologiche che troviamo nel filmato c’è qualcuno che ci ha colpito. L’uomo che vediamo imprigionato in un albero dice di chiamarsi Mimir, una figura che gli appassionati degli déi del Nord conoscono molto bene. Stando alle leggende, Mimir era un gigante molto saggio del regno di Jotunheimr, e alla cui saggezza era interessato nientemeno che Odino, padre degli déi. Il potente dio nordico, che bramava il sapere di Mimir più di ogni altra cosa, arrivò ad un gesto estremo per assicurarsi il suo potere: staccò la testa del gigante pagando il gesto con la perdita del suo occhio destro, ma in questo modo riuscì a portare nella sua dimora Mimir che divenne una sorta di oracolo per lui. È curioso quello che il Mimir imprigionato nell’albero che vediamo nello Story Trailer di God of  War confida a Kratos. Egli afferma infatti di sapere cosa lui e Atreus stanno cercando nel nuovo regno, e che potrebbe aiutarli se decideranno di tagliargli la testa. La prima cosa che ci è venuta in mente, notando questa curiosa analogia tra i racconti su Odino e la scena del trailer, è che Kratos potrebbe rivelarsi essere addirittura Odino! E questo farebbe di Atreus colui che un giorno impugnerà Mjolnir e che diventerà Thor, e che la madre fosse la dea Frigga, moglie di Odino nella mitologia norrena. Mesi fa circolava in effetti una possibile teoria circa l’ientità di Atreus, che secondo alcuni avrebbe potuto chiamarsi Bor (padre di Odino), teoria che poi è stata smontata da Cory Barlog quando venne svelato il vero nome del ragazzo. Ma siamo sicuri che non ci sia qualche grossa sorpresa in arrivo?

A partire dalle prossime settimane, se siete fan di God of War vi consigliamo caldamente di seguire il nostro sito internet e i nostri social, perché inizieremo un sostanzioso supporto alla nuova esclusiva PlayStation 4. Il ritorno di Kratos ci sta già emozionando.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.