[Recensione] Destiny 2 – E’ tempo di riprenderci ciò che è nostro

Di Marco "Chuck" Zanolini
12 settembre 2017

Lo abbiamo aspettato per tanto tempo, forse troppo. Lo abbiamo desiderato, sognato, e addirittura ci siamo messi nei panni degli stessi sviluppatori nel tentativo di capire cosa dovesse portare nel proprio bagaglio questo nuovo capitolo. Finalmente l’attesa è finita: Destiny 2 è realtà ed è approdato tra noi.

…il tempo è relativo

Vorrei iniziare così, con questa brevissima citazione presa dal discorso che Ikora Rey fece quando scendemmo nella sala dell’Eco ad affrontare la Mente Ristorativa. Sembra passata un’eternità da quel lontano 9 settembre 2014, quando tutto ebbe inizio. I nostri Guardiani, o per meglio dire, noi, siamo cresciuti vivendo tantissime esperienze, difficili ma uniche. Oggi siamo di nuovo qui, pronti a intraprendere una nuova avventura che ci porterà questa volta a lottare contro un nuovo nemico: la Legione Rossa, un’unità speciale Cabal creata per razziare e sconvolgere interi mondi. A capitanarli è il temuto Dominus Ghaul, pronto a guidare la propria armata in una battaglia senza precedenti. Il suo obiettivo? Rubare la luce del Viaggiatore.

La nostra avventura sarà caratterizzata da un inizio non dei più semplici. Reduci dall’attacco alla Torre da parte della Legione Rossa, ci ritroviamo temporaneamente fuori gioco e privi della nostra luce per via del comandante Gahul. Vuoti, senza una meta, barcollanti e storditi tra le rovine dell’ultima città, ci incamminiamo verso un nuovo futuro, guidati da un aquila che ci porterà a conoscere uno dei tanti nuovi personaggi di questo nuovo capitolo. Dopo le prime ore di gioco sbloccheremo il rifugio, e da li man mano che progrediremo nella storia, anche tutti i nuovi mondi. Il nostro compito? Semplice, riprenderci ciò che è nostro, e per farlo dovremo arrivare il più vicino possibile al Comandante Ghaul, ormai in grado, quest’ultimo, di comprimere e assorbire la luce intrappolata nel Viaggiatore.

La storia principale, rispetto a quella del primo capitolo, si presenta molto più coinvolgente e  profonda. Una forte narrativa in grado di tenerti attaccato allo schermo per ore, grazie anche a un comparto audio a dir poco sublime. Infatti, è doveroso e necessario sottolineare quanto sia importante la colonna sonora in casa Bungie. Destiny non sarebbe quello che è se non ci fossero le musiche di sottofondo ad accompagnare i nostri Guardiani. Martellanti, soavi, dolci, sottili e raccapriccianti, ogni soundtrack si adatta alla perfezione al contesto, con riarrangiamenti della colonna sonora originale che si fondono in un turbine sensazionale di note e suoni.

La vendetta è un piatto che va servito con la Luce

In Destiny 2 troveremo svariate attività che ci accompagneranno verso l’end game e non solo. Oltre alle missioni principali della storia, che non sono tante come quelle del primo capitolo, ma nettamente più intense, troviamo le avventure, ovvero delle piccole missioni dislocate su tutti i pianeti presenti, che ci forniranno equipaggiamento e reputazione ai rispettivi NPC. Salendo di grado con quest’ultimi riceveremo sempre un engramma con ricompense aggiuntive che ci faranno salire di livello. Essi ci daranno, inoltre, anche delle imprese, che ci forniranno al loro compimento alcune armi esotiche.

Troviamo poi i Lost Sectors, ovvero dei piccoli dungeon sparsi qua è là per la mappa di gioco. Essi sono contrassegnati da un simbolo a doppio arco con un puntino nel centro. Non dovremo fare altro che identificarli, sconfiggere il Boss e ottenere il bottino dalla cassa finale. Questi sono decisamente molto divertenti e particolari, anche perché ti portano a scoprire sempre di più i vari pianeti e le loro zone nascoste. Ultimi, ma non meno importanti, gli eventi pubblici. A differenza del primo capitolo, qui vengono segnalati in mappa con tanto di tempo dal proprio inizio. Molto utili per ottenere i pegni per i vari NPC e ovviamente loto extra. Non poteva mancare, ovviamente, la playlist assalti, caratterizzata da missioni più lunghe e intricate e con ambientazioni più particolari rispetto a quelle sopracitate. Una chicca che troviamo in questo nuovo capitolo è senza dubbio il viaggio rapido, che ci consente di spostarci sul pianeta da una zona all’altra in pochissimi secondi.

Back to Crogiolo

Nel primo Destiny il PvP è stato più e più volte ribaltato dagli stessi sviluppatori per far si che i bilanciamenti delle armi e i server funzionassero nel migliore dei modi. Molti utenti si lamentavano della troppa monotonia dello stile di gioco. Salta, scivola, spara era il motto del Crogiolo. In Destiny 2 le cose sono cambiate quasi radicalmente. Iniziamo col parlare delle armi: ora tutte quelle in grado di uccidere con un solo colpo, quindi Rpg, lanciagranate, fucili a pompa, fucili a fusione e cecchini, sono armi terziarie. Questo vuol dire che i colpi si potranno ottenere tramite le munizioni appese ai muri ma solo allo scadere del tempo di ricarica.

Oltre alla partita veloce troviamo la nuova modalità competitiva che avrà al suo interno diverse tipologie di partite. Il tutto è caratterizzato da una rivisitazione decisamente importante: i match ora sono da 4 vs 4. Una decisione senz’altro importante che spinge molto sulla cooperazione di squadra. Dopo svariate ore passate in Crogiolo possiamo giungere a una conclusione, sebbene possa cambiare col tempo, che la varietà riguardante lo stile di gioco c’è e si nota. Forse una piccola nota negativa la possiamo dare alle super, che qui sembrano molto meno efficaci e non funzionare nel migliore dei modi. Il bilanciamento è tutto sommato buono, e ci aspettiamo che col tempo migliori ancora di più. Come nella modalità PvE, anche in PvP troveremo varie sfide che potremo portare a termine per ottenere pegni e bottino aggiuntivo.

Punti di Forza

  • Narrativa profonda e coinvolgente
  • Colonna sonora senza eguali
  • Varietà nelle attività

Punti Deboli

  • Qualche nuova razza nemica in più
  • La difficoltà complessiva potrebbe essere meglio gestita

Tutto ha un’inizio

Destiny 2 è un gioco che, fin da subito, sa dare il meglio di sé. Rispetto al suo predecessore offre tantissimo e non rischia mai di sfociare nella solita ripetitività. Avremmo gradito la possibilità di decidere quale modalità avviare nelle partite in crogiolo, ma non è sicuramente questo a rovinare la qualità di questo titolo che, dopo il primo Destiny, ha imparato veramente tanto. Ci saremmo aspettati qualche razza nemica in più, ma di tempo ce né per migliorarsi ulteriormente. Il gameplay, di per sé, rimane invariato sebbene  alcuni movimenti siano migliorati. Come già riportato sopra, il comparto audio è quella ciliegina sulla torta che sa farti apprezzare qualunque cosa e, a volte, farti anche commuovere. Ovviamente mancano ancora tante cose come l’incursione e le prove dei nove, ulteriori contenuti che andranno ad arricchire la già ottima campagna di gioco. Sicuramente la community sarà in grado di apprezzare il lavoro fatto da Bungie che, negli anni, ha imparato molto ma soprattutto ha imparato ad ascoltare. Ci aspettano grandi cose in futuro, ma per ora ricordatevi una cosa…. è tempo di diventare Leggenda!



Ha studiato Architettura e Grafica Pubblicitaria. Appassionato accanito di videogame, ma anche di arte, disegno, anime, manga, viaggio, tecnologia, fotografia, calcio, palestra e chi più ne ha più ne metta. Adora quasi tutte le tipologie di gioco ma predilige gli FPS e i giochi di guida. Non ha un titolo preferito, ma a colpirlo è stato fin da subito "Metal Gear Solid". Da lì Hideo Kojima è diventato il suo idolo.