[Recensione] All-Star Fruit Racing – Un frutto al giorno toglie il meccanico di torno

Di Andrea "Geo" Peroni
3 agosto 2018

Ci sono momenti, particolarmente intensi, in cui l’industria italiana dei videogiochi si risveglia. Lo scorso anno Davide Soliani e i ragazzi di Ubisoft Milano hanno stupito il mondo con Mario + Rabbids: Kingdom Battle su Switch. Gli sviluppatori di Storm in a tea cup ci proveranno, come vi abbiamo raccontato in uno speciale dedicato al programma ID@Xbox, il prossimo anno con Close to the Sun. I ragazzi di Bud Spencer & Terence Hill: Slap and Beans, da poco arrivato anche su console, stanno facendo man bassa di apprezzamenti. E poi ci sono anche loro, il team di 3DClouds che con il suo All-Star Fruit Racing punta ad un preciso target da colpire: in primis un pubblico giovane e affascinato dai colori e dallo sgargiante stile dei paesaggi, e, contemporaneamente, quella folta schiera di nostalgici che amava passare interi pomeriggi e sere con i propri amici a sfidarsi a colpi di Mario Kart, Crash Team Racing e così via. Ed ecco dunque All-Star Fruit Racing, il primo kart game basato interamente sulla frutta, di cui vi parliamo oggi nella nostra recensione.

Versione provata: PlayStation 4.

BEVI IL FRUTTINO

All-Star Fruit Racing ha come idea di fondo quella di omaggiare Mario Kart e i suoi numerosi emuli con un nuovo gioco di corse sui kart altrettanto spumeggiante ma non banale, che non si limita a scopiazzare di qua e di là ma che propone anzi qualcosa di nuovo. Così come nelle innumerevoli produzioni ispirate al classico Nintendo, il concept è molto semplice: prendere una serie di kart da corsa, farli gareggiare in scenari vari, colorati e divertenti per gli occhi di un bambino come quelli di un adulto, e aggiungere alla salsa una serie di power-up e armi che rimescolano le carte in tavola durante la gara provocando esiti talvolta impensabili.

A partire dall’immancabile modalità Carriera, che si compone di 11 Coppe da conquistare, il giocatore può cimentarsi tra i numerosi tracciati, ognuno a base di frutta. Si perché, se ancora non l’avete capito dal titolo, All-Star Fruit Racing prende come concetto di base la frutta per costruirci attorno qualsiasi cosa del gioco, dai kart ai tracciati, dalle ambientazioni ai personaggi, persino alle armi in gara. E qui, a proposito, entra in gioco la novità pensata appositamente per slegare il titolo dal semplice appellativo di clone di Mario Kart. Sul tracciato sono presenti gli immancabili power-up, ma non parliamo delle convenzionali casse con il punto interrogativo che offrono in maniera randomica un’arma. Stavolta è il giocatore stesso a scegliere la propria arma, perché queste si basano sulle combinazioni di frutta che raccogliamo lungo il tracciato. Ci metterete un po’ a imparare tutte le combinazioni, a padroneggiarle al meglio e a capire cosa vi serve maggiormente in quel momento, o se utilizzare tutta la frutta in possesso per creare un’arma o conservarne alcune parti tramite i bottoni del joypad. Un sistema sicuramente anticonvenzionale, che però ci ha convinto, perché soprattutto in locale (fino a 4 giocatori, una cosa quasi impensabile per chi gioca su PS4 di questi tempi) è grazie a questo che si vedono alcuni divertenti stravolgimenti, e non solo, dovuti a errori in fase di combinazione della frutta e raccolta dei power-up.

Eh sì, perché soprattutto quando decidiamo di giocare in compagnia degli amici l’unica skill richiesta, oltre a quella di conoscere bene i tracciati con relative scorciatoie che però in certi casi sono quasi dannose, è conoscere più o meno a menadito tutti i power-up conquistabili grazie alla frutta. I kart, enormemente personalizzabili a livello estetico, non hanno statistiche che li differenziano dagli altri. Non ci sono riferimenti a parametri come la velocità, l’accelerazione o la derapata (altro elemento presente e che se utilizzato con parsimonia permette un buon boost), il che rende solo una pura formalità quella di scegliere il personaggio all’inizio della gara. Altro difetto, imputabile ad All-Star Fruit Racing, è quello di proporre corridori altamente anonimi e dimenticabili. Pensiamo solamente a Mario, Luigi, Bowser, o anche a Crash Bandicoot, Cortex, Tiny Tiger, Sonic, e così via. Nei loro rispettivi videogiochi, essi sono personalità conosciute e idolatrate, sappiamo chi sono e la loro storia, e questo spinge, anche grazie all’attaccamento verso un brand, a immedesimarsi in un corridore e a scegliere ripetutamente quello per dimostrare la sua forza. Con ASFR questo non accade: i personaggi sono tutti uguali, per quello che ne sappiamo, e non si viene neppure spinti a provare alternative in altre gare.

MA DOVE VAI, SE I GIOCATORI NON LI HAI…

Dulcis in fundo, parliamo del multiplayer online, perché in All-Star Fruit Racing potremmo anche cimentarci in gare con altri giocatori del mondo. No, il verbo non è sbagliato: ho scelto appositamente il condizionale potremmo rispetto al futuro potremo, poiché i server di All-Star Fruit Racing sono davvero deserti. Più volte, negli ultimi giorni, ho cercato server con giocatori connessi, anche a vari orari del giorno, ma non ho mai avuto successo. Ed è un gran peccato, perché l’offerta di base del titolo è molto buona. La paura è che il gioco, vuoi per la poca popolarità, vuoi per il pubblico ormai lontano da questo tipo di giochi a meno che non ti chiami appunto Mario Kart, stia già facendo la fine di un altro indie che ho apprezzato molto nei mesi scorsi, Laser League, i cui utenti attivi a poche ore dal lancio erano poco più di qualche decina tra tutte le piattaforme.

A parte questo sfortunato inconveniente da segnalare, ASFR è corredato di una classica modalità Sfida a Tempo che mette a repentaglio la sanità mentale anche di chi ha esperienza sulle spalle, dunque può rivolgersi non solo ad un pubblico giovanile estasiato dalla direzione artistica del gioco. Tutto, infatti, viene curato nei mini dettagli, ogni oggetto viene preso e ricreato sotto forma di frutta, proprio come fece Disney in Ralph Spaccatutto nel gioco Sugar Rush, ma in quel caso ovviamente si parlava di dolci. L’operazione compiuta in questo caso è similare, e ha prodotto alcuni tracciati davvero memorabili, come il serpentone con tre colori di asfalto ognuno dei quali ha un effetto diverso sul kart. Graficamente, nessun miracolo, anzi ci stupiscono alcuni problemi dato che parliamo di un gioco tutt’altro che puntato verso un super comparto visivo da mostrare: in lontananza possiamo notare l’assenza di filtro antialiasing, alcune texture sono scadenti e gli effetti visivi delle armi potevano essere realizzati con più cura, o addirittura essere ingigantiti per dare più spettacolarità all’azione.

PUNTI DI FORZA

  • Fino a 4 giocatori in locale
  • Molto divertente
  • Personalizzazione estrema del veicoli
  • Azzeccato anche per chi cerca un’alta difficoltà con le sfide a tempo

PUNTI DEBOLI

  • Alcune mancanze come la possibilità di salvare durante una Coppa
  • Personaggi anonimi e kart tutti uguali
  • I server sembrano il deserto del Sahara

C’era la possibilità di fare qualcosa di più, in questo All-Star Fruit Racing. Potevano essere limati alcuni dettagli e mancanze come l’impossibilità di salvare durante una coppa, costringendo a completarla tutto d’un fiato. Poteva essere fatto qualcosa di più riguardo i personaggi, dimenticabili, e i loro kart che risultano essere tutti uguali. Eppure, al netto delle dimenticanze e delle piccole cose da aggiustare, ci sentiamo di premiare il lavoro di 3DClouds, per la tenacia nel voler realizzare un gioco molto pericoloso (il paragone con Mario Kart è sempre un notevole peso) e la voglia di osare qualcosa per dare al titolo una sua identità. Pecca gravissima, ma qui gli sviluppatori c’entrano ben poco, è la desolazione dei server, che di fatto impedisce di fruire di una delle feature del gioco e forse quella che avrebbe garantito più longevità. Ma giocare in 4 sulla stessa console a All-Star Fruit Racing, in locale, ci ha fatto tornare alla mente i pomeriggi passati su CTR e compagnia. Lo scopo di 3DClouds è raggiunto.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.