Recensione Call of Duty: Black Ops 3 Eclipse – Il DLC dei colori

uagna black ops 3
Di Andrea "Geo" Peroni
21 aprile 2016

Black Ops 3 arriva al giro di boa. Il DLC Eclipse, uscito martedì 19 aprile in esclusiva temporanea su PlayStation 4, ha dato di fatti il via alla seconda parte del ciclo vitale dell’ultimo Call of Duty, in attesa di scoprire quale sarà la grande sorpresa che Infinity Ward ha in serbo per il 2016. La formula è la solita: DLC al costo di 15 euro che introduce quattro mappe multiplayer e una nuova mappa zombie, Zetsubou No Shima. Il primo DLC, Awakening, non ha sicuramente brillato, se non per la solita mappa zombie che regala emozioni. Vediamo insieme come sarà andata questa volta.

MULTIPLAYER ATTRAVERSO IL MONDO

Le mappe multiplayer, a dirla tutta, non brillano particolarmente per design, ma non si può dire nulla dal lato dell’originalità delle ambientazioni. Negli ultimi anni Call of Duty ha assunto un aspetto sempre più globale, con toni spesso anche ben lontani dalle vecchie mappe viste ad esempio in World at War, Modern Warfare o nei primissimi capitoli, e Eclipse non rappresenta un’inversione di tendenza. Prendiamo ad esempio Knockout, una mappa di medie dimensioni ambientata in un antico tempio giapponese. Ambientazione sicuramente esotica e interessante, con un buon bilanciamento tra spazi aperti e chiusi per scontri a fuoco, se non fosse per un fastidioso aspetto, quello cromatico. I colori risultano molto accesi, fin troppo in certi casi, e a risentirne è proprio il giocatore. Una delle aree, un’ambiente quasi anacronistico e poco azzeccato rispetto agli altri, è rappresentata da un bar ultra-moderno nel quale le luci psichedeliche impediscono spesso il riconoscimento dei nemici, rendendovi molto difficile la vita (stessa problematica che riscontrammo in Splash del primo DLC). Problema che, per ironia della sorte, troviamo ribaltato in Spire e che si presenta come un aeroporto fastidiosamente monocromatico, dove l’architetto ha deciso che il bianco doveva dominare su tutto il resto. In ogni caso, buon design in questo caso, con aree ben studiate per permettere azioni non solo centralmente ma anche per prendere alle spalle il nemico. Fa storcere il naso però, come sempre, la presenza delle barriere inesistenti ma invalicabili: in uno degli estremi laterali della mappa sono presente semplici barriere, alte forse 1 metro, che il nostro supersoldato, con tanto di esoscheletro e che può compiere acrobazie che anche gli atleti olimpionici si sognano, non riesce a saltare.

poster black ops 3 eclipse

Passiamo poi a Verge, remake della mappa Banzai già vista in COD: World at War. Una discarica particolarmente viva farà da sfondo alla vostra battaglia, in una mappa di grosse dimensioni che, più che una mappa di Call of Duty, ricorda un’ambientazione alla Borderlands. Cunicoli scavati nella pietra faranno comunicare parti opposte della mappa, in mezzo alla quale si trova anche un laghetto d’acqua che può cogliere di sorpresa i vostri nemici. Ci spostiamo infine su Rift, l’ambientazione forse più strana e anche meno azzeccata tra tutte. Lo scontro tra le fazioni avverrà a bordo di una stazione che si trova al di sopra di un poco rassicurante fiume di lava, con container e “buchi” che vi impediranno un buon approccio alla partita. Sicuramente la peggiore tra le 4 mappe. Finiamo la nostra breve disamina delle mappe multiplayer con una considerazione sul comparto competitivo in generale, e non riferendoci solamente al DLC Eclipse. È possibile che ad oggi, a oltre 5 mesi dal lancio di Call of Duty: Black Ops 3, non siano ancora stati sistemati problemi legati al matchmaking in gruppo e al bilanciamento delle squadre? Giocare tre partite di fila in 8 contro 4, oppure 7 contro 5, farebbe perdere le staffe anche al più pacato dei pacati.

ZOMBIE A TINTE HORROR

zetsubou no shima trailer

L’ambientazione di Zetsubou No Shima offre un’esperienza nettamente differente non solo dalle mappe zombie di Black Ops 3, ma in generale da tutte le mappe finora uscite per la modalità zombie. I 4 personaggi di Origins, The Giant e Der Eisendrache si spostano in un’isola tropicale dell’Oceano Pacifico, probabilmente la tanto chiacchierata Pohnpei ipotizzata dai fan della modalità, per visitare un vecchio centro ricerche della Divisione 9. Inutile dire che l’isola è ormai infestata da orde di zombie, ma non solo, visto che i bioesperimenti condotti dalla Divisione 9 hanno creato abomini e ragni giganteschi. La mappa è di dimensioni molto generose, e porta con sè una gran ventata di novità, cosa che ormai i cervelloni Blundell & Co. fanno di consueto ad ogni nuova incarnazione della storia zombie. Le tinte horror, una colonna sonora sempre eccellente e gli ormai ricorrenti riferimenti alla mitologia Lovecraftiana del Necronomicon, alla quale gli sviluppatori hanno attinto e che hanno caratterizzato l’intero Black Ops 3 Zombies sin dalla sua uscita. Come sempre, gli appassionati potranno cimentarsi nel classico easter egg, così come nella ricerca dei numerosi indizi e riferimenti che permetteranno sicuramente di fare luce sugli ultimi avvenimenti. Punto negativo è rappresentato dall’aspetto puramente tecnico della mappa, uscita con molti bug e glitch grafici che rischiano di rovinare l’esperienza sia per chi punta ad una semplice sopravvivenza, sia per coloro che vogliono cimentarsi nell’intricata missione della mappa.

recensioni_da_provare

Si tratta di un passo avanti rispetto al DLC Awakening, anche se l’ispirazione puramente bellica per le mappe del multiplayer sembra ormai definitivamente persa. Treyarch ha deciso di puntare su mappe molto più anticonvenzionali rispetto al classico Call of Duty: una scelta coraggiosa, che sicuramente però dividerà i giocatori tra coloro che apprezzano queste nuove tinte e chi invece rimpiange ancora uno sparatutto che probabilmente non tornerà molto velocemente. Fortunatamente, le mappe multiplayer rappresentano un punto avanti non solo in termini di design ma anche di ottimizzazione, visti i clamorosi bug che affliggevano le mappe introdotte con Awakening. Nulla da controbattere invece sulla modalità zombie, come sempre sinonimo di qualità e spesso unico motivo, per molti, di acquistare il pacchetto. Pesa come un macigno, però, la presenza già discussa di numerosi problemi, che ci auguriamo verranno risolti con una prossima patch.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.