[Recensione] Assassin’s Creed: Origins – Gli Occulti

Di Andrea "Geo" Peroni
26 gennaio 2018

[ATTENZIONE] La trama del DLC The Hidden Ones (Gli Occulti) ha un collegamento fondamentale con il termine della storia di Assassin’s Creed: Origins. Se non avete terminato il gioco, o se non volete spoiler nel caso non abbiate ancora acquistato l’ultimo titolo Ubisoft, vi consigliamo di chiudere la recensione e tornare a leggerla in un secondo momento.

Tra i migliori giochi di un ricchissimo 2017 che ci siamo appena lasciati alle spalle c’è sicuramente Assassin’s Creed: Origins. Il gioco sviluppato da Ubisoft  Montreal ha saputo beneficiare dell’anno sabbatico concesso dai capoccia della società, che dopo il buono ma ormai stancante Assassin’s Creed: Syndicate videro la necessità di un cambio di direzione netto per tornare agli antichi fasti. Con un comparto artistico clamoroso e un game design ricostruito sostanzialmente da zero, Origins è diventato una delle più grandi sorprese dell’autunno 2017 tanto da definirlo un titolo imperdibile nella nostra recensione. Da pochi giorni, come promesso da Ubisoft, ecco che l’Antico Egitto di Bayek di Siwa si espande: il 23 gennaio è stata infatti resa disponibile la prima espansione del gioco, Gli Occulti (o The Hidden Ones), che garantisce una nuova storia con varie missioni annesse e anche una nuova area totalmente visitabile. Saltiamo quindi in sella al nostro cavallo e partiamo alla volta della recensione di Assassin’s Creed: Origins – Gli Occulti.

LA CONFRATERNITA SI ESPANDE

Come chi ha terminato la storyline principale di Assassin’s Creed: Origins già sa, Bayek e Aya (ora conosciuta come Amunet) hanno deciso di separare le loro strade. Dopo il grande complotto con Bruto e Cassio che ha posto fine alla vita di Giulio Cesare e decimato l’Ordine degli Antichi, i due amanti, che hanno vendicato il figlio deceduto, diedero vita alla setta degli Occulti. Questi Occulti, che oggi chiamiamo Assassini, si stanno rapidamente espandendo. Le angherie di Roma, infatti, non stanno schiacciando solamente l’Egitto, ma anche la penisola del Sinai, luogo dove è ambientata questa prima espansione del gioco di Ubisoft Montreal e che vede ancora una volta protagonista Bayek di Siwa. La sua leggenda si è ingigantita, le sue gesta sono conosciute in lungo e in largo, e sempre più persone stanno aderendo alla Confraternita degli Occulti per poter servire nell’ombra la libertà del popolo.

Ancora una volta quindi siamo costretti a partire, abbandonare la patria e dirigerci a Est, dove la sede locale degli Occulti è in grande difficoltà. Rufio, un importante e influente comandante romano, sta infatti mettendo a ferro e fuoco la penisola del Sinai, conquistando i villaggi e mettendo a tacere le timide proteste degli abitanti, i cui unici rappresentanti, gli Occulti appunto, non riescono a fermare l’invasione. La quest principale di The Hidden Ones è decisamente canonica, strettamente aderente alla tipica struttura che abbiamo imparato a conoscere anche con Origins. Abbiamo quindi un comandante, in questo caso Rufio, che partiziona la sua influenza sul Sinai su vari luogotenenti, da eliminare prima di passare a dare la caccia al pesce grosso. In questo Gli Occulti non brilla certo per novità, ma la storia che il DLC si porta dietro è interessante da seguire e da portare a termine, anche perché al netto dei nuovi arrivati come Tahira, responsabile della Confraternita nella penisola, ci sono alcuni inaspettati ma graditissimi ritorni che danno nuova verve all’azione proprio nel momento in cui tutto sembra cadere nei più classici cliché della serie. Inoltre, si tratta di un tassello importante per la storia degli Assassini, che ci mostra quelle che furono le prime operazioni e anche i primi grattacapi per la Confraternita. Bayek, come se non fosse bastato quanto successo con alcuni membri dell’Ordine degli Antichi, capirà che le mele marce sono presenti ovunque. Anche gli alleati, in fondo, nascondono sempre dei grandi segreti…

IL CLASSICO CHE AVANZA

La penisola del Sinai che ci viene permesso di visitare è una nuova grande ambientazione, un nuovo fulgido esempio di come gli artisti e i programmatori di Ubisoft Montreal abbiano voluto dare vita ad un mondo che resterà forse per sempre nell’immaginario dei videogiochi più incredibili da esplorare. In effetti, vedendo come è stata concepita la nuova regione con tanto di templi, obelischi imponenti e grandi aree rocciose sempre esaltanti da visitare e mai banali, siamo in fermento per la possibilità un giorno di visitare la Valle dei Re in Egitto, che sarà presente nella seconda espansione. Tecnicamente, il DLC è solidissimo, proprio come il suo progenitore, ma abbiamo riscontrato qualche piccolo bug da sistemare che ha rallentato inaspettatamente il ritmo in un paio di occasioni.

A livello di tangibile innovazione, The Hidden Ones non offre praticamente niente. Il DLC è esattamente in linea con il game design esplorato a fondo durante la storia di Bayek, dove però è stato aumentato il level cap da 40 a 45 e dove sono presenti le classiche missioni principali e quest secondarie che possono portarci a visitare nuovi luoghi o scoprire qualcosa di più sulla mitologia di questo mondo che offre sempre nuove cose da sapere. Ma in definitiva Gli Occulti non vuole assolutamente dare vita ad un nuovo stravolgimento delle meccaniche. Il pacchetto si prefigge l’idea di offrire nuove aree e nuove cose da fare, restando però saldamente sulla linea tracciata da Origins, e a noi va bene così. Forse però qualche piccola deviazione sul completamento delle missioni, davvero troppo simili tra loro, avrebbe giovato e aumentato un voto che è comunque certamente positivo.

PUNTI DI FORZA

  • Una nuova, ben realizzata e grande area da scoprire
  • Storyline curiosa e intrigante
  • Tante nuove ore di intrattenimento

PUNTI DEBOLI

  • Qualche piccolo bug ha rallentato l’azione
  • Struttura delle quest e gameplay completamente invariati

The Hidden Ones è la prima espansione di Assassin’s Creed: Origins, e offre una buona dose di nuove ore di intrattenimento ad un prezzo (9.99€) che riteniamo assolutamente adeguato. Avremmo gradito forse qualche diversificazione a livello di missioni da completare, sia per le main quest che per quelle secondarie, ma le nuove imprese di Bayek e degli Occulti, le cui origini qui continuano ad esserci narrate, sono intriganti e curiose, contribuendo a maturare maggiormente la nostra visione della Setta e la personalità del protagonista. E in più, l’ambientazione fa il suo dannato lavoro ancora una volta. Il Sinai ci viene mostrato in tutto il suo splendore, esattamente in linea con l’incredibile mondo costruito dai ragazzi di Ubisoft Montreal.

Ringraziamo Ubisoft Italia per il codice review di Assassin’s Creed: Origins: Gli Occulti.

 



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.