[Recensione] Soul Calibur VI – Duello all’arma bianca

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
2 novembre 2018

A sei anni di distanza dall’ultimo capitolo, torna una delle più famose serie picchiaduro di Bandai Namco, con capitolo nuovo di zecca: Soul Calibur VI.

Nel lontano 1995 venne pubblicato il primo episodio di questa serie, Soul Edge, che si basa su scontri all’arma bianca e nel corso degli anni il franchise si è sempre più evoluto, fino ad arrivare ad oggi, dove il team di Project Soul ha voluto accontentare tutti: fan, casual e hardcore gamer. Scoprite in che modo nella nostra recensione.

Versione provata: PlayStation 4

SCEGLI LA TUA ANIMA

All’interno di Soul Calibur VI vi sarà la possibilità di intraprendere ben due tipi di modalità singolo giocatore. La prima, è una lunga campagna in stile RPG, chiamata “Bilancia dell’anima”, in cui ogni utente potrà creare e personalizzare il proprio avatar per poi intraprenderne le avventure, tramite quest pilotate, all’interno del mondo. La sensazione data giocando a questa modalità è che il team si sia impegnato a fondo per creare un’esperienza longeva e variegata. Gli stili di combattimento e la scelta dell’arma, vengono resi a disposizione dai move-set già presenti dei protagonisti del gioco.

Il livello di difficoltà andrà in crescere in base al livello del nostro personaggio, risultando molto competitivo e in grado di intrattenere anche i giocatori più esperti ed abili, grazie ad alcune quest opzionali. Mentre, nella recondita ipotesi che lo scontro risulti troppo difficile da superare, vi sarà la possibilità di assoldare dei mercenari NPC, pagando con la moneta in-game, che affronteranno i nemici prima del nostro personaggio. Una bella trovata, ma farcela con le proprie forze renderà la vittoria più succosa.

L’altra modalità single player disponibile in Soul Calibur VI è denominata “Cronache dell’anima”, in cui sarà possibile utilizzare i protagonisti di SoulCalibur VI all’interno di una trama originale, che racconta i fatti accaduti in seguito alla sconfitta del pirata Cervantes, da parte della guerriera Sophitia e della ninja Taki. Tutte le storie sono state impostate in maniera differente. Ogni percorso è strutturato diversamente dagli altri, in pratica un personaggio potrà avere più combattimenti da eseguire oppure più sezioni narrative, il tutto però è intersecato e combacia con la trama principale del gioco.

ESTRAI LA TUA ARMA 

Oltre alla campagna, il cuore pulsante di Soul Calibur VI resta il sistema di combattimento, ancora più dinamico e divertente dei predecessori.

I comandi sono rimasti pressoché gli stessi degli altri titoli: un tasto per la parata, due per gli attacchi con l’arma e uno per i calci. Tuttavia i move-set dei combattenti sono stati arricchiti con nuove tecniche e combo, adatte anche ai neofiti del genere. Una grande qualità di queste serie è sempre stata la dinamicità, fattore che è stato ostacolato in questo sesto episodio solamente dalla durata dell’esecuzione delle storiche Critical Edge, che possono superare gli otto secondi e rallentare di conseguenza il gameplay fluido e rapido del gioco.

Ma gli sviluppatori hanno inserito un’interessante variante, si tratta di una mossa tanto devastante quanto pericolosa: la Lama Invertita.

Questa tecnica, attivabile col dorsale destro, consente di rallentare lo scontro per qualche secondo e deviare in maniera automatica un certo numero di colpi. Nel caso in cui la Lama Invertita vada a segno o venga parata, i due personaggi verranno coinvolti in una sorte di mini-gioco in stile morra cinese, basando il successo o il fallimento quasi del tutto sulla fortuna. Tutto ciò potrebbe risultare letteralmente un’arma a doppio taglio per l’esito dello scontro. Molto interessante e utile è la guardia reattiva, che utilizzata con un buon timing, permette di respingere gli attacchi nemici, per poi contrattaccare.

CHI SCELGO?

Per quanto riguarda il roster di personaggi ritorna il samurai Mitsurugi, l’avvenente Seong Mi-na, il problematico Voldo, il valoroso Siegfried, ma anche dei personaggi inediti come il misterioso guerriero Groh, e come non si può nominare lo strigo più famoso del mondo dei videogiochi: Geralt di Rivia. Infatti, grazie alla collaborazione con CD Projekt, Bandai Namco ha portato il protagonista della serie The Witcher all’interno di Soul Calibur IV. Aggiungiamo in maniera più che perfetta, poiché lo stile e la velocità di Geralt, uniti alle sue magie, calzano a pennello su questo picchiaduro.

A livello grafico Soul Calibur VI risulta essere lievemente inferiore agli altri titoli dello stesso genere in commercio. I modelli poligonali dei personaggi sono ottimi, tuttavia non si può dire la stessa cosa delle arene e degli scenari, con texture in alcuni frangenti in bassa risoluzione.

PUNTI DI FORZA

  • Grande profondità delle due modalità singolo giocatore
  • Titolo dinamico e fruibile anche ai neofiti del genere
  • Geralt di Riva è presente nel roster

PUNTI DEBOLI

  • Scenari poco curati
  • Il Taglio Invertito può essere un’arma a doppio taglio se usato troppo, nel vero senso della parola

Soul Calibur VI è il miglio titolo della serie e un must have per gli amanti dei picchiaduro. Longevo, divertente e dinamico sono gli aggettivi giusti per descrivere questo titolo di Bandai Namco. Grazie alla sua versatilità è adatto ad ogni tipo di giocatore e visto l’aggiunta al roster di Geralt di Rivia deve essere provato almeno una volta. Non ne rimarrete delusi.



Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.