Recensione Overwatch – Eroi pronti all’azione

overwatch recensione
Di Andrea "Geo" Peroni
27 maggio 2016

Se non avete mai sentito parlare di Overwatch, probabilmente avete passato gli ultimi mesi lontani da questo pianeta. Blizzard Entertainment, la stessa software house di Heroes of the Storm, Warfract, Diablo, Starcraft e World of Warcraft, ha infatti messo in piedi una campagna pubblicitaria con pochi eguali per Overwatch, il nuovo Hero shooter uscito lo scorso 24 maggio in tutto il mondo su PS4, Xbox One e PC. Un gioco accompagnato da mesi e mesi di sviluppo, così come da mesi di test. Su PC sono stati infatti organizzati diversi periodi di beta testing, cosa che è avvenuta anche su console dopo una presentazione del gioco al quale anche noi avevamo partecipato, in quel di Milano. Con una mossa coraggiosa, vista la pochissima, per non dire nulla, familiarità col genere, Blizzard si lancia nel mercato degli FPS. Affollatissimo, a dirla tutta, ma siamo certi al 100% che Overwatch saprà ritagliarsi il giusto spazio e il giusto successo, figlio di scelte ben ponderate e di una politica fortemente incentrata sulla visione a lungo termine e agli eSports. Il perché, ve lo sveliamo nella nostra recensione di Overwatch.

Versione provata: PlayStation 4

IL NUOVO È SEMPRE MEGLIO

Perché puntare al classico FPS? Per quale motivo cercare una via certamente collaudata ma molto semplice, rischiando di scontrarsi con i mostri sacri attuali quali Call of Duty e Battlefield? Perché non cercare di prendere qualcosa dal passato e di renderlo attuale, aggiungendo quel giusto pizzico di novità? Devono essere queste le considerazioni fatte dagli sviluppatori di Blizzard al via dei lavori su Overwatch, uno dei loro lavori più ambiziosi e più originali. Ma andiamo con ordine, dato che non tutti i lettori, per vari motivi, avranno potuto testare con mano il gioco durante gli innumerevoli periodi di beta test. Poco fa abbiamo parlato di Overwatch definendolo un Hero Shooter. È una terminologia che si presta piacevolmente a questo nuovo titolo, seppur questi cerchi di non restare semplicemente ancorato a quel concetto. Hero Shooter è infatti una delle ultime frontiere del gaming, un processo creativo che sta alla base di diversi MOBA e anche del recentissimo Battleborn, tanto che spesso Overwatch e il titolo di Gearbox Software vengono ritenuti gemelli. Niente di più falso, a dire la verità. Il gioco Blizzard è infatti incentrato principalmente sulla componente competitiva, e che strizza l’occhio a quegli FPS Arena che ormai raramente fanno capolino sugli scaffali dei negozi di videogiochi. Lasciate dunque perdere qualsiasi possibile rappresentazione realistica, qualsiasi tecnica simulativa: Overwatch è un FPS frenetico, dai ritmi altissimi, con scontri a fuoco prolungati e che si risolveranno solamente grazie ad un sapiente utilizzo delle vostre abilità.

Imparerete presto anche quanto poco conti il vostro rateo K/D, cosa alla quale lo stesso Overwatch nelle statistiche globali dà minima importanza.

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Ognuno dei 21 personaggi possiede infatti delle speciali e uniche abilità, che col passare del tempo imparerete ad utilizzare, a bilanciare con il resto della vostra squadra, e a contestualizzare nel complesso gioco della partita. Come un buon Hero Shooter MOBA FPS Arena e chi più ne ha più ne metta (le software house dovrebbero trovare un nome adatto ai loro generi…), gli eroi sono suddivisi in 4 classi: attacco, difesa, tank, supporto. Naturalmente, come detto, gran parte del gioco di squadra risiederà in un buon bilanciamento delle forze in gioco. Sarà infatti inutile, se siete impegnati a giocare da soli con altri 5 sconosciuti utenti, utilizzare un altro personaggio di attacco se già in squadra ne avete 4. Piuttosto, sarà importante anche fare un grande passo e sacrificarsi per il bene della squadra, magari scegliendo un tank come Reinhardt e il suo possente scudo per proteggere i compagni e i punti di interesse, o cimentarsi nell’utilizzo di qualche personaggio di supporto come Zenyatta, mistico essere fluttuante che tramite i suoi magici globi può benedire un alleato curandolo o maledire un nemico rendendolo più vulnerabile ai proiettili. Imparerete presto anche quanto poco conti il vostro rateo K/D, cosa alla quale lo stesso Overwatch nelle statistiche globali dà minima importanza. Questo per quale motivo? Come detto Overwatch non ha intenzione di essere ricordato per l’ennesimo sparatutto competitivo, al pari delle altre grandi produzioni degli ultimi anni, ma per un complesso sistema di gioco di squadra e di perfezione tattica che limerete e migliorerete ad ogni vostra nuova partita. In questo senso, risulta evidente come Blizzard si sia posta come obiettivo primario quello di spingere i giocatori a cooperare e a lavorare di squadra. Giocare da soli infatti sarà poco producente, sicuramente meno appagante rispetto ad una partita combattuta a fianco dei vostri amici, anche se potrebbe fungere da buonissimo allenamento in vista di match più importanti. Magari anche in chiave competitiva.

UNO SPLENDIDO (?) FUTURO

Senza ombra di dubbio, Blizzard vuole puntare fortissimamente sugli eSports con Overwatch, titolo che racchiude in sé tutte le caratteristiche ideali per un torneo competitivo. Ovviamente non è detto che Overwatch riuscirà a sfondare in questo campo, specialmente su console: uno dei nostri dubbi riguarda proprio l’andamento a lungo termine del gioco su PS4 e Xbox One, sistemi che storicamente non sono mai stati la casa preferita per titoli di questo genere, mentre per quanto riguarda il PC non ci sono problemi, si tratta di un titolo che avrà vita lunga. Overwatch, in ogni caso, offre molta spettacolarità in chiave competitiva. Eroi carismatici, un gameplay particolarmente attivo e in continua evoluzione anche grazie alla possibilità di cambiare eroe in qualunque momento, e ambientazioni e character design che sono una gioia per gli occhi. Con il suo stile particolarmente cartoonesco e riuscito, Overwatch esplorerà una guerra futura in un mondo completamente in conflitto, spaziando dalla Namibia alla Russia, dall’America all’estremo Oriente, il tutto in scenari che sono veramente splendidamente realizzati e che vi daranno un’idea della storia del gioco. Ci ha fatto storcere il naso proprio questa mancanza, una campagna single player per esplorare gli avvenimenti che hanno portato a questo conflitto globale, ma a ragion veduta si sarebbe trattato di un extra forse inutile, perché nella sua campagna virale Blizzard ha diffuso diversi cortometraggi animati davvero eccellenti per raccontare gli antefatti della guerra. Una mossa molto interessante.

Continua…

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.