Recensione Sherlock Holmes: The Devil’s Daughter – Elementare mio caro Watson

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
21 giugno 2016

L’investigatore più famoso ed eccentrico al mondo, torna con l’ottavo capitolo della serie sviluppata da Frogwares, in Sherlock Holmes: The Devil’s Daughter.

Dopo due anni dalla pubblicazione di Crime & Punishments, la software house ucraìna ha cercato di dare più dinamicità ed ampiezza al gameplay di questo nuovo capitolo, andando incontro alla richieste del pubblico e mostrando alcuni aspetti più intimi del detective inglese.

Andiamo quindi a scoprire nella nostra recensione di The Devil’s Daughter, cosa è cambiato rispetto al passato e quali saranno le avventure che Holmes e Watson dovranno affrontare.

Nota: la versione provata è per Xbox One

QUESTO CASO È MIO!

[inline_related_posts]Il gioco parte subito con un filmato tutt’altro che tranquillo, Sherlock si trova in una foresta, è alquanto spaventato e sta fuggendo da un cacciatore che vuole fargli lo scalpo. Mentre il proiettile viene sparato la scena viene troncata, senza lasciarci scoprire se il tiro è andato a segno o meno. Gli eventi vengono riavvolti di 48 ore, ci ritroviamo nella familiare Baker Street, all’interno dell’appartamento di Holmes.

Questo sarà l’inizio della fine dell’investigatore londinese? Oppure l’ennesimo caso da risolvere? Beh ovviamente non vi diremo nulla. Proseguendo la storia tutto verrà spiegato a tempo debito.

Devils-Daughter-foto1Eravamo rimasti a Baker Strett, con il fido dottor Watson (che in questo nuovo capitolo ha subito un extreme makeover rispetto a Crime & Punishments) che ci accompagnerà ovviamente nella risoluzione dei cinque casi che compongo questo titolo, il primo dei quali riguarda un padre scomparso dopo la sua partenza per un “lavoro speciale”. Tuttavia avremo altre due gatte da pelare nel corso di tutti gli incarichi, che destabilizzeranno la psiche del già eccentrico investigatore britannico: la figlia adottiva Katelyn e una nuova vicina di casa molto misteriosa, di nome Alice. Queste ultime potranno incidere sulle scelte decisionali che si porranno di fronte ad Holmes primo o dopo ogni caso. Dobbiamo essere sinceri, siamo stati pervasi da una sorta di delusione che si manifesta durante le fasi finali del gioco rendendoci conto che tutte le scelte attuate in precedenza non sono contestuali, ne tantomeno avranno peso sull’epilogo. È un peccato perché, di per se i singoli casi sono avvincenti e ben strutturati, ognuno con trama ed ambientazioni proprie, però appunto il finale non è il risultato delle decisioni intraprese durante l’intera avventura. Un’occasione sprecata da parte di Frogwares, che però ha compensato con un’ottima realizzazione delle indagini.

LASCIA CHE TI DIA UN’OCCHIATA

Essendo un gioco a carattere investigativo il cuore pulsante di The Devil’s Daughter è appunto il fattore indagini, che porta alla scoperta di indizi e alla conseguente risoluzione del caso. Sherlock Holmes avrà a disposizione ancora più strumenti in questo capitolo per il proseguo delle sue investigazioni. Ad affiancare le deduzioni e decisioni vi è una nuova caratteristica denominata Imagination Mode, attivabile durante gli interrogatori, che metterà il gioco in “pausa” per squadrare il personaggio che avremo dinanzi a noi, al fine di carpirne maggiori informazioni. Segni particolari, vestiti sporchi, oggetti indossati andranno ad aggiungersi alla lista delle prove che genereranno delle deduzioni nel nostro Sherlock, al fine di creare un disegno accusatorio che potrà essere o bianco o nero, senza la possibilità di cancellarlo. Ci spieghiamo meglio.

Devils-Daughter-foto2Esplorando le zone dei casi e raccogliendo informazioni verranno aggiunti numerosi indizi che dovranno essere collegati tra loro nella schermata delle deduzioni, una mappa raffigurata da nodi neuronali. Tali nodi uniranno tra di loro in base alle nostre scelte, e andranno a formare la funzione accusatoria che genererà la scelta finale del caso: colpevole o innocente, vita o morte, giusto o sbagliato. Ci troveremo di fronte quindi a più dubbi rispetto al passato, con un margine di errore più elevato, che non verrà mai messo in discussione dal sistema di gioco. A tal proposito in caso di errore non sarà possibile tornare indietro, avremo a disposizione solo i nostri indizi e il blocchetto degli appunti che segnerà ogni dialogo della scena. Il tutto risulterà molto penalizzante, soprattutto rispetto ai capitoli precedenti, che facevano intuire la conclusione corretta per poter proseguire l’indagine.

Un’aggiunta molto apprezzata sono gli enigmi e i puzzle da risolvere, complessi al punto giusto e mai ripetitivi, che scandiranno le fasi di raccolta di informazioni.

AZIONE IN SALSA OPEN WORLD?

Frogwares, oltre ad inserire feature investigative, ha voluto implementare maggiore esplorazione ed azione, per abbracciare un maggior numero di utenti. E’ presente una sezione di pedinamento nei panni del giovane Wiggins, un aiutante tuttofare di Holmes, in stile Assassin’s Creed dei tempi che furono, con però risulta avere meccaniche un po’ troppo obsolete. Inoltre impersoneremo per un breve periodo il cane del protagonista Toby, che ci aiuterà con il suo olfatto a scoprire un oggetto, ma nulla di tutto ciò sarà esaltante purtroppo. Per ultimo, ma non meno importante, utilizzeremo Holmes in alcune sezioni action incentrate sulla fuga o sul superamento di ostacoli. Una menzione per le scazzottate con QTE e la finale di un torneo di bocce, che vi faranno sentire degli settantenni attempati. Apprezziamo il tentativo della software house ucraina, nel volere spezzare le indagini intervallandole con queste sequenze, però il risultato non è stato dei migliori.

Devils-Daughter-foto3Per quanto riguarda l’open world, se così possiamo chiamarlo, le passeggiate nei viuzze di Londra vengono subito soppiantate dal viaggio rapido in carrozza, molto più efficace.

A fondo di tutto vi è anche un motore grafico non contemporaneo alla generazione di console o PC corrente, l’Unreal Engine 3. Non troviamo spiegazione per questa scelta, l’intero gioco risulta totalmente instabile, con movimenti legnosi e con cali di framerate frequentissimi, anche se il render dei personaggi risulta un po’ più dettagliato rispetto al precedente capitolo. Inoltre i tempi di caricamento tra una zona e l’altra sono interminabili, ovviati solo dalla facoltativa consultazione degli indizi e delle intuizioni.

PUNTI DI FORZA

  • Casi ben strutturati e diversi tra loro
  • Storia longeva
  • Maggiore accuratezza nella raccolta degli indizi

PUNTI DEBOLI

  • Grafica obsoleta
  • Finale non contestualizzato
  • Elementi action molt poveri

recensioni_da_provare

Sherlock Holmes: The Devil’s Daughter è un ottimo titolo investigativo, che fornisce cinque casi molto avvincenti, diversificati e un sistema di gioco che farà sorgere dubbi esistenziali al giocatore, facendolo calare nella parte del grande investigatore inglese. Purtroppo non riesce a chiudere in grande stile con l’epilogo, ma nel complesso la storia ci è piaciuta, facendoci restare incollati fino all’ultimo caso, chiudendo a circa 16 ore di gioco complessive. Tuttavia la volontà di introdurre degli elementi action e open world da parte di Frogwares si è rivelata essere un’occasione persa e mal gestita, corredata inoltre da un motore grafico troppo vecchio. Consigliamo l’acquisto agli appassionati delle avventure grafiche o agli amanti dei titoli investigativi in generale, soprattutto per una produzione che ha come protagonista Sherlock Holmes. Una scelta elementare mio caro Watson.



Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.