[Recensione] Call of Cthulhu – Sconfinare nella follia

recensione call of cthulhu
Di Marco "Bounty" Di Prospero
30 ottobre 2018

H. P. Lovecraft è stato probabilmente il miglior scrittore di libri horror. Nonostante si tratti di un autore vissuto tra fine 800 ed inizio 900 infatti, ancora oggi i suoi testi vengono utilizzati come spunto per la realizzazione di film, serie tv e videogiochi. Specialmente nel mondo videoludico, Lovecraft è stato fonte di ispirazione per giochi del calibro di Bloodborne, Amnesia ed Alone in the Dark (il capitolo del 1992), ognuno dei quali ha ripreso molto delle tematiche lovecraftiane. Il gioco di cui vi parleremo oggi però, non utilizza i testi di Lovecraft come semplice fonte di ispirazione, ma come base fondamentale su cui costruire storyline e gameplay. Per chi ancora non lo avesse capito, ci stiamo riferendo a Call of Cthulhu, titolo in prima persona sviluppato da Cyanide e Focus Home Interactive. A dirla tutta, il gioco si basa prevalentemente sul libro intitolato il “Richiamo di Cthulhu” e sull’omonimo gioco da tavola.

Questa dunque la recensione di Call of Cthulhu; preparatevi a sconfinare nella follia.

Nota: La versione provata è quella PS4.

LA GRANDE PESCA

La Storia del titolo ci mette nei panni di Edward Pierce, un ex veterano della Prima Guerra Mondiale. L’uomo, ora un investigatore privato, affoga gli orrori vissuti in guerra tra alcool e sonniferi. Purtroppo, anche il lavoro non sta andando nel migliore dei modi. Edward sta infatti rischiando di perdere la licenza da investigatore, a causa dei pochi casi portati a termine. Ciò fino a quando un vecchio signore non bussa alla porta del suo ufficio per offrirgli un nuovo caso: scoprire cosa si cela dietro la morte della famiglia Hawkins, deceduta dopo un incendio decisamente sospetto. Pierce decide di accettare il caso e di recarsi a Darkwater, un’isola abitata da pescatori di balene e in cui risiedeva la stessa famiglia Hawkins. Una volta giunto sul posto, i pescatori della zona gli parlano de “la grande pesca“, leggenda folkloristica che narra la cattura di una balena di dimensioni mai viste prima. Un cetaceo così grande da non essere di questo mondo forse? Bè di più non possiamo dirvi perchè è proprio da questo punto che avranno inizio una serie di eventi decisamente “folli”. In ogni caso la storia, della durata di circa 7-8 ore, vi terrà incollati allo schermo per riuscire a capire cosa stia succendo a Darkwater e, se conoscete Lovecraft, saprete già che non si tratta di nulla di buono. Ciò che probabilmente vi state chiedendo però, è sapere come vengono trattati e ripresi i temi lovecraftiani e quali sono i riferimenti al gioco da tavolo. E’ per questo motivo che abbiamo deciso di dedicare a tale aspetto un paragrafo a sè stante.

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AMORE PER L’OCCULTO

Fin dal suo annuncio sapevamo che Call of Cthulhu si sarebbe basato sui racconti di Lovecraft e sull’omonimo gioco da tavolo. Iniziamo con lo spiegare brevemente il funzionamento base di quest’ultimo. Ogni giocatore deve creare il proprio personaggio e assegnargli una biografia. Potrebbe trattarsi di un investigatore, di un bibliotecario o, ancora, di uno scienziato o ricercatore. Dopodiché bisogna assegnare al proprio personaggio alcune caratteristiche, il cui valore sarà assegnato dal lancio dei dadi. Oltre alle caratteristiche ci sono anche le abilità in cui spicca l’Educazione, fondamentale per assegnare un punteggio alle altre abilità. Una volta iniziata la partita il personaggio si ritrova ad affrontare situazioni di vario genere, che potrebbero incidere sulla Sanità Mentale, vero fulcro del gioco. Ogni volta che il giocatore ha a che fare con l’occulto, perde punti Sanità Mentale (il numero dipende dalla quantità di occultismo). Una volta che la Sanità Mentale arriva a zero, il personaggio diventa folle, mettendo fine alla partita. Call of Cthulhu ricalca alla perfezione le meccaniche del gioco da tavola grazie alla presenza di abilità, caratteristiche e Sanità Mentale. Anche nel videogioco infatti, ogni qual volta che Edward avrà a che fare con miti, libri e riti occulti, dei punti Sanità Mentale andranno a sommarsi, aumentando la follia dell’investigatore. Ovviamente sono presenti anche tutti i temi trattati da Lovecraft nei suoi libri: i Grandi Antichi, gli incubi, i Miti di Cthulhu, la follia, i libri proibiti, la ricerca dell’occulto. Insomma Call of Cthulhu rappresenta un perfetto tributo a Lovecraft.

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TRA RAGIONE E FOLLIA

Per muoversi a Darwater, il nostro Edward deve far uso di tutto il suo carisma per ottenere maggiori informazioni sul caso Hawkins. Call of Cthulhu possiede infatti un sistema di dialoghi multipli, alcuni dei quali sbloccabili solo avendo determinate abilità (che approfondiremo nel paragrafo successivo). Starà a noi decidere, ad esempio, se utilizzare la forza per estorcere informazioni ad un cittadino o se sfruttare le nostre doti di eloquenza per risolvere la questione in tutta tranquillità. In alcuni casi, le scelte prese dialogando incideranno sulla proseguo della storia mentre, in altri casi, non si verificheranno ripercussioni degne di nota. Ed è proprio su questo punto che vogliamo soffermarci. Call of Cthulhu è un gioco che non sfrutta a pieno le proprie potenzialità. Cerchiamo di spiegarci meglio. La possibilità di sbloccare dialoghi speciali in base alle nostre abilità è di per sé una meccanica fantastica. Peccato che ai fini della storyline ciò non comporti grosse differenze. Il gioco rimane cioè troppo lineare e guidato senza dare mai al giocatore la sensazione di poter decidere il proprio destino. Non fraintendete; Call of Cthulhu contiene finali alternativi ma le scelte che incideranno veramente sono meno di quelle che ci aspettavamo. Ciò che invece abbiamo amato è la possibilità di interrogare praticamente ogni cittadino per indagare su Darkwater. In questo modo verremo a conoscenza del background della storia, scoprendo molto più di quello che avremmo conosciuto semplicemente proseguendo con la trama principale.

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Sono uno studente di economia e commercio che ama passare parte del tempo libero davanti ad una console. Considero il videogioco come una forma d'arte, in grado di trasmettere valori e emozioni, che permette di "mettere in pausa" la vita stressante di tutti i giorni. Spero di poter condividere con tutti voi questa mia passione e di farvi conoscere il mondo del gaming.