Recensione For Honor – Nati per la guerra

for honor copertina
Di Marco "Bounty" Di Prospero
20 febbraio 2017

Dopo averlo provato a più riprese durante le open beta e durante gli eventi dedicati al mondo del gaming, Ubisoft ha finalmente rilasciato For Honor, nuovo titolo multiplayer ambientato nel Medioevo, il cui fulcro è dato dagli scontri tra fazioni. For Honor conferma nuovamente la politica aziendale di Ubisoft: creare titoli che stringono un occhio al competitive e al multiplayer. Del resto, dopo il successo di Rainbow Six: Siege, non sarebbe potuto essere altrimenti. Un’altra scommessa vinta da parte della software house francese? Scopritelo continuando a leggere la recensione di For Honor.

STORYLINE O TUTORIAL?

Prima di addentrarci nel multiplayer, abbiamo deciso di intraprendere la campagna che, nonostante non veda la presenza di altri giocatori online, potrà essere affrontata solo con la presenza di una connessione ad internet. Nonostante questo piccolo inconveniente, che potrebbe far storcere il naso a qualche videogiocatore, il single-player si fa giocare, tenendovi incollati allo schermo per sei o sette ore circa, se giocato in modalità normale.

La trama non è niente di così innovativo e fuori dal comune ma, nonostante ciò, risulta essere piacevole da seguire. Anche l’ambientazione generale aiuta a immedesimarsi all’interno della storyline e nel clima di tensione e di guerra che si poteva respirare durante un attacco o un assedio. Oltre a quanto detto, durante la campagna non dovremo semplicemente impugnare scudo e spada e avanzare uccidendo quello che ci capita davanti, ma troveremo anche alcune sezioni di gioco in cui dovremo svolgere diverse azioni, come quella di correre in sella ad un cavallo.

Anche se Ubisoft si è sforzata per cercare di creare una campagna single-player, rimane evidente il fatto che l’azienda francese ha puntato principalmente sul multiplayer, cosa che non è stata nascosta di certo, considerando che la presenza della campagna è stata annunciata solo molto tempo dopo all’annuncio del gioco. L’intero single-player sembra infatti essere nient’altro che un grosso tutorial da dover giocare in funzione della componente online, così da poter entrare in sintonia con il combat system. Questo non significa tuttavia che la campagna non sia totalmente da buttare anche se si sarebbe potuto fare qualcosa di più.

for honor samurai

IMPUGNATE LE VOSTRE SPADE

Come detto più volte in questa recensione, il punto di forza del titolo è il combat system; proprio per questo motivo non potevamo non scrivere un paragrafo dedicato al gameplay.

Apparentemente, il sistema di combattimento potrebbe sembrare legnoso e poco funzionale: dopo aver preso confidenza con i comandi però, il tutto vi sembrerà più fluido e intuitivo. Innanzitutto ogni combattente potrà contare su un attacco leggero e su uno pesante che recherà più danni al nemico ma che impiegherà anche più tempo per essere caricato. Ognuno di questi attacchi può essere sferrato in tre diverse direzioni (destra, sinistra e in alto) utilizzando lo stick analogico di sinistra. Lo stesso discorso vale per l’avversario o, comunque, per colui che si ritrova a doversi difendere dall’attacco. In situazioni di stallo, si rivelerà necessario utilizzare lo spezza guardia o la spinta che vi permetteranno di abbassare la guardia del vostro nemico e colpirlo. Queste due meccaniche sono fondamentali per creare combattimenti più dinamici e per invitare l’avversario ad attaccare dato che queste due mosse sono imparabili. Inoltre, quando saremo attaccati non dovremo obbligatoriamente parare l’attacco, ma potremo anche avvalerci di una schivata così da poter contrattaccare subito dopo. L’unico problema, se così possiamo chiamarlo, riguarda il fatto che il combat system diventa meno solido quando ci ritroviamo a dover combattere con due diversi avversari: in questo caso infatti, sarà praticamente impossibile difenderci, a causa del sistema di selezione del nemico che diventa un po’ legnoso. Difficilmente quindi in uno scontro 1 vs 2 vedremo la vittoria del personaggio che si trova in inferiorità numerica.

for honor combattimento

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Sono uno studente di economia e commercio che ama passare parte del tempo libero davanti ad una console. Considero il videogioco come una forma d'arte, in grado di trasmettere valori e emozioni, che permette di "mettere in pausa" la vita stressante di tutti i giorni. Spero di poter condividere con tutti voi questa mia passione e di farvi conoscere il mondo del gaming.