Recensione Assassin’s Creed Chronicles: India – La Confraternita torna in Oriente

uagna assassin's creed
Di Andrea "Geo" Peroni
11 gennaio 2016

Climax Studios, dopo un primo approccio ad una delle serie videoludiche più celebri e controverse degli ultimi anni (e della storia, probabilmente), torna al timone di Assassin’s Creed Chronicles, la serie parallela ai capitoli principali sviluppati da Ubisoft stessa che comunque è ambientata nello stesso universo narrativo. Mentre il futuro della serie principale resta oscuro (tornerà nel 2017? Sarà ambientato in Italia nell’Antica Roma?), ci apprestiamo dunque a riprendere in mano un Assassino in un’ambientazione completamente inedita: l’India.

GLI ASSASSINI D’INDIA

uagna assassin's creedAssassin’s Creed Chronicles: China non ha deluso, ma neanche entusiasmato. Si trattava comunque di un esperimento, qualcosa di completamente inedito: trasformare gli scenari e le città esplorabili in lungo e in largo che caratterizzato la serie, in un platform 2.5D con componenti puzzle e più simile al primo storico Prince of Persia che ad un AC. Nonostante alcuni punti deboli, comunque, ormai la trilogia alternativa era iniziata e segnata, ed ecco dunque che Climax Studios, dopo aver esplorato la Cina, ci porta in India, nel 1841. Un’India sotto la dominazione inglese, non solo militarmente ma anche economicamente. La Compagnia delle Indie Orientali la fa infatti da padrone, e guarda caso i Templari si sono infiltrati proprio nella Compagnia per sfruttare la loro influenza e continuare nel millenario piano di controllo del mondo. Toccherà naturalmente al protagonista del nuovo capitolo, Arbaaz Mir, contrastare i potenti Templari, intenzionati a recuperare un Frutto dell’Eden che custodisce un misterioso potere che può essere sfruttato solamente grazie ad un altro manufatto, appartenuto ad uno dei più famosi Assassini della storia. Ma non vi diciamo chi, toccherà a voi scoprirlo!

Con scenari splendidamente scenografici, che forse avremmo preferito visitare in tutto il loro splendore in un capitolo principale della serie, Chronicles: India si presenta pressapoco come il titolo ambientato in Cina, del quale rappresenta un sequel diretto. Saranno numerosi infatti i riferimenti agli avvenimenti di Chronicles: China, in una trama abbastanza lineare ma che potrà regalare alcune emozioni ai fan storici della serie. Saranno vari i riferimenti all’universo di Assassin’s Creed, sia sul fronte della narrativa sia su quello del gameplay. Per non parlare della colonna sonora, che prende chiaramente ispirazione al titolo forse più celebre della serie, AC II.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE? NON PROPRIO

Il gioco, come detto, è un platform 2.5D action con (pochi) elementi puzzle, dove i livelli sono stati costruiti per darvi (non sempre) più vie da percorrere su più livelli, per rendere sempre diverso il vostro approccio alla missione. Potrete infatti decidere di lanciarvi all’attacco con la vostra spada, ma anche di sfruttare pienamente l’ambiente, comprensivo di mucchi di foglie (sì, sembrerà strano ma non ci sono i mucchi di fieno), le abitazioni dove nascondersi, le porte da scassinare per sfruttare vie secondarie, l’utilissimo e celebre Occhio dell’Aquila, o addirittura leve che sbloccheranno meccanismi che richiederanno una certa abilità per poter superare tranquillamente luoghi pullulanti di guardie. L’intendo di Climax, così come fu in Chronicles: China, è infatti quello di spingere il giocatore ad un’azione più stealth possibile, sfruttando tutti i pertugi e tutte le vostre abilità per superare una zona. E sfruttando anche l’intelligenza artificiale del nemici, che in più di un caso potremmo definire stupidità artificiale.

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Lo sappiamo, la serie Assassin’s Creed non ha mai brillato dal lato dell’IA dei nemici, nonostante buone prestazioni arrivate con Unity e Syndicate. Ma Chronicles: India, così come il capitolo cinese, difetta sotto questo punto di vista, e si vede. Vi basti sapere che molti dei nemici sembreranno indossare dei paraocchi, dato che potrete avvicinarvi tranquillamente a due Templari che conversano tra di loro e questi, nonostante voi siate a 1 metro da loro, non vi vedranno. Faranno particolarmente ridere le frasi dette da queste guardie, del tipo “Non appena vedrò l’Assassino, suonerò l’allarme” quando, vi ricordo, vi troverete praticamente davanti a loro. Se l’IA dei nemici difetta e vi renderà la vita più facile in certi punti, a complicare le cose ci saranno i comandi, che talvolta, specialmente negli interni, difetteranno e rischieranno di farvi scoprire.

PUNTI DI FORZA

  • Un ricettacolo di riferimenti alla serie principale
  • Forte componente stealth
  • Buona rigiocabilità

PUNTI DEBOLI

  • IA difettosa
  • Storia più debole di Chronicles: China

Vedendo quello che Climax Studios ha realizzato con Chronicles: India, ci viene da pensare che anche l’ultimo capitolo della trilogia, ambientato in Russia, presenterà gli stessi pregi e gli stessi difetti che abbiamo già visto in China e in questo titolo. Nonostante una IA non sempre perfetta, anzi a tratti imbarazzante, e una storia non all’altezza delle aspettative, Chronicles: India resta comunque un titolo

recensioni_consigliato

per i fan della serie ma anche per gli appassionati di platform. Restiamo in attesa di Chronicles: Russia, che chiuderà la trilogia sviluppata da Climax e che speriamo possa rappresentare un’ottima chiusura per questo (riuscito) esperimento che è Assassin’s Creed Chronicles.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.