Recensione Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan – Una pizza per quattro

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
29 maggio 2016

Platinum Games, dopo Transformers Devastation, torna con un’altra produzione dedicata ad un serie molto amata dai fan, piccoli e grandi: le Tartarughe Ninja.

Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan, titolo lungo da scrivere ahimè per noi, arriva poco prima del secondo lungometraggio prodotto da Michael “Kaboom” Bay, intitolato Teenage Mutant Ninja Turtles: Out of the Shadows, ebbene si adoriamo scriverlo per intero. Premettiamo che il videogioco di cui stiamo parlando non è un tie-in del film, ma bensì una versione in cell-shading scritta da Tom Waltz, autore della serie a fumetti della IDW, che conosce a fondo i quattro rettili mutanti ed il loro universo.

Vi confesso che, dopo aver visto il primo trailer di Mutanti a Manhattan e soprattutto aver letto il nome Platinum Games, famosa software house giapponese produttrice di ottimi titoli action, come Bayonetta, al sottoscritto è preso un grosso coccolone. Infatti è da moltissimo tempo, che i fan in generale del brand TMNT, attendono un videogioco degno di nota sin dall’arcade Turtles in Time per SNES. Sono passati 25 anni cribbio! Tuttavia l’entusiasmo è andato via via scemando, venendo sostituito da una certa preoccupazione, dopo aver saputo che il team è la stessa piccola sezione che, con poco budget, ha curato The Legend of Korra, considerata la peggiore produzione Platinum.

Nonostante ciò andiamo comunque ad impugnare le armi urlando Kawabonga nella nostra recensione di Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan!

Nota: la versione provata è per PlayStation 4 

Scena d'azione in TMNT Mutanti A Manhattan

IL GRUPPO DEI NINJA GIUSTIZIA FARÀ

La Modalità Storia non ha una narrazione Hollywoodiana ma quella classica trama da cartone animato: le nostre Tartarughe Mutanti dovranno sventare i piani dei loro storici nemici, Krang e Shredder con scagnozzi al loro seguito. Sin da subito avremo modo di appurare il numero delle missioni a disposizioni, nove, ognuna intitolata col nome del boss/antagonista. Oltre ai sempre presenti Rocksteady e Bebop, si metteranno sulla nostra strada Karai, Slash, Armaggon e Wingut, villain meno conosciuti ma che si possono trovare all’interno  dei fumetti e della serie animata. Per portare a termine tutti i livelli abbiamo impiegato circa sei ore a difficoltà normale,  forse un po’ troppo poche. Il fattore rigiocabilità a livelli più difficili è tutto nelle mani e nella volontà dell’utente.

La trama quindi non avrà grossi colpi di scena o twist e sarà abbastanza lineare, dove solo le ottime caratterizzazioni delle Tartarughe daranno un po’ di verve e qui si nota la mano di Waltz, citato in precedenza. Avremo infatti il leader calmo Leonardo, il ribelle Raffaello, il nerd Donatello e il buffone Michelangelo, che potrà farvi strappare qualche sorrisetto con le sue battute o i suoi interventi. Segnaliamo un Maestro Splinter abbastanza inutile, che sarà solo capace di scoraggiare i suoi allievi nell’affrontare le minacce dei nemici, per poi tornare ad essere la guida che abbiamo sempre visto nei film/cartoni/fumetti, ma solo a fine gioco. E questa scelta che potrebbe risultare insignificante per alcuni, potrebbe far storcere il naso ai più attenti e fanatici della serie. Infine avremo la fidata April O’Neil, che farà da supporto telematico durante le missioni e gli spostamenti tra un livello e l’altro.

Platinum Games, come saprete, non è abile nel decantare storie ma nel produrre azione che si traduce sotto forma di gameplay. Se per alcuni aspetti ha avuto delle buone intuizioni, per molti altri non è riuscita a mantenere un grado di coinvolgimento elevato in Mutanti a Manhattan.

CHE PIZZA ORDINIAMO?

I livelli di cui vi abbiamo parlato poco fa si svolgeranno in aree cittadine oppure sotterranee, nel primo caso la sezione di gioco sarà “aperta” con possibilità di girovagarci a piacimento seguendo le indicazioni di April e del T-Glass, strumento tarta-tecnologico che consente di rilevare i nemici e le missioni da svolgere. Nel secondo caso invece, ci ritroveremo nelle fogne con un solo tragitto da seguire e con lo scopo di scendere, sempre più in basso tra i tubi fognari. Il tutto è condito da diversi obiettivi o missioni complementari da portare a termine.

In pratica per sbloccare il boss di fine livello dovremo ad esempio disinnescare delle bombe, ripulire un’area dai nemici o portare un oggetto da un punto A a un punto B. Fatto ciò una barra di avanzamento al centro dello schermo si riempirà gradualmente e quando sarà pronta apparirà il boss. Questo meccanismo nei primi minuti di gioco può rivelarsi piacevole e sinceramente è un’idea che ci ha incuriosito, tuttavia è stata sfruttata malamente, poiché già al secondo/terzo livello gli obiettivi si ripetono abbassando inevitabilmente il grado di interesse, oltretutto le strutture stesse dei livelli sono ripetitive e poco curate. Essi assumeranno un’estetica leggermente diversa con l’avanzamento del gioco però non è abbastanza per differenziarli l’uno dall’altro. Aggiungiamo dei nemici che spawnano all’infinito senza un motivo preciso e la pizza non la digerirete per niente.

TMNT-Mutantiamanhattan-foto2

Giunti nella parte finale del livello dovremo affrontare un boss con ben sette barre di energia ed avendo a disposizione tutte e quattro le Tartarughe schierate sul campo, potrete pensare che un 4 vs 1 possa essere una passeggiata. Ma non è così. La prima cosa che ci ostacolerà sarà proprio l’IA dei nostri fratelli rettili, che si lanceranno a testa bassa contro il boss venendo inevitabilmente colpiti e mandati al tappeto, sarà nostro compito o quello delle Tartarughe rimaste rianimare il compagno a terra, prima che quest’ultimo finisca nella Stanza della Pizza, per recuperare le energie e tornare in campo. Attenzione però: se tutte e quattro le Tartarughe vanno al tappeto, nel gergo Sgusciate, la partita finisce e si avranno tre occasioni per rifare lo scontro. La seconda cosa saranno i moveset dei nemici che in alcuni frangenti risulteranno devastanti, non bisognerà mai abbassare la guardia, soprattutto quando rimarranno due barre di energia al boss e si attiverà una sorta di modalità furia, facendo aumentare la loro velocità e potenza di esecuzione delle mosse.

Il controllo dei personaggi può essere gestito impartendo ordini agli altri membri premendo il Touchpad e il relativo comando “Scatenatevi”, “Seguitemi” ecc., oppure cambiando repentinamente Tartaruga Ninja, premendo il tasto dorsale sinistro e una freccia direzionale.

Nella prossima pagina andremo ad analizzare nel dettaglio il sistema di combattimento.

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Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.