Recensione Hitman Ep.1 – L’Agente 47 è di nuovo in scena

uagna hitman
Di Marco "Bounty" Di Prospero
12 marzo 2016

Square Enix ha rilasciato il primo episodio di Hitman, che possiamo considerare quasi un reboot della serie come si evince dal nome stesso che non è seguito da alcun sottotitolo. Noi di Uagna lo abbiamo giocato e questa che state per leggere è la recensione di Hitman – Episodio 1. L’Agente 47 è rimasto l’assassino spietato che conoscevamo nei vecchi capitoli? Bè scopriamolo insieme.

Nota: La versione provata è quella PS4.

COME SI DIVENTA UN ASSASSINO?

Prima ancora di diventare l’assassino che tutti conosciamo, anche Hitman ha dovuto fare un addestramento sotto la guida di Diana, la cui storica voce ha accompagnato l’Agente 47 nel corso delle sue avventure. Le prime due missioni della storia sono infatti ambientate 20 anni prima della missione ambientata a Parigi, di cui parleremo più avanti.

Tali missioni, di cui vi avevamo già parlato nella nostra anteprima, sono infatti orientate ad illustrare il gameplay e le possibili strategie che potremo utilizzare per poter uccidere gli obiettivi designati. Dovremo muoverci per due zone costruite ad hoc per il nostro training: uno yacth e una fortezza militare. La complessità della mappa è sicuramente maggiore nella seconda ambientazione, segno evidente che i ragazzi di IO Interactive hanno voluto fare in modo di accompagnare il giocatore all’interno del mondo di Hitman aumentando di volta in volta la difficoltà fino ad arrivare alla terza missione, ambientata a Parigi, vera chicca di questo primo episodio.

IL MAGO DEL TRAVESTIMENTO

Come detto, le due mappe iniziali servono solo ed esclusivamente per prendere confidenza con i comandi di gioco. Una volta aver avviato la missione di Parigi però, i nostri occhi hanno iniziato a brillare e abbiamo avuto sensazioni molto positive su quelli che saranno i prossimi episodi. La mappa è infatti molto vasta e divisa in diversi livelli, oltre ad essere dettagliata in maniera quasi maniacale. Inutile dire che le opzioni per uccidere i nostri obiettivi sono veramente tantissime, come ad esempio utilizzare un cocktail avvelenato o travestirsi da sceicco; insomma a IO Interactive l’inventiva non manca di certo.

recensione hitman ep.1

Il gameplay, in particolare, è molto simile rispetto a quello visto su Hitman: Absolution, il che è senza dubbio un punto a favore.  I fan della saga si troveranno infatti subito a loro agio con i comandi e i neofiti saranno invece aiutati dal tutorial iniziale. Entrando più nel dettaglio, le meccaniche del gioco sono molto simili con quelle già viste in altri titoli stealth, come la possibilità di camminare accovacciati, ripararsi dietro ai muri o, ancora, nascondersi dentro armadi, cassonetti e chi più ne ha più ne metta. Tuttavia, quello che rende Hitman unico nel suo genere, è la possibilità di poter cambiare travestimento a seconda delle nostre esigenze. Ad esempio, per potersi spostare da una zona all’altra della mappa senza essere sospettati, saranno richiesti diversi abiti, che potremo recuperare da nemici storditi oppure in alcune specifiche parti della mappa. Anche in questo caso però, dovremo comunque fare attenzione al personale presente, che potrebbe insospettirsi pur avendo addosso lo stesso abito. Torna anche l’istinto, una sorta di visione a raggi-x che ci permette di visualizzare con miglior accuratezza l’ambiente circostante e per meglio decidere quale strategia attuare.

EQUIPAGGIATI. UCCIDI. RIPETI.

Una volta aver terminato le tre missioni, avrete praticamente portato a termine la storia del primo episodio di Hitman. Tuttavia, gli sviluppatori hanno ben pensato di inserire le sfide e i contratti, in grado di aumentare notevolmente la rigiocabilità del gioco. In particolare, le sfide prevedono di portare a termine una delle tre missioni uccidendo gli obiettivi utilizzando diversi metodi. I contratti invece sono dei compiti secondari e non collegati alla storia principale nei quali dovremo uccidere targets diversi e condividere le locations sopra citate. Avremo anche la possibilità di creare noi stessi un contratto per poi farlo giocare ai diversi giocatori online. Hitman avrà infatti bisogno di una connessione always online: in caso di disconnessione, sarete infatti riportati al menù principale, costringendovi a ricominciare la missione dall’ultimo salvataggio.

Contratti e sfide in sostanza sono due metodi intelligenti inseriti nel titolo con lo scopo di aumentare la longevità del gioco ma che, ad alcuni utenti, potrebbero annoiare dopo poco tempo.

Pistola puntata da Hitman

PUNTI DI FORZA

  • Diversi modi per approcciare una missione
  • Rigiocabilità alle stelle
  • La storia sembra essere intrigante….

PUNTI DEBOLI

  • …ma non sappiamo come evolverà
  • Solo tre missioni, di cui due già viste e provate nell’open-beta
  • Qualche difetto grafico e calo di frame rate

recensioni_consigliato

Il primo episodio di Hitman ha mostrato le potenzialità del gioco anche se sole tre missioni non possono dirci con certezza se i prossimi meriteranno o meno di essere acquistati. Ci sentiamo quindi di consigliarvi questo primo capitolo che però non ci lascia soddisfatti del tutto, eccezion fatta per l’ambientazione di Parigi che invece è stata in grado di sorprenderci. Speriamo inoltre che la storia, che sembra diventare intrigante nell’ultima parte dell’episodio 1, possa stupirci. Da sottolineare prima di concludere, la presenza di alcuni bug grafici, risolti in parte rispetto all’open-beta ma non del tutto. Anche le texture lasciano un pò a desiderare in alcuni casi così come il frame-rate, che, nei casi più coincitati tende a calare un pò; niente che comunque vada a rovinare l’esperienza di gioco.

Insomma, una buona partenza da parte di IO Interactive anche se con un po’ più di accortezza, si sarebbe potuto fare di meglio. I prossimi episodi dovranno sicuramente essere migliori per far sì che gli utenti siano invogliati ad acquistare quelli successivi.



Sono uno studente di economia e commercio che ama passare parte del tempo libero davanti ad una console. Considero il videogioco come una forma d'arte, in grado di trasmettere valori e emozioni, che permette di "mettere in pausa" la vita stressante di tutti i giorni. Spero di poter condividere con tutti voi questa mia passione e di farvi conoscere il mondo del gaming.